La Rete nazionale di confronto tra varietà di frumento duro è coordinata dal Crea - Centro di ricerca Cerealicoltura e colture industriali di Foggia (Crea-CI) e si avvale della collaborazione di numerose istituzioni pubbliche e private che operano nei principali areali cerealicoli del Paese (si veda l’elenco in fondo all'articolo). Ogni anno la Rete mette a disposizione dei cerealicoltori dati oggettivi sul comportamento produttivo e qualitativo delle principali varietà di frumento duro presenti sul mercato italiano, offrendo un riferimento concreto per orientare la scelta varietale e la programmazione delle semine.
Nella stagione 2025-26 sono stati realizzati 33 campi di confronto varietale, dislocati in 14 regioni e raggruppati in 6 areali: Nord (7), Centro adriatico (4), Centro tirrenico (6), Sud peninsulare (9), Sicilia (3) e Sardegna (4).
I dati produttivi e qualitativi presentati in questo articolo si riferiscono ai 27 campi effettivamente portati a raccolta con dati validi, ripartiti in 14 nel Centro-Nord e 13 nel Sud-Isole. Le attività rientrano nel progetto Masaf RetiCER, dedicato al consolidamento delle reti nazionali sulla qualità dei cereali a supporto delle filiere e al monitoraggio delle materie prime.
Valutate 41 varietà
Complessivamente sono state valutate 41 varietà (vedi tab. 1): 19 presenti in tutti i campi, 11 specifiche del macro-areale Centro-Nord e 11 proprie del macro-areale Sud-Isole.
Le prove hanno incluso 8 nuove cultivar al primo anno di valutazione: ADR DU93, Farah, Friscedou, LG Laureano, LG Luigis, testate in tutti i 27 campi della Rete; RGT Elenur e Seneca, valutate nei 13 campi del macro-areale Sud-Isole; Confucio, saggiato nei 14 campi del macro-areale Centro-Nord. Inoltre, è stata valutata la varietà Bourbon, al terzo anno di valutazione nel macro-areale Sud-isole e introdotta lo scorso anno nell’areale Centro-Nord. In tutti gli areali sono state valutate 30 varietà, ad eccezione della Sardegna, dove invece il confronto ha riguardato 27 genotipi.
Il materiale di moltiplicazione utilizzato per l’allestimento delle prove sperimentali è stato fornito dalle ditte sementiere responsabili della commercializzazione sul territorio nazionale. In tutte le località è stato adottato uno schema sperimentale a blocco completo e randomizzato con tre repliche. Ogni parcella elementare, della superficie di circa 10 m², è stata seminata con un investimento di 350-450 cariossidi germinabili per metro quadrato, in base all’areale di riferimento.
I principali parametri analizzati in tutte le località sono stati:
- altezza delle piante (cm);
- epoca di spigatura (numero di giorni dal 1° aprile);
- produzione di granella al 13% di umidità (t/ha),
- peso ettolitrico (kg/hL);
- peso di 1000 semi (g);
- contenuto proteico della granella (% sulla sostanza secca).
L’andamento climatico
L’annata agraria 2025-2026 è stata caratterizzata da un andamento climatico molto variabile, con marcati contrasti stagionali e territoriali. L’autunno è stato caratterizzato da temperature prossime alla norma e da precipitazioni irregolari, mentre l’inverno, tra i più caldi della serie storica, è risultato particolarmente piovoso.
La primavera, anch’essa tra le più calde mai registrate, ha mostrato una marcata variabilità: marzo è stato caratterizzato da precipitazioni abbondanti soprattutto al Sud e in Sicilia, con eventi localmente intensi sul versante adriatico meridionale e ionico, mentre da aprile si è progressivamente affermata una fase più mite e asciutta, proseguita nel mese di maggio.
Tale tendenza si è accentuata a giugno, risultato eccezionalmente caldo. Le elevate temperature e la ridotta disponibilità idrica hanno accelerato la maturazione, senza compromettere il potenziale produttivo costruito nei mesi precedenti. Le riserve idriche accumulate durante l’inverno e il regolare sviluppo delle colture hanno consentito, nella maggior parte degli areali, rese superiori alle medie degli ultimi anni.
Risultati produttivi e qualitativi degli areali
La fig. 1 riporta i valori medi registrati nella stagione 2025-26 per i principali caratteri produttivi e qualitativi. I dati sono suddivisi per ciascun areale e confrontati con la media del poliennio 2021-2025.
L’andamento termico registrato durante la stagione colturale ha determinato un anticipo generalizzato dell’epoca di spigatura in tutti gli areali della Rete, calcolato come numero di giorni dal 1° aprile. Rispetto alla media storica, gli anticipi più marcati sono stati osservati in Sicilia (-11 giorni), seguita dal Nord e dalla Sardegna (entrambi -8), mentre l’anticipo più contenuto (-2) è stato registrato nel Sud.
Gli incrementi di taglia hanno interessato diffusamente le varietà della Rete (+4 cm rispetto alla media poliennale), sebbene con differenze tra i diversi areali. In Sicilia si registra sia la taglia più elevata (92 cm) sia l’incremento maggiore rispetto alla serie storica (+10 cm). All’estremo opposto si colloca il Centro tirrenico, che presenta la taglia più bassa (80 cm) ed è l’unico areale in controtendenza, con una lieve riduzione rispetto alla media di lungo periodo (-3 cm). Di rilievo è il caso del Nord, dove la taglia, pur elevata (89 cm), è rimasta sostanzialmente invariata.
La resa media dei sei areali è stata pari a 6,30 t/ha, con un incremento significativo del 14,3% rispetto alla media del quinquennio 2021-2025 (5,51 t/ha). Tutti gli areali, ad eccezione della Sicilia, evidenziano incrementi rispetto alla media di lungo periodo, seppur con entità variabile.
Il primato produttivo si registra nel Nord, dove l’incremento di resa significativo (+1,26 t/ha), su una produttività storicamente elevata, ha portato a registrare una delle rese più alte mai osservate (8,31 t/ha). Segue il Centro adriatico, dove l’incremento di resa più consistente registrato quest’anno (+1,61 t/ha) porta anche questo areale a registrare rese record (8,08 t/ha), prossime a quelle osservate nel Nord. Produzioni elevate, e in netto miglioramento, anche in Sardegna (5,67 t/ha) e Sud (5,54 t/ha), più contenute nel Centro tirreno.
Il peso ettolitrico, pur essendo uno dei parametri qualitativi maggiormente influenzato dall’andamento climatico, registra, rispetto alla media quinquennale, un interessante aumento (82,9 vs 80,7 kg/hL). L’incremento è diffuso in tutti gli areali; il valore più elevato si registra nel Centro adriatico (85,1 kg/hL), seguito dal Nord (84,2 kg/hL), dove si osserva anche l’incremento più consistente (+4,74 kg/hL).
Analoga tendenza per il peso di 1000 semi: importante crescita generale (47,6 vs 44,3 g), ad eccezione del Sud, unico areale dove il peso della granella diminuisce (43,7 vs 45,3 g). Significativo è l’incremento registrato in Sicilia (+7,93 g), con un valore finale (>48 g) in linea con quelli registrati nel Centro-Nord.
Per quanto riguarda il tenore proteico della granella, il valore medio si è attestato al di sotto della media di lungo periodo (12,4 vs 13,9% s.s.), con un calo che ha interessato tutti gli areali. La diminuzione più marcata è stata registrata in Sardegna (9,6 vs 12,9% s.s.), mentre nei restanti areali i valori risultano compresi tra il 12,8 e il 13,1% s.s.
Risultati produttivi e qualitativi delle varietà
In tab. 2 sono riportati i valori medi dei principali caratteri rilevati per le 30 varietà testate nei tre areali del Sud-Isole. Tra le cultivar saggiate, LG Laureano, RGT Aventadur, RGT Imprimatur, Matusalem, Calvino e Felsina sono quelle che hanno registrato le rese medie più elevate, con indici produttivi pari o superiori a 105.
Tra le varietà di nuova costituzione, LG Laureano e RGT Elenur si distinguono per l’elevata resa e stabilità produttiva, seguite da Farah e LG Luigis che coniugano rese superiori alla media con un’interessante adattabilità, mentre Seneca, Friscedou e ADR DU93 presentano tratti di resa e qualità intorno alla media.
Rispetto alla media del poliennio 2021-2025, le varietà in prova mostrano differenze significative per resa (+0,55 t/ha), epoca di spigatura, anticipata di circa 2 giorni, e tenore proteico, che risulta in calo (12,4 vs 13,6% s.s.). Variazioni positive più contenute riguardano il peso ettolitrico (82,1 vs 81,2 kg/hL) e il peso dei 1000 semi (44,7 vs 44,0 g), mentre resta stabile l’altezza (86 cm).
In tab. 3 sono riportati i valori medi dei principali caratteri rilevati nel 2025-26 per le 30 varietà testate nei tre areali Centro-Nord. Tra le varietà più produttive (indice di resa ≥104) spiccano Anvergur, Calvino, RGT Voilur, Monastir, Cataldo e Zante, con Anvergur che si caratterizza anche per l’elevata stabilità (14 campi su 14), seguita da Calvino, RGT Voilur e Zante (12 campi su 14).
Tra le varietà al primo anno, Confucio, LG Luigis, ADR DU93 e Farah presentano rese pari o superiori alla media; LG Laureano spicca per precocità e caratteristiche della granella intorno alla media, mentre Friscedou per un tenore proteico e peso ettolitrico poco sopra la media.
Rispetto alla media del poliennio 2021-2025, l’epoca di spigatura risulta anticipata di circa 5 giorni, la taglia resta stabile, mentre significativo è l’incremento della resa, +1,06 t/ha. Tendenza particolarmente positiva riguarda anche il peso ettolitrico (83,1 vs 80,3 kg/hL) con Platone, Fedele e Tacito che riconfermano gli ottimi risultati già visti lo scorso anno.
Una crescita consistente si osserva anche per il peso dei 1000 semi (48,6 vs 45,1 g), mentre il tenore proteico diminuisce di un punto percentuale (13,0 vs 14,1% s.s.) con Gregorio, Marco Aurelio, Mameli e President che confermano le buone prestazioni già osservate nella stagione precedente.

di P. Spadanuda, F. Fania, I. Pecorella, P. De Vita
Crea, Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali, Foggia












