Ecco la ‘nostra’ Goldoni

Riprende vita lo storico marchio emiliano grazie alla belga Keestrack

Roberto Lopes, amministratore delegato di Goldoni Keestrack
Parla l’amministratore delegato di Goldoni Keestrack Roberto Lopes: «Vogliamo portare il brand emiliano ai livelli di un marchio premium»

Dopo un lungo periodo di difficoltà, culminato con la messa in concordato preventivo dell’azienda, la Goldoni ha finalmente trovato la soluzione definitiva ai suoi problemi grazie a Keestrack, che ha rilevato il marchio carpigiano salvando qualcosa come 110 posti di lavoro.

Intervista pubblicata su Terra e Vita 12/2021

 

 

Abbonati e accedi all’edicola digitale

Per capire come intende lavorare al recupero dello storico marchio di Migliarina di Carpi (Modena) l’azienda belga a conduzione familiare, che opera nel campo dei frantoi e dei vagli industriali e ha una filiale anche in Italia a Ponzano Veneto (Treviso), abbiamo rivolto alcune domande all’amministratore delegato della neonata Goldoni Keestrack srl, Roberto Lopes.

Quali motivi hanno spinto Keestrack ad acquisire Goldoni?

Da alcuni decenni Keestrack aveva già un suo piano di crescita e il business plan era quello di far crescere l’azienda in due modi: organico e in un altro ramo di azienda, che avesse però sinergia con il business iniziale. Da due anni la proprietà aveva preso la decisione di andare sul comparto agricolo: il mercato agricolo, infatti, ha prospettive positive e la famiglia è di origine agricola. Così ci siamo posti la domanda: facciamo da soli o acquisiamo qualcuno? Il caso ha voluto che si verificasse la questione del concordato Goldoni e lì abbiamo intravisto un’opportunità molto buona, perché si tratta di una realtà anch’essa familiare e per le molte sinergie tra i settori e le attività delle due aziende: la leadership tecnologica dei prodotti Keestrack, i sistemi di produzione, la catena di fornitori e distributori condivisa.

“Guardando al futuro pensiamo di avviare la produzione di trattori a campo aperto, completamente nuovi, svincolati in toto da Arbos: la nuova serie si chiamerà K, lettera
che richiama Keestrack e la parola campo nella lingua madre della società”

Quali sono i dettagli del piano industriale?

Keestrack ha una chiara strategia per riavviare in tempi brevi la produzione di trattori Goldoni. L’attenzione sarà focalizzata sui principali modelli delle piattaforme specializzati e compatti, trattrici con pianale di carico e motocoltivatori, fondendo la tradizione di Goldoni con la forte spinta all’innovazione di Keestrack.

Possiamo suddividere il piano industriale in tre fasi, per una durata complessiva di sette/otto anni. Nella prima fase ci concentreremo su consolidamento e riattivazione del brand Goldoni, che è stato un po’ accantonato negli ultimi anni. Siamo convinti che un brand storico come Goldoni non possa morire così, perciò ci concentreremo sul recupero della rete dei concessionari e sulla riattivazione della disponibilità dei ricambi e dell’assistenza che era in atto prima della nascita di Goldoni Keestrack, in modo da far riacquistare fiducia ai clienti.

La prima macchina Goldoni tornata in produzione dopo l’acquisizione da parte di Keestrack è stato un Transcar

In seguito, aggiorneremo la gamma di trattori alla normativa Stage V dei motori e stabilizzeremo la produzione. Faccio notare che Keestrack è un’azienda molto dinamica, basti dire che è stata in grado di far ripartire la produzione dopo sole tre settimane dall’acquisizione (si è trattato di un Transcar, trattore con pianale di carico molto richiesto dai concessionari, ndr).

