Frumento duro, le varietà consigliate per la prossima campagna

    I risultati della 47a rete nazionale coordinata dal Crea-It di Roma. In 33 campi rappresentativi dei principali areali di coltivazione italiani sono stati valutati 38 genotipi, di cui 6 al primo anno di prova

    Tra i principali obiettivi della coltivazione del grano duro vi è quello di avvalersi di varietà capaci di rese elevate anche in presenza di stress biotici ed abiotici associato a un profilo qualitativo ottimale per la trasformazione in paste di pregio, molto apprezzate dai consumatori in Italia e protagoniste anche di crescenti esportazioni nel mondo.

     

     

    Fino a qualche tempo fa, questi elevati standard tecnologici, richiesti soprattutto negli accordi di filiera, era possibile ritrovarli quasi esclusivamente in genotipi che però difettavano in produttività, mentre negli ultimi anni il miglioramento genetico ha permesso una maggior disponibilità di cultivar dotate di un buon equilibrio fra rese unitarie e livelli qualitativi.

     

     

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    Con lo scopo di rispondere alle richieste della filiera, fornendo informazioni tempestive sulle principali caratteristiche quanti-qualitative delle numerose e nuove costituzioni esistenti sul mercato, nella stagione 2019-20, il Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari - Sede di Roma (ex Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura) afferente al Crea - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, ha curato lo svolgimento della 47a Rete nazionale di confronto su frumento duro, realizzata in collaborazione con numerose istituzioni pubbliche e private.

    I numeri delle prove

    Nel 2019 il quantitativo di semente certificata dal Centro di ricerca Difesa e Certificazione del Crea (già Ense) è stato pari a 157.000 tonnellate, con un aumento rispetto allo scorso anno che, seppur leggero (+4%), va a interrompere un andamento negativo che si registrava dal 2015 e che aveva portato i livelli di seme certificato molto vicino ai valori minimi raggiunti nel 2010, quando venne eliminato l’obbligo di usare sementi certificate per le semine (figura 1).

    Tra le prime 10 varietà, Antalis, di recente costituzione, si conferma al primo posto come la cultivar con la maggiore quantità di semente certificata, con oltre l’11% del totale e un deciso aumento rispetto alla stagione precedente. Al secondo posto troviamo Iride, per molti anni la varietà più diffusa, in leggera ripresa dopo la diminuzione che proseguiva dal 2012. Sostanzialmente stabili le percentuali di certificazione delle costituzioni Odisseo, Saragolla e Maestà; aumenti sono stati registrati per Tirex mentre diminuzioni da leggere a più marcate si sono avute per Achille, Core, Marco Aurelio e, soprattutto, Simeto.

    Nella stagione 2019-20 la Rete nazionale di confronto tra varietà di frumento duro, giunta al 47° anno di attività, ha visto la realizzazione di 33 campi, dislocati in 13 regioni, aggregate in 6 areali: Sicilia (5 campi), Sardegna (4), Sud peninsulare (7), versante adriatico dell’Italia centrale- Marche (4), versante tirrenico dell’Italia centrale (8) e Nord (5).

    I responsabili delle singole prove e le relative istituzioni di appartenenza sono riportati nel riquadro in fondo all'articolo.

    In totale quest’anno sono state saggiate 38 varietà, di cui 23 provate in tutti i campi; delle rimanenti 15 cultivar inoltre, 7 erano comuni nei tre areali del Centro-Nord (versante tirrenico e adriatico dell’Italia centrale e Nord), 3 presenti solo nei tre areali del Sud-Isole (Sud peninsulare, Sicilia e Sardegna), 4 nel Sud e Sicilia, e 1 specifica per la Sardegna (tabella 1). Le varietà testate per il primo anno sono state 6: GS Armando, Incanto, Panoramix, RGT Natur e SY Leonardo, in prova in tutti i campi della rete; Shardana in Sardegna.

