
Scade il 24 febbraio 2026 il termine ultimo per presentare le istanze relative all’emersione delle utenze non riconosciute di acque sotterranee, i cosiddetti pozzi abusivi. Lo prevede l’articolo 24 della legge regionale pugliese n. 7 del 30 maggio 2025 “Disciplina regionale dell’utilizzo delle acque superficiali e sotterranee e disposizioni diverse”. Perciò tutti i soggetti interessati sono stati invitati dalla Regione Puglia a verificare la propria posizione e a provvedere entro la suddetta scadenza, al fine di regolarizzare le utenze.
Sanatoria per i pozzi abusivi
La presenza di pozzi in Puglia costituisce una importante risorsa idrica, ma molti sono i pozzi abusivi. La nuova legge regionale 7/2025 introduce una sanatoria per regolarizzare i pozzi esistenti entro 270 giorni dalla data della sua entrata in vigore, impone controlli più severi e la digitalizzazione delle pratiche tramite la piattaforma regionale.
La legge disciplina utilizzo acque sotterranee e superficiali
La nuova legge disciplina anche la durata della concessione dell’utilizzo dei pozzi, stabilendo una durata massima di 15 anni. Il titolare della concessione, ai fini del monitoraggio delle acque prelevate, ha l'obbligo di produrre ogni tre anni il certificato delle analisi chimiche e batteriologiche previste dagli allegati al provvedimento di legge. La concessione è rinnovabile, su istanza dell'interessato, con provvedimento della struttura competente. Oltre all’estrazione di acqua dal sottosuolo, la legge introduce anche la disciplina regionale in materia di derivazione e utilizzazione delle acque superficiali, comprese le licenze di attingimento, attualmente assente nella regolamentazione regionale.
Molti nodi da sciogliere
La definizione della scadenza per la regolarizzazione dei pozzi abusivi è stata l’occasione per l’opposizione nel Consiglio regionale per presentare al neo assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli una richiesta di revisione della legge stessa.
“Per l’attivazione di un nuovo pozzo gli agricoltori pugliesi avranno un aggravio di spesa di circa 1.500 euro tra analisi delle acque, montaggio dei contatori e perizie ingegneristiche. Per questo motivo la legge regionale, che disciplina l’uso e la gestione e impatta in maniera grave sul mondo agricolo, va rivista. È necessario nel frattempo che le scadenze vengano quantomeno differite perché, come ampiamente previsto, il nuovo orientamento della Regione Puglia sta schiacciando gli agricoltori sotto il peso della burocrazia e di esose spese, tenuto conto che alle spese iniziali si sommano le varie sanzioni, anch’esse salatissime ed esagerate, per chi non si ritrovi nella condizione di poter soddisfare i requisiti richiesti, senza contare che una mancata comunicazione della lettura dell'acqua consumata comporta una multa da 360 euro, equivalente al consumo di 180mila metri cubi di acqua: una enormità”.
L’assessore Paolicelli si è impegnato ad apportare alcune modifiche per snellire le pratiche burocratiche e cercare soluzioni ai costi troppo esosi.












