Septoriosi del frumento. Occhio alle infezioni precoci

septoriosi su frumento
Sintomo di septoriosi su apparato vegetativo di frumento
In funzione dell’andamento epidemico della malattia, i trattamenti fitoiatrici devono essere effettuati da fine accestimento-inizio levata fino allo stadio fenologico della foglia a bandiera.

In questi ultimi anni si è verificato un graduale cambiamento nel panorama delle malattie fungine che interessano il frumento a seguito della progressiva affermazione del complesso della septoriosi (Septoria tritici e Stagonospora nodorum), in particolare sulle varietà di grano duro maggiormente suscettibili rispetto a quelle di grano tenero nei riguardi della patologia.

Si tratta di una malattia diffusa in molti areali cerealicoli italiani, seppure con pressioni infettive diverse, in grado di determinare notevoli perdite di produzione e deprezzamento qualitativo del raccolto, come lo svuotamento delle cariossidi e l’abbassamento del loro peso ettolitrico.

Per questo la difesa fitosanitaria della coltura cerealicola deve essere realizzata integrando i mezzi di lotta di tipo agronomico con quelli chimici.

Interramento dei residui

Il controllo della malattia mediante opportuni interventi agronomici risulta essere uno dei più importanti mezzi di lotta poiché influenzano profondamente il potenziale di inoculo presente nel terreno. Infatti i microrganismi coinvolti nel processo infettivo sono considerati patogeni legati al sistema terreno-residui colturali, pertanto tutti i fattori, quali a esempio le lavorazioni del terreno, che comportano l’interramento dei residui colturali e quindi l’allontanamento degli stessi dalla coltura in successione, vengono considerati elementi chiave per la riduzione del potenziale di inoculo dei patogeni.

Interventi fitosanitari

Un altro aspetto di fondamentale importanza per il controllo del complesso della septoriosi è rappresentato dall’uso dei prodotti fitosanitari che, se razionalmente impiegati, possono contribuire in modo sostanziale alle difesa dell’apparato vegetativo del frumento. A tale riguardo la lotta può essere realizzata, in funzione dell’andamento epidemico della malattia, con trattamenti fitoiatrici da effettuarsi da fine accestimento-inizio levata fino allo stadio fenologico della foglia a bandiera.

Le numerose prove sperimentali condotte in tal