    Andamento meteorologico

    L’andamento meteorologico della stagione 2019-2020, relativamente simile tra i diversi areali di coltivazione, è stato caratterizzato da abbondanti precipitazioni in autunno, in particolare negli areali centro-meridionali e insulari, che impedendo l’affinamento dei terreni hanno determinato lo slittamento delle semine tra la metà di dicembre e la prima decade di gennaio. Nei successivi mesi invernali le precipitazioni invece sono state scarse, associate a temperature abbastanza miti. Le prime piogge utili alle colture sono avvenute tra la metà di marzo e l’inizio di aprile quando le temperature, soprattutto le minime, hanno avuto un deciso e generalizzato abbassamento. Anche maggio è risultato un mese siccitoso, mentre giugno ha visto di nuovo il verificarsi di eventi piovosi che, soprattutto al Nord, hanno avuto carattere temporalesco. La granigione è avvenuta con temperature non elevate che hanno evitato fenomeni di stretta e consentito un buon riempimento della granella. Le eccezioni da questo andamento hanno riguardato le Marche, dove la distribuzione delle precipitazioni è stata più uniforme, e gli areali meridionali e insulari, dove sono risultate scarse anche le piogge di fine ciclo.

    Risultati

    Le produzioni medie, rispetto ai valori poliennali, sono aumentate in tutti gli areali, tranne che in Sardegna (5,05 t/ha, -10%); in particolare, un aumento modesto è stato registrato nel Sud (4,40 t/ha, +2%) mentre incrementi maggiori sono stati rilevati nel Centro tirrenico (5,06 t/ha, +9%), nelle Marche (7,20 t/ha, +12%) e al Nord (7,41 t/ha, +14%); particolarmente importante infine la crescita registrata in Sicilia, con una resa media di 6,11 t/ha (+46%).

    Il tenore proteico della granella ha mostrato incrementi di una certa consistenza solo negli areali meridionali e insulari: 13,5% in Sardegna (contro 13,1% del poliennio), 14,0% nel Sud (contro 13,4%) e 14,3% in Sicilia (contro 13,8%). Invariato è rimasto invece il dato nel Centro tirrenico (13,7%), mentre diminuzioni del contenuto proteico sono state rilevate nelle Marche (13,0% contro 13,7%) e soprattutto al Nord (12,8% contro 13,9%).

    L’andamento climatico della parte finale del ciclo vegetativo ha favorito il raggiungimento di elevati pesi ettolitrici: simile al valore di lungo periodo è risultato solo quello registrato in Sardegna (81,2 kg/hl), mentre medie più elevate, con incrementi compresi tra 1,4 e 3,5 kg/hl, sono stati rilevati negli altri areali: 81,9 kg/hl nel Sud e nel Nord, 82,0 kg/hl in Sicilia, 82,5 kg/hl nel Centro tirrenico e ben 84,1 kg/hl nelle Marche.

    Rispetto al poliennio considerato, il peso delle 1.000 cariossidi è aumentato in tutti gli areali, con incrementi tra 0,5 e 4,5 g. I valori più elevati per questo carattere sono stati rilevati nei 3 areali Centro-settentrionali: 50,4 g nel Nord, 49,7 g nel Centro tirrenico e 48,7 g nelle Marche. Rispetto alla norma le dimensioni delle cariossidi nel Sud (45,4 g) sono risultate simili, maggiori quelle rilevate in Sicilia (45,5 g) e in Sardegna (47,0 g), (figura 2).

    Ciclo alla spigatura

    Sostanzialmente simile al dato poliennale è risultato il ciclo alla spigatura in tutti gli areali. Le colture sono spigate mediamente il 13 aprile in Sardegna (+3 giorni rispetto alla norma) e in Sicilia (3 giorni in anticipo), il 26 aprile al Sud e nelle Marche, il 28 nel Centro tirrenico e il 2 maggio al Nord. Tra le varietà comuni, quelle più precoci sono state Svevo, RGT Aventadur e Iride, la più tardiva Idefix; tra le specifiche, nel macroareale Centro-Nord Heraklion e Daurur hanno mostrato il ciclo più lungo, in quello Sud-Isole Aureo, Beltorax e SY Nilo, sono risultate tra medio e medio-precoci.

