Il cambiamento climatico a cui è sottoposta l’Europa intera sta causando crescenti problemi alla produzione della patata (Solanum tuberosum) e in modo particolare al tubero-seme nei principali Paesi produttori.
Gli eventi atmosferici estremi (alluvioni, siccità, inverni troppo miti) sono sempre più frequenti; questi, oltre a determinare perdite di prodotto di per sé, sono responsabili della rottura degli equilibri ambientali che hanno caratterizzato il rapporto di interazione pianta-parassita nei decenni scorsi.
Sulla base di quanto conosciuto e consolidato nel tempo per queste associazioni fitosanitarie, sono stati definiti dei modelli previsionali di difesa per la loro gestione, e stabiliti parametri di tolleranza nella certificazione del tubero seme per molti organismi nocivi regolamentati per la qualità del seme stesso destinato alla commercializzazione. Questi parassiti, al contrario di quelli da quarantena per cui è prevista “tolleranza zero”, sono presenti in Europa ma considerati fortemente impattanti sull’economia di settore; pertanto, vengono controllati nel processo di certificazione, tollerando soglie di infezione, stabilite per gruppo di parassiti (batteri, funghi, virus, insetti, nematodi) o per singolo organismo, nel seme “pre-base”, “base” o “certificato” destinato alla commercializzazione (Decreto legislativo n. 20 del 02/02/2021).
In questo decennio, si sono registrate oscillanti variazioni del costo del seme in funzione della maggiore o minore disponibilità del prodotto-seme e al tempo stesso, per esperienza diretta, anche un sempre più frequente ritrovamento nei lotti di tuberi danneggiati, o con marciumi, lesioni suberose, cancrena o causati da agenti per lo più terricoli (Pectobacterium spp., Fusarium spp., Acremonium spp., Phoma exigua). Inoltre, gli ambienti di settore lamentano una crescente presenza di malattie virali per la maggiore difficoltà nel controllo dei vettori, principalmente afidi, a causa delle temperature sempre più miti anche nei mesi invernali.
Nuovo caso fitosanitario nella campagna agraria 2025
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Sarebbe necessaria una diretta presenza italiana nel campo delle patate da seme con coltivazioni specialistiche in aree montane nazionali. Una indispensabile e urgente decisione che potrebbe rafforzare fortemente il segmento produttivo nazionale coinvolgendo università e centri di ricerca. Senza sottovalutare la forte espansione della coltivazione di patate del continente africano che impone contenimento delle importazioni di seme certificato che naturale utilizzazione delle immense aree coltivabili e adatte per coltivare seme compatibile con le esigenze e necessita di quel mercato. Una idea per un progetto innovativo.Piano Mattei