Mal dell’esca, una sindrome che allarma

esca
Esistono malattie e parassiti che allarmano gli operatori agricoli.

Esistono malattie e parassiti delle colture agrarie che generano un allarme immediato tra gli operatori agricoli. Ad esempio, nel caso della vite, peronospora, oidio, muffa grigia, tignole, acari sono ben conosciuti sotto il profilo biologico e fitoiatrico, nei loro riguardi l’attenzione è sempre elevata, contro di essi sono costantemente adottate efficaci contromisure sul piano della prevenzione e della difesa attiva. Per contro esistono alcune malattie che potremmo definire più “subdole”, che si diffondono nel vigneto in maniera quasi silente, perché quando compaiono le prime piante sintomatiche, un numero significativo d’individui ha già contratto l’infezione. Il “mal dell’esca” è uno di questi mali che può manifestarsi con un decorso lento e progressivo oppure in forma apoplettica. Trattasi di una grave malattia che quasi tutti i viticoltori conoscono, essendo in grado di causare anche ingenti danni ai vigneti, nei quali ogni anno aumentano le piante sintomatiche, con riflessi negativi sulla quantità e la qualità della produzione.

 

Impianti sani

Nei nuovi impianti è possibile prevenire la comparsa di quest’avversità mediante l’impiego di materiale di propagazione sano e certificato, mentre per mantenere più a lungo possibile la longevità di quelli in produzione già colpiti dalla malattia, il viticoltore può integrare alcuni interventi di tipo agronomico con applicazioni fitoiatriche mediante l’impiego di un preparato biologico. È, infatti, noto che ogni tentativo di curare una pianta sintomatica con mezzi chimici ha sempre dato risultati aleatori, spesso negativi, talvolta parzialmente efficaci, ma comunque poco ripetibili e praticabili.

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Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 09/2016 L’Edicola di Terra e Vita

 

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