    Produzione e qualità

    Risultati del Sud-Isole. Nella tabella 2 sono riportati i principali risultati di tutte le varietà provate nei tre areali del Sud-Isole (Sicilia, Sardegna e Sud peninsulare): 26 comuni a tutti i campi, 4 saggiate nel Sud peninsulare e in Sicilia e 1 solo in Sardegna.

    In Sicilia la produzione media è stata di 6,11 t/ha, nettamente superiore (+46%) a quella del poliennio 2015-2019 (4,19 t/ha). La varietà più produttiva è stata Idefix (6,59 t/ha e indice di resa di 108, anche se superiore a 100 solo in 3 prove su 5), che conferma le buone rese dello scorso anno. Per ottime e più stabili produzioni nell’areale, superiori alla media in tutti i 5 campi di prova, vanno segnalate Beltorax, Marco Aurelio, entrambe con indice medio di 107, Tito Flavio (106) e la novità RGT Natur (106); indice di resa di 106, ma superiore a 100 in 4 campi, è stato registrato anche per Panoramix, al primo anno.

    Con una media di 14,3 %, anche il tenore proteico della granella è risultato maggiore del valore poliennale di 13,8%. Anche quest’anno Aureo si conferma la cultivar con il contenuto in proteine più elevato (16,3%), seguita da Svevo (15,4%) e Simeto (15,2%), tutte però con rese inferiori alla media.

    Per tenore proteico e produzione superiori alle medie di areale si è distinta Marco Aurelio (14,5%; indice di resa 107) insieme a Egeo e Monastir (14,6%; 103), Idefix (14,4%; 108), Marakas (14,4%; 104) e RGT Aventadur (14,4%; 103). Per buon equilibrio produzione/proteina va segnalata anche Furio Camillo (14,3%; 103).

    Il peso ettolitrico medio è stato di 82,0 kg/hl, anche questo decisamente superiore al dato di lungo periodo (79,4 kg/hl). Furio Camillo si conferma la cultivar con il valore più elevato (85,1 kg/hl), seguita da Ettore (85,0 kg/hl) e Claudio (84,5 kg/hl), tutte caratterizzate anche da indici di resa superiori a 100. Solo Idefix e GS Armando hanno fatto registrare un peso ettolitrico inferiore a 80,0 kg/hl.

    Anche il peso delle 1.000 cariossidi è risultato superiore al dato poliennale (45,5 contro 41,0 g); al vertice per questo carattere troviamo Simeto (54,1 g), che si conferma varietà caratterizzata da seme di grandi dimensioni, seguita da Beltorax e dalla novità SY Leonardo, entrambe con peso di 51,8 g per 1.000 semi.

    In Sardegna la resa media (5,05 t/ha) è risultata inferiore del 10% rispetto al dato pluriennale (5,61 t/ha); come lo scorso anno, le rese più elevate sono state ottenute da SY Atlante (5,73 t/ha e indice di 113 e media campo superata in 3 prove su 4) seguita da Antalis (111), caratterizzata da maggiore stabilità, con indici maggiori di 100 in tutte e 4 le località di prova. Indici tra 110 e 105, superiori a 100 in 3-4 campi sono stati mostrati da altre 8 varietà (Furio Camillo, Beltorax, Panoramix, al primo anno, Marakas, Monastir, Egeo, Iride e Nuraghe), tra cui vanno segnalate Furio Camillo e Monastir, che associano anche un tenore proteico superiore alla media di areale.

    Il contenuto proteico medio (13,5%) è risultato leggermente superiore a quello del quinquennio di riferimento, pari a 13,1%. Simeto è risultata la varietà con il tenore proteico medio più elevato (15,1%), seguita da Aureo (14,9%), Svevo e Shardana (novità specifica per la Sardegna), tutte cultivar che hanno associato però rese più o meno inferiori alla media; tra le cultivar più produttive, come già indicato, vanno segnalate Furio Camillo (13,8%; indice 110) e Monastir (13,7%; 106), insieme a Idefix (13,5%; 104).

    Il peso ettolitrico medio è risultato sostanzialmente simile a quello di lungo periodo con un valore di 81,2 kg/hl contro 81,6 kg/hl del poliennio. Anche in questo areale e in questa annata, Furio Camillo è stata la cultivar con il valore più elevato (84,0 kg/hl), seguita dalla novità Incanto (83,7 kg/hl), e da Antalis ed Egeo, che si confermano per questo carattere. Cinque cultivar hanno fatto registrare valori di peso ettolitrico inferiori a 80,0 kg/hl: le due novità SY Leonardo e RGT Natur, insieme a LG Anubis, Simeto e Idefix.

    Il peso delle 1.000 cariossidi è risultato in aumento, con una media di areale di 47,3 g, rispetto ai 43,7 g del quinquennio precedente ma in diminuzione rispetto ai 53,1 g del 2019. Simeto è risultata la varietà con le maggiori dimensioni della granella (55,4 g), seguita dalla novità Shardana (52,3 g); pesi superiori a 50 g per 1.000 semi anche per Antalis, Beltorax, Monastir, RGT Aventadur, che confermano i risultati dello scorso anno, e per la novità SY Leonardo.

    La produzione media nel Sud peninsulare (4,40 t/ha) è risultata simile a quella di lungo periodo (4,32 t/ha), ma con forti differenze tra regioni e con valori particolarmente bassi nelle località della Puglia (1,7-2 t/ha), a causa del forte deficit idrico qui registrato. Con medie superate in 6 campi su 7, le varietà più produttive sono risultate Tito Flavio (indice 112), la novità Panoramix e Beltorax, entrambe con indici 111; indici tra 108 e 106 e rese superate in 4-6 campi, sono stati registrati per LG Anubis, RGT Aventadur, Marco Aurelio e Claudio, la più stabile tra queste. Solo Egeo, con una resa media di 4,60 t/ha (indice 104) ha prodotto più della media in tutti e 7 i campi di prova.

    Il contenuto proteico è risultato decisamente superiore rispetto al valore poliennale (14,0% contro 13,4%). Con una media di 15,7%, ancora una volta, la varietà Aureo si è collocata prima in questa graduatoria, seguita da Svevo (15,0%) e Simeto (14,6%), tutte varietà caratterizzate però da basse rese; proteine uguali o superiori alla media di areale associate a buone rese sono state ottenute soprattutto da Marco Aurelio (14,4%; indice 106), ma anche da RGT Aventadur (14,2%; 107), Monastir e Furio Camillo, entrambe con 14,2% di proteina e indice 103; buon equilibrio resa/qualità, con tenore proteico uguale alla media di areale, anche per la novità Panoramix (111), LG Anubis (108) e Claudio (106).

    Anche nel Sud peninsulare il peso ettolitrico medio è risultato superiore al valore poliennale (81,9 contro 80,5 kg/hl), variando da un massimo di 84,5 kg/hl di Furio Camillo ad un minimo di 79,8 kg/hl di Monastir, unica cultivar con valore medio inferiore a 80,0 kg/hl. Tra le varietà con indici di resa sopra 100, Panoramix, LG Anubis, RGT Aventadur, Claudio, Marco Aurelio e Furio Camillo hanno associato anche buoni pesi ettolitrici e proteine uguali o superiori alla media di areale.

    Il peso dei 1.000 semi (45,4 g) è risultato in linea col dato medio quinquennale (44,9 g). Simeto e Beltorax si confermano le varietà con i più alti pesi delle cariossidi, con valori di 52,9 g e 51,8 g, rispettivamente, mentre Ramirez e SY Atlante con quelli più bassi, insieme alle novità Incanto e RGT Natur, tutte con medie inferiori a 40 g per 1.000 semi.

    Risultati del Centro-Nord. Nella tabella 3 sono riportati i principali risultati delle 30 varietà provate nei tre areali del Centro-Nord.

