Controllare le zanzare con l’impiego dei droni

Nelle risaie la distribuzione dei larvicidi dall’alto (senza l’impatto dell’elicottero) ha dato ottimi risultati

Le risaie, che vengono coltivate con la tecnica della sommersione alternata, costituiscono un serbatoio continuo per la proliferazione di zanzare. A questo si aggiunge il fatto che le risaie si trovano a ridosso dei centri abitati, per cui le zanzare invadono le città provocando fastidio ai cittadini.

È quindi importante trovare un efficace metodo di contrasto allo sviluppo delle zanzare in risaia. Una sperimentazione, che prevede l’utilizzo di un drone per la distribuzione di un larvicida

Il drone in azione
Il drone in azione

biologico a base di Bacillus thuringiensis israelensis, potrebbe rappresentare una interessante soluzione, La prova è stata realizzata nelle piane risicole dell’azienda agricola Cascina Mezzane, di Villata (Vc). Sono state utilizzati 10 piane risicole per un totale di 8,45 ha. Il formulato larvicida utilizzato è il Vecto Bac WG 3000, il cui principio attivo è il Bacillus thuringiensis israelensis, nella dose di 3000 Unità Tossica Internazionale.

Sono stati effettuati tre trattamenti con tre repliche per ogni trattamento. Una piana risicola senza nessun trattamento è stata utilizzata poi come controllo. I rilievi della mortalità larvale sono stati effettuati dopo 24 ore dalla disinfestazione.

 

Distribuzione del larvicida

Il drone utilizzato per la prova solleva un carico massimo di 10 kg per cui si è reso indispensabile effettuare una modifica alla modalità di distribuzione con mezzo aereo.

Le sfere larvicide Bti
Le sfere larvicide Bti

In base alla capacità di carico e al sistema di distribuzione del drone è stato ideato una capsula, denominata Swampearl, che è stata elaborata utilizzando come base il formulato Vecto Bac WG 3000, al quale sono stati aggiunti coadiuvanti per renderlo effervescente e di lenta diluizione.

La distribuzione del larvicida con il drone è stata realizzata previa programmazione informatizzata. Sono state pianificate: l’altezza di volo, la velocità di trattamento correlata all’apertura della bocchetta di distribuzione delle capsule e il riconoscimento cartografico delle piane risicole.

In funzione di ciò, ad ogni certa distanza il drone lasciava cadere la capsula nella risaia, secondo il dosaggio previsto.

Il drone, dotato dei distributore dedicato, e le capsule a base di Bti, sono stati forniti da Adron Tecnology (www.adrontechnology.com).

I campionamenti larvali sono stati realizzati nelle 12 piane risicole prima del trattamento e dopo 24 ore dal trattamento. I prelievi dei campioni biologici sono stati effettuati in 16 punti nel perimetro della piana risicola e in otto punti nella zona centrale della risaia. Per i prelievi dei campioni biologici è stato usato un campionatore della capacità di un litro. Sono stati effettuati tre prelievi di 0,5 litri per ogni punto di campionamento.

 

Risultati della sperimentazione

Nel momento della sperimentazione, il 25 luglio, le piante di riso della varietà Selenio presentavano un’altezza media di 60 cm e un numero medio di 490 culmi per metro quadro. La presenza di

Una capsula caduta in acqua
Una capsula caduta in acqua

tale vegetazione forma una naturale barriera all’irrorazione liquida; infatti una buona parte del prodotto irrorato tende a essere trattenuto dalla massa fogliare del riso. Questo inconveniente è stato superato utilizzando le capsule Swampearl che, in caduta libera, superano la massa fogliare e raggiungono l’acqua della risaia.

Mortalità larvale. La mortalità larvale è stata valutata confrontando il numero di larve presenti nell’acqua di risaia prima e dopo il trattamento. Durante il calcolo della mortalità larvale non sono stati considerati gli esemplari riscontrati nello stadio di pupa perché le zanzare in questo stadio non si alimentano più e quindi non ingeriscono il principio attivo.

