Arriva l’accordo sul prezzo del latte per il Nord Italia e si definisce così un quadro di riferimento per il secondo semestre del 2025.
L’intesa, raggiunta al tavolo convocato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste sulla situazione del comparto lattiero-caseario, fissa infatti un percorso di valorizzazione del latte alla stalla su sei mesi, con un prezzo base di 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre e 50 centesimi per novembre e dicembre.
Il meccanismo individuato prevede inoltre il riconoscimento del 100% del prezzo ai produttori che si manterranno entro i quantitativi prodotti nel 2025, anno che per il settore ha registrato livelli record. Le eventuali eccedenze rispetto a questa soglia saranno invece oggetto di trattativa diretta tra il singolo allevatore e l’industria acquirente, al di fuori dei parametri fissati dall’accordo.
Tra gli elementi contenuti nell’intesa figura anche un sistema differenziato per la definizione del prezzo base del latte nel Nord Italia, insieme all’introduzione di un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano, la cui applicazione è prevista a fine anno. Un altro capitolo riguarda la trasparenza dei controlli, con il coinvolgimento di enti terzi e con un’analisi del dato produttivo 2026 rispetto al 2025, con l’obiettivo di evitare distorsioni nella lettura dei volumi effettivamente prodotti.
Sul piano operativo, l’accordo punta dunque a dare un riferimento certo ai rapporti tra stalle e industria, in una fase delicata per il mercato lattiero-caseario, segnata dall’andamento produttivo e dalla necessità di bilanciare volumi, remunerazione della materia prima e tenuta economica delle aziende.
A margine dell’intesa, Coldiretti ha espresso una valutazione positiva del risultato raggiunto. Per l’organizzazione, «l’intesa sul prezzo del latte rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilità agli allevamenti italiani», soprattutto in una fase resa più complessa dall’aumento delle produzioni anche a livello europeo. Secondo l'organizzazione di categoria, l’accordo «definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati e introduce un meccanismo di equa correlazione per il Grana Padano», mentre il nuovo assetto sui quantitativi e sui controlli dovrebbe contribuire a evitare «qualsiasi forma distorsiva di mercato» e a garantire una fotografia puntuale delle quantità prodotte.













L’ Allevatore o Agricoltore che dir si voglia viene da sempre, imbrogliato dai Sindacati. Infatti,lo sbandierato aumento di 1+1+1 centesimi in 4 mesi, non arriva al calo di ben 10 centesimi. A fronte di un aumento dei prezzi, di mangimi e foraggi del 40% su base annuale. Il Ministro Lollobrigida farebbe bene, a considerare che mantenere la produzione agroalimentare Nazionale sarebbe l’ unica soluzione, noi siamo Agricoltori nel CRATERE SISMICO di AMATRICE, dimostrazione di resistenza, resilienza.
INFATTI HA DETTO LA PAROLA GIUSTA GLI AGRICOLTORI SONO SEMPRE IMBROGLIATI E CI RIMETTONO DI TASCA PROPRIA E A NESSUNO IMPORTA NULLA DELLA NOSTRA SITUAZIONE.
Quando si resta a disposizione del mercato. UE questo succede intanto la Germania e altri mandano i lori prodotti caseari in Italia e noi ci dobbiamo limitare a produrre.