    Nel versante tirrenico dell’Italia centrale la produzione media, pari a 5,06 t/ha, è risultata superiore di 0,4 t a quella del poliennio di riferimento, ma inferiore nella stessa misura a quella del 2019. La collaudata varietà di ciclo medio Marco Aurelio è risultata la più produttiva (5,74 t/ha, indice di 113) e l’unica ad aver superato la media in tutte le 8 prove; ha preceduto in graduatoria diverse cultivar di recente introduzione nella rete: Idefix (tardiva, indice di 111), RGT Rangodur (ciclo medio, indice di 110), entrambe con media superata in 7 campi, e Casteldoux (tra le più tardive in prova, indice di 106 e superiore a 100 in 6 campi su 8) che conferma i buoni risultati in questo areale. Buone anche le performance, con indice di 107, di Augusto e Tito Flavio, ma con diversa stabilità: media campo superata in 7 e 5 prove, rispettivamente.

    Il tenore proteico è risultato simile alla norma (13,7%). Come di consueto i valori più elevati sono stati ottenuti dalle varietà con basse rese Svevo (15,0%) e Simeto (14,9%); alti contenuti in proteine (14,2%) sono stati mostrati dalla cultivar più produttiva dell’areale Marco Aurelio, da RGT Aventadur (indice di 102) e da Furio Camillo (101). Da segnalare anche Caboto ed Egeo per proteine del 14,1%.

    Il favorevole andamento termopluviometrico della fase finale del ciclo vegetativo si è manifestato in un aumento considerevole del peso ettolitrico, con un incremento di 2,8 kg/hl rispetto al poliennio (82,5 contro 79,7 kg/hl). Furio Camillo (indice di resa 101) e Platone (103) hanno fatto registrare i valori più elevati (85,0 e 84,5 kg/hl, rispettivamente) e confermano questa loro caratteristica insieme a SY Atlante, Egeo, Claudio e Antalis. Tra le varietà con rese superiori alla media, alti pesi ettolitrici sono stati rilevati anche per Augusto, la novità Panoramix e RGT Rangodur. Tra le altre varietà al primo anno si segnala solo Incanto (84,0 kg/hl).

    Anche il peso 1.000 cariossidi è risultato superiore alla norma (49,7 g contro 45,9 g). Simeto ha mostrato la granella di maggiori dimensioni (57,5 g), seguito dalla novità SY Leonardo (55,3 g) e dalla più produttiva Marco Aurelio (53,2 g). Anche Tito Flavio, Antalis, Caboto, Monastir e RGT Aventadur hanno ottenuto pesi decisamente superiori alla media di areale, confermando questa loro caratteristica.

    Nelle Marche (la regione che rappresenta da sola il versante adriatico dell’Italia centrale) la produzione è risultata superiore al già elevato valore poliennale (7,20 t/ha contro 6,40 t/ha). Idefix, al secondo anno di sperimentazione, ha mostrato la resa media più elevata (7,93 t/ha e indice di 110, ma con media campo superata in sole 2 prove); la seguono Anvergur (al secondo anno) e Augusto, entrambe con indice di 109 e media superata in tutte le 4 prove, a conferma dei buoni risultati del 2019. Da segnalare anche le rese di Furio Camillo (indice di 108, superiore alla media nei 4 campi), della novità RGT Natur (106) e di Antalis (105).

    Il contenuto proteico, visto anche il notevole aumento delle produzioni, è diminuito rispetto alle medie quinquennali (13,0% contro 13,7%). Simeto e Svevo hanno ottenuto i valori più elevati (15,1% e 13,9%, rispettivamente). Le varietà che hanno associato produzioni e proteine superiori alla media della regione sono state Marco Aurelio, Antalis, le novità Panoramix e RGT Natur, quella al secondo anno Heraklion ed Egeo.

    Il peso ettolitrico (84,1 kg/hl) è risultato sensibilmente maggiore rispetto al dato di lungo periodo (81,3 kg/hl). I valori più elevati (87,0 kg/hl) sono stati riscontrati per Furio Camillo (indice di resa 108) e per Platone; di poco inferiore il peso ettolitrico rilevato per Egeo, mentre valori intorno a 86 kg/hl sono stati ottenuti dalla novità Incanto e SY Atlante oltre che dalle più produttive Claudio e Augusto. Rese e pesi ettolitrici maggiori delle medie sono stati mostrati anche da Antalis e dalla varietà al primo anno Panoramix.