La seconda fase partirà nel 2023 e ci vedrà “alzare l’asticella” del brand Goldoni, nel senso che vogliamo che venga riconosciuto come brand premium e affidabile. Non possiamo, cioè, posizionarci nella parte bassa della concorrenza che si basa solo sul prezzo, perché la tecnologia Keestrack è sempre stata all’avanguardia. Vogliamo, quindi, portare in alto il brand Goldoni proponendo una gamma di trattori specializzati dotata di trasmissione powershift o a variazione continua, di cabina di categoria 4, di assale frontale sospeso ecc., insomma di tutta l’attuale tecnologia all’avanguardia.

Infine, la terza fase: stiamo già lavorando con il team dell’ufficio tecnico per avviare in futuro la produzione di trattori da campo aperto, che saranno completamente nuovi, ovvero non ci sarà niente di Arbos, perché il perimetro aziendale acquistato è quello di Goldoni (c’è solo l’impegno di mantenere la garanzia dei ricambi per le macchine vendute finora). Questa nuova gamma si chiamerà serie K, come Keestrack appunto e che allo stesso tempo richiama la parola campo.

Come intendete gestire la rete di distribuzione?

La rete di concessionari Goldoni, in sinergia con quella di Keestrack, sarà la chiave per rendere nuovamente protagonisti i trattori Goldoni, che torneranno a essere da subito riconoscibili dal tradizionale colore rosso/arancione. Partiremo quindi dalla rete attuale dei tanti concessionari Goldoni che hanno tenuto duro e sono rimasti attaccati al brand, per cui meritano il giusto riconoscimento. E la sinergia con i dealer Keestrack sarà reciproca, come già fanno altri grandi gruppi nel mondo della meccanizzazione agricola.

La produzione sarà tutta a Migliarina di Carpi? E a marchio Goldoni?

Sì, il sito produttivo è preparato e già idoneo come dimensione. Abbiamo una chiara idea di quanti trattori possiamo produrre: la capacità è di 4mila trattori/anno e ritengo che in 4-5 anni possiamo raggiungere questo traguardo. Per il 2021 l’obiettivo ottimale è quello di produrre 1.000 trattori, diciamo ottimale perché sappiamo tutti che il periodo è ancora difficile. Come detto, Keestrack punta su tecnologie all’avanguardia e dobbiamo aggiungere valore al made in Italy: questo deve essere il nostro punto di forza. Confermo, infine, che il brand sarà solo Goldoni e non abbiamo alcuna intenzione di cambiarlo.

Gli accordi commerciali passati sono ancora in essere?

Gli accordi commerciali in essere (New Holland, John Deere ndr) sono stati chiusi in seguito alle difficoltà del concordato, anche se sono ancora attivi per quanto riguarda ricambi e assistenza. Non è detto che non li riapriremo, stiamo lavorando anche su questo fronte.

Come approccerete la questione dei motori, attualmente forniti da Fca, VM Motori e Lombardini?

A oggi non è ancora chiaro come ci muoveremo. La scelta dipende anche dai mercati, perché in alcuni ad esempio vengono preferiti i motori italiani. Ma noi, come detto, vogliamo essere un marchio premium, quindi ci muoveremo anche verso i paesi del nord Europa e verso gli Stati Uniti, cioè avremo fornitori diversi a seconda del mercato e stiamo già parlando con loro.

Intendete partecipare alle prossime fiere? E pensate di poter presentare già qualche novità a breve?

L’unica fiera rimasta in programma nel 2021 è Eima International, che accoglie un mercato misto, dove i trattori specializzati rappresentano un importante polo di attrazione per i visitatori, per cui sicuramente parteciperemo, anche se ridimensionati perché siamo comunque un’azienda familiare. Agritechnica (prevista a fine febbraio 2022) è invece una piattaforma diversa, che per il momento non ci interessa, ma in futuro sarà da valutare attentamente. Per le altre fiere “minori”, infine, ci appoggeremo ai concessionari locali.

Per quanto riguarda le novità, già all’Eima di ottobre potremo presentare qualcosa collegata al programma Industria 4.0.


 

Ecco la ‘nostra’ Goldoni - Ultima modifica: 2021-04-26T10:46:31+02:00 da Francesco Bartolozzi

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome