Grano, più che raddoppiati i costi per le semine

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    L'allarme lanciato da Coldiretti che vede nei contratti di filiera un modo per ottenere il giusto prezzo per il frumento italiano

    Rispetto all'anno scorso i costi delle semine per la coltivazione di grano destinato alla produzione pasta e pane sono praticamente raddoppiati per effetto di rincari di oltre il 50% per il gasolio necessario alle lavorazioni dei terreni. Ma c'è di peggio. Il prezzo dei mezzi agricoli, dei fitosanitari e dei fertilizzanti è triplicato. Lo fa notare Coldiretti evidenziando che gli effetti del balzo dei costi energetici colpisce l’intera filiera, dai campi all’industria fino agli scaffali. Un'arma a disposizione degli imprenditori agricoli per mitigare gli effetti del rincaro dei costi di produzione sono i contratti di filiera.

    Nonostante questo il grano duro italiano – sottolinea la Coldiretti – è pagato agli agricoltori nazionali meno di quello proveniente dall’estero che pesa per il 40% sulla produzione di pasta. La produzione importata in Italia, soprattutto dal Canada, è ottenuta peraltro con l’uso del glifosato in preraccolta, vietato in Italia. Un'anomalia che ha spinto il record degli acquisti di pasta con grano 100% italiano reso riconoscibile dall’obbligo di etichettatura di origine fortemente sostenuto dalla Coldiretti.

    Un aiuto dai contratti di filiera

    Per fermare le speculazioni a livello internazionale e garantire la disponibilità del grano – continua la Coldiretti – occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole e industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali.

    Ci sono le condizioni per incrementare la produzione di grano in Italia dove – precisa la Coldiretti – si raccolgono 3,8 milioni di tonnellate (-3% rispetto all’anno precedente) che fanno della Penisola il secondo produttore mondiale ma anche il principale importatore perché molte industrie anziché garantirsi gli approvvigionamenti con prodotto nazionale hanno preferito acquistare sul mercato internazionale approfittando delle basse quotazioni dell’ultimo decennio.

    «Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzioni di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy – ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e incertezza che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare».

    E Cai promette: un milione di quintali sotto contratto

    Oltre un milione di quintali di grano duro italiano sarà impiegato da alcune delle più importanti industrie molitorie italiane per la produzione di pasta 100% italiana, valorizzando il grande lavoro delle aziende agricole.

    È quanto comunica Cai – Consorzi Agrari d’Italia, primo hub della produzione organizzata in Italia, che in queste settimane è impegnata a rinnovare i contratti di filiera per i cereali gestiti nelle proprie strutture.

    Grazie a questi accordi, i produttori riescono a ottenere migliori condizioni sul mercato volte a valorizzare al meglio le caratteristiche qualitative del raccolto - scrive in una nota la società.

    I contratti stipulati prevedono la possibilità di fissare prezzi minimi garantiti in base al valore del mercato già al momento delle semine, con importanti premialità per le fasce proteiche più alte. A questi accordi, seguiranno poi i contratti per il grano tenero, l’orzo, l’avena e altri cereali.

    «Stiamo lavorando per costruire queste sinergie durature tra produzione e industria per valorizzare i cereali di qualità 100% italiani e garantire ai consumatori prodotti eccellenti – spiega Andrea Pasini, responsabile cereali di Cai – dobbiamo incrementare la produzione cerealicola italiana di qualità e continuare a spingere sui contratti di filiera che sono l’unico strumento in grado di dare certezza e stabilità a tutta la filiera».

    Grano, più che raddoppiati i costi per le semine - Ultima modifica: 2022-01-14T10:19:04+01:00 da Redazione Terra e Vita

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