    Il peso delle 1.000 cariossidi è risultato superiore a quello medio del quinquennio di riferimento (48,7 g contro 46,3 g). Anche in questo areale Simeto ha ottenuto il valore più elevato (56,0 g); Antalis, Furio Camillo, Claudio, Egeo, Marco Aurelio, Tito Flavio e Panoramix hanno associato dimensioni delle cariossidi e rese superiori alle medie della regione. Caboto, Svevo e Monastir si confermano per elevati pesi 1.000 semi, mentre tra le novità si segnala SY Leonardo.

    Nell’areale Nord la resa media (7,41 t/ha) è stata superiore di quasi 1 t/ha rispetto al già elevato valore poliennale. Nessuna varietà ha superato la media campo in tutte le 5 prove. I primi posti della graduatoria sono stati occupati generalmente da varietà di ciclo tra il medio e il medio-tardivo: Casteldoux e la novità RGT Natur (entrambe con indice di 107); RGT Aventadur (indice di 106, la sola precoce tra le varietà più produttive), Augusto e Idefix (105); Tito Flavio e Furio Camillo (104); Monastir (103), tutte con media campo superata in 4 prove su 5. Anche le varietà al primo anno di sperimentazione Panoramix, SY Leonardo e Incanto hanno mostrato rese superiori alla media di areale (indici di 102-103).

    Contrariamente a quanto avvenuto per le rese, il tenore proteico ha mostrato una diminuzione rispetto al dato di lungo periodo (12,8% contro 13,9%). Anche in questo caso le varietà poco produttive Simeto e Svevo hanno ottenuto i valori più elevati (14,1%). Per contenuto proteico e rese uguali o superiori alle medie di areale si segnalano Marco Aurelio, Egeo, Furio Camillo, Marakas, la novità Incanto e RGT Aventadur.

    Il peso ettolitrico medio (81,9 kg/hl) è risultato sensibilmente superiore alla norma (78,4 kg/hl). Valori particolarmente elevati, compresi tra 84,3 e 83,0 kg/hl sono stati rilevati per diverse varietà che hanno associato anche rese uguali o superiori alla media di areale: SY Atlante, la novità Incanto, Furio Camillo, Egeo, Claudio, Marakas e Augusto. Tra le nuove varietà anche Panoramix e RGT Natur hanno mostrato pesi ettolitrici particolarmente elevati.

    Anche per il peso delle 1.000 cariossidi è stato riscontrato un certo incremento rispetto alla norma (50,4 g contro 48,7 g). Simeto ha mostrato anche al Nord le maggiori dimensioni della granella (60,5 g), seguita dalla novità SY Leonardo (55,5 g) e da Caboto, Marco Aurelio, Antalis, Monastir, tutte varietà che si confermano per questa caratteristica. Da notare che quasi tutte le cultivar più produttive hanno associato pesi 1.000 semi superiori alla media.

    Le varietà migliori

    Stagione colturale 2019-20. In tabella 4 vengono riportati i risultati medi delle 23 varietà comuni, saggiate nei 33 campi di prova, indicando in verde più o meno intenso le caratteristiche positive riscontrate nella stagione.

    La cultivar mediamente più produttiva è risultata la tardiva Idefix, al secondo anno di prova, con indice 107 e medie superate in 25 prove su 33 totali (76% dei campi), caratterizzata da peso ettolitrico e tenore proteico inferiori alle medie (-1,9 e -0,2 punti, rispettivamente).

    Seguono, con indice 106, la novità Panoramix e Tito Flavio con medie superate in 23-24 campi, buon peso ettolitrico, proteina intorno alla media per Panoramix, inferiore per Tito Flavio (-0,7 punti percentuali). Buone performance anche per Marco Aurelio, con indice di resa di 105, medie superate nel 76% dei campi, tenore proteico superiore alla media di 0,5 punti (14,1%) e peso ettolitrico maggiore di 80 kg/hl come RGT Natur (ma proteina 13,3%).

