Semine ed emergenza, un autunno difficile nel Nord-Ovest

    Le semine dei cereali a paglia sono state posticipate di circa 15-20 giorni rispetto alla media e le emergenze hanno visto una densità leggermente inferiore al previsto. Tornano le semine a spaglio. In alcuni casi le varietà più tardive di mais da granella sono rimaste in campo sino a inizio gennaio

    Pensare che l’autunno 2019 fosse stata la peggiore stagione in assoluto per le condizioni meteorologiche sfavorevoli alla semina e all'emergenza delle colture autunno vernine nel nord-ovest non è stato un errore. Dopo una breve accenno di bel tempo ad inizio della stagione le piogge si sono protratte costanti per quasi tutto ottobre e novembre.

    I primi terreni ad essere stati seminati con frumento e orzo hanno mostrato ottimi valori di emergenza e, le successive temperature di inizio inverno, hanno permesso uno sviluppo rigoglioso delle giovani plantule nei terreni non soggetto a ristagno idrico.

     

     

    Densità di emergenza ridotte

    Frumento seminato a spaglio con lo spandiconcime su minima lavorazione.

    Per contro, le semine effettuate durante le successive brevi finestre di bel tempo non paiono essere così fitte come le prime.

    Oltre alle zone dove si è formato del ristagno idrico e i cereali autunno-vernini non sono stati in grado di germinare, anche la densità di emergenza è stata in molti casi compromessa. Paradossalmente anche in numerose aree di collina.

    Questo perché in diverse situazioni per poter seminare le operazioni colturali sono state condotte con il terreno in condizioni non ottimali.

    Diversi agricoltori, vedendosi impossibilitati a seminare i terreni con le normali seminatrici o non potendo svolgere ulteriori passaggi di affinamento, hanno optato per la semina a spaglio del frumento e dell’orzo.

    Semine posticipate

    In generale, le semine dei cereali a paglia sono state posticipate di circa 15-20 giorni rispetto alla media e le emergenze, ad eccezione delle prime semine, con densità leggermente inferiore al previsto.

    La seconda parte di dicembre ha permesso di porre una pezza alla situazione. Infatti, a fine anno, il 20% del frumento non era stato ancora seminato. Le temperatura più elevate rispetto al periodo hanno permesso di seminare ancora qualche appezzamento e consentirne l’emergenza entro la metà di gennaio.

    Crodatura della soia

    Stessa sorte è toccata alla raccolta del mais e della soia. In alcuni casi le varietà più tardive di mais da granella sono rimaste in campo sino ad inizio gennaio, dove il gelo ha permesso una maggiore portanza per la raccolta.

    Sorte peggiore è toccata a diversi campi di soia, in quanto i baccelli si sono aperti con conseguente crodaura dei granelli e imbrunimento di quelli rimasti sulla pianta.

    Effetto sulle colture primaverili-estive

    Bartolomeo Fiorenzo, agricoltore di Santena (To), oltre alle orticole coltiva frumento come precessione per le colture estive come rapa e zucchino.«A causa del maltempo prolungato le raccolte delle orticole si sono protratte di oltre un mese rispetto alle aspettative, - dice Fiorenzo - e non siamo riusciti a seminare il grano».

    Lui e i suoi colleghi opteranno per le semine di orzo primaverile sfruttando la finestra di bel tempo prevista per fine gennaio ed inizio febbraio perché, oltre a perdere una fonte di reddito, i cereali sono un’ottima precessione per numerose orticole.

    Ripuntatura sui terreni compatti

    Come consuetudine, durante l’autunno vengono arati i terreni più pensati per sfruttare l’azione disgregante dell’alternanza gelo-disgelo. Anche in questo caso, i terreni che hanno subito l’intero periodo di piogge risultano essere compatti e aver perso l’effetto strutturante del freddo.

    Verosimilmente in primavera sarà opportuno, nelle condizioni dove il compattamento è maggiore, procedere ad interventi di ripuntatura per ridurre la tenacità del suolo prima della preparazione del letto di semina.

    Cover crop in recupero

    Le cover crop, seppur seminate con un po’ di ritardo, non dovrebbero avere problemi ad affrancarsi, anche nei sistemi dove vengono seminate a spaglio su minima lavorazione o su sodo, grazie alle piogge e alle temperature miti registrate sino ad ora.

    Va ricordato, infatti, che dopo l’emergenza il periodo più importante per le colture di copertura e la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

    Semine ed emergenza, un autunno difficile nel Nord-Ovest - Ultima modifica: 2020-01-22T10:14:59+01:00 da Alessandro Maresca

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