Esaminando i dati relativi alla mortalità larvale si rileva che nelle risaie destinate al test T1, prima del trattamento sono presenti larve dal primo al quarto stadio di sviluppo, con una frequenza media che va da 1,03 a 1,94 larve per litro d’acqua.

Dopo il trattamento con il dosaggio di 500 g/ha si riscontra che il controllo è totale nei confronti delle larve di I, II e III stadio di sviluppo, poche larve del IV stadio sopravvivono al trattamento. La media della mortalità larvale, riscontrata con il test T1, raggiunge il 99%.

Nelle piane risicole trattate con il test T2 si riscontra che, prima del trattamento, ci sono larve di tutti gli stadi di sviluppo, con la presenza di un maggior numero di larve della I–II età, rispetto alle larve del IV stadio.

Dai prelievi di post-trattamento nelle risaie trattate con il dosaggio di 800 g/ha si rileva che il controllo è totale nei confronti delle larve dal I al IV stadio di sviluppo, con mortalità larvale del 100%.

Analizzando i dati relativi alle risaie trattate con il test T3, si riscontra che, prima del trattamento, sono presenti larve dal primo al quarto stadio di sviluppo, con una frequenza media che va da 1,14 a 1,61 larve per litro d’acqua. Dopo il trattamento con il dosaggio di 1.000 g/ha, si riscontra che il controllo è totale nei confronti delle larve dal I al III stadio di sviluppo; tuttavia, sopravvive al trattamento una minima parte delle larve di IV stadio. Effettuando una media della mortalità larvale si riscontra che con il test T3 si raggiunge una mortalità larvale media pari al 99,4%.

Le risaie destinate al controllo (prova in bianco) nella data del pretrattamento presentano larve di tutte le età, con una densità che va da 0,75 a 2,08 larve/litro. Nel prelievo di post-trattamento si riscontra che la popolazione larvale continua il suo sviluppo normale con una frequenza larvale di tutti gli stadi di sviluppo, con una lieve riduzione delle larve del I–II stadio e un leggero incremento delle larve di III e IV stadio, nonché delle pupe. Infine si riscontra una mortalità larvale del 2,9%.

Analisi della mortalità larvale. La mortalità larvale (vedi tabella) ottenuta con i tre trattamenti è stata elevata e soddisfacente. Confrontando i valori delle mortalità larvale ottenute con i diversi dosaggi si riscontra che fra di loro c’è una differenza minima (dallo 0,5% all’1%). Infatti le diverse percentuali di mortalità messe a confronto statistico non risultano significativi, per cui le risaie trattate con 500 g/ha hanno dato gli stessi risultati delle piane risicole trattate con i dosaggi di 800 g/ha e 1.000 g/ha.

 

Campionamento del riso dopo la distribuzione del larvicida
Campionamento del riso dopo la distribuzione del larvicida

Risultato e dosaggio ottimali

Dalle osservazioni in pieno campo si è constatato che, il drone si può avvicinare alle cascine situate a ridosso delle risaie, agli alberi e i pali dei fili elettrici, senza causare danni o correre alcun rischio. Si è potuto verificare inoltre, che la distribuzione delle capsule corrisponde a quella programmata e la copertura delle piane risicole sottoposte a trattamento risulta omogenea.

Dai risultati ottenuti nella valutazione della mortalità larvale si osserva che nonostante i dosaggi siano diversi, la differenza di mortalità larvale fra i trattamenti è minima. Tale differenze di mortalità larvale non raggiunge la soglia della significatività statistica.

La modifica della morfologia del formulato VectoBac WG 300 da polvere a capsule (Swampearl) ha dato ottimi risultati perché, oltre ad adattarsi molto bene per il trattamento con il drone, ha aumentano notevolmente la sua efficacia nel contrasto delle larve di zanzare. Si è visto che è opportuno utilizzare il dosaggio di 500 g/ha perché è quello che presenta il miglior rapporto qualità/prezzo

Ecco la tabella sulla mortalità larvale nelle tre tesi

La bibliografia e tutti i dati delle rilevazioni sono disponibili presso l’autore

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