    Per buon equilibrio produzione/proteina, associato anche a pesi ettolitrici elevati vanno segnalate inoltre Furio Camillo (indice 104, superiore a 100 nel 70% delle prove; proteina 13,9%; peso ettolitrico 84,9 kg/hl); RGT Aventadur (103; 13,9%; 80,9 kg/hl) ma minore stabilità (medie superate solo nel 53% dei campi); Egeo (102, superiore a 100 nel 70% delle prove; 13,8%; 84,3 kg/hl) e Claudio con caratteristiche simili alla precedente ma proteina leggermente inferiore (13,5%).

    Marakas, Monastir e Antalis, confermano anche quest’anno le buone caratteristiche qualitative ma sono state caratterizzate da una maggiore variabilità delle rese (medie superate in 17-23 campi su 33 totali).

    Poliennio 2017-2020. Per una valutazione poliennale delle cultivar in prova nella Rete nazionale da almeno un biennio, nella tabella 5, per i tre areali del Sud-Isole, e nella tabella 6, per quelli del Centro-Nord, vengono riportati gli indici di resa medi delle varietà dal 2017 al 2020.

    Nel macro-areale Sud-Isole (tabella 5), Antalis è risultata la cultivar mediamente più produttiva nel quadriennio (5,27 t/ha, 73% campi con indici maggiori o uguali a 100), unica varietà con indici medi sempre superiori a 100 in tutti gli areali. Seguono Egeo (5,20 t/ha e ben 81% campi con indici maggiori o uguali a 100), con maggiore stabilità di rese nel Sud peninsulare e in Sardegna, Monastir (5,19 t/ha e 75% campi con indici maggiori o uguali a 100), più stabile nel quadriennio nelle 2 Isole e Claudio (5,18 t/ha e ben 83% campi con indici maggiori o uguali a 100), più stabile nel quadriennio al Sud e Sardegna

    Oltre alla cultivar già segnalate, vanno citate per rese buone e stabili nei singoli areali e nei diversi polienni:

    Quadriennio 2017-2020: Tito Flavio in Sicilia e nel Sud peninsulare; Furio Camillo in Sardegna e nel Sud peninsulare; Odisseo in Sicilia.

    Triennio 2018-2020: Marakas in Sardegna.

    Biennio 2019-2020: Beltorax in tutto il macroareale (5,51 t/ha e ben 87% campi con indici maggiori o uguali a 100); RGT Aventadur nel Sud e in Sicilia; Idefix nelle 2 Isole; LG Anubis in Sardegna e nel Sud; SY Atlante in Sardegna.

    Nel macro-areale Centro-Nord (tabella 6) la cultivar con maggiore stabilità è stata Tito Flavio (5,96 t/ha, unica varietà con indici medi sempre superiori a 100 in tutti gli areali, 70% campi con indici maggiori o uguali a 100). Augusto è risultata in media ancor più produttiva (5,99 t/ha) e con il 77% campi con indici maggiori o uguali a 100, ma con risultati altalenanti nel Centro tirreno.

    Oltre alla cultivar già segnalate, vanno citate per rese buone e stabili nei singoli areali e nei diversi polienni:

    Quadriennio 2017-2020: Monastir nel Centro tirreno e nel Nord; Antalis nei 2 areali del Centro Italia;

    Furio Camillo nel Centro tirreno e al Nord.

    Triennio 2018-2020: Casteldoux in tutto il macroareale (6,30 t/ha e ben l’87% dei campi con indici maggiori o uguali a 100); Platone e Marakas nel Centro tirreno.

    Biennio 2019-2020: Anvergur e Heraklion in tutti e tre gli areali del Centro-Nord; Idefix nei 2 areali centrali della Penisola; RGT Rangodur nel Centro tirreno; Nuraghe nel Centro adriatico; RGT Aventadur al Nord.

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    Autori ed enti di appartenenza che hanno partecipato alla sperimentazione della Rete nazionale frumento duro 2019-20
    Enti Campo Autori
    CREA-IT Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, sede di Roma coordinamento  F. Quaranta
    CREA-IT Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari,                   sede di Roma analisi qualitative E. Gosparini, R. Mortaro
    Limagrain Italia, Fidenza (PR) Voghera (PV) M. Zefelippo
    Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, Legnaro (PD) Ceregnano (RO) R. Converso
    CREA-GB Centro di ricerca Genomica e Bioinformatica,                                              Fiorenzuola D'Arda (PC)  Fiorenzuola D'Arda (PC) A. Gianinetti, F. Reggiani
    Co.Na.Se., Conselice (RA) Conselice (RA) A. De Montis, R. Rosta
    Società Produttori Sementi, Bologna Argelato (BO) A. Massi, P. Mantovani
    Ente Terre Regionali Toscane Barbaruta (GR),  Marciano della Chiana (AR) P. Bottazzi, L. Fabbrini, M. Quattrucci
    Apsov, Voghera (PV) Roccastrada (GR) P. Viola
    Università della Tuscia - D.A.F.N.E., Viterbo Viterbo R. Ruggeri, F. Rossini
    Az. sper. ARSIAL- Reg. Lazio in coll. con I.I.S. V. Cardarelli, Tarquinia (VT) Tarquinia (VT) R. Mariotti, O. Basili
    CREA-IT  Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari,                                                  sede di Roma Roma, Montelibretti (RM), Tarquinia (VT) F. Quaranta,  V. Mazzon, A. Belocchi,  P. Cacciatori, F. Caprara, A. Sestili, M. Fornara
    Università di Perugia, Centro appenninico del Terminillo C. Jucci Rieti V. Vecchiarelli
    ASSAM regione Marche, Ancona S. Maria Nuova (AN), Jesi (AN) G. Mazzieri, C. Governatori
    CERMIS, Tolentino (MC) Tolentino (MC) A. Petrini, D. Fuselli
    Università Politecnica delle Marche D3A, Ancona Agugliano (AN) R. Santilocchi, M. Bianchelli
    Università di Napoli - Dip. Agraria S.Angelo dei Lombardi (AV) M. Mori, I. Di Mola, L. Ottaiano
    CREA-CI  Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, Foggia Larino (CB), Foggia, Candela (FG) A. Troccoli,  M. Rinaldi, I. Pecorella, S. Paone, V. De Gregorio, N. Pecchioni
    CREA-IT Centro di ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, sede di Roma e ARSARP Regione Molise Matrice (CB) F. Quaranta, M. Colonna, D.D. Rosati, M. Fornara
    Università di Bari, Di.S.A.A.T Policoro (MT) L. Tedone, G. De Mastro, D. Schiavone
    Università  Mediterranea di Reggio Calabria S. Marco Argentano (CS) G. Preiti, G. Badagliacca
    Università di Sassari, Dip. Agraria Ottava (SS), S. Lucia (OR) G. Pruneddu, R. Motzo, F. Giunta, V. Balmas
    AGRIS Sardegna, Cagliari Ussana (CA), Benatzu (CA) G. Carboni, M. Dettori, L. Mameli
    Università di Palermo, Dip. SAAF S. Stefano Quisquina (AG)  A.S. Frenda, R. Ingraffia
    AS.A.R.S.S. Agricola Randazzo, Baucina (PA) Ciminna (PA) B. Randazzo
    Università di Catania Di3A Catania U. Anastasi, S. Virgillito
    Società Italiana Sementi (SIS), S. Lazzaro di Savena (BO) Caltagirone (CT) L. Salafia, S. Ravaglia
    CREA-CI Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, Acireale (CT) Libertinia (CT) M. Palumbo, N. Virzì, F. Sciacca
    Frumento duro, le varietà consigliate per la prossima campagna - Ultima modifica: 2020-09-17T07:07:37+02:00 da Terra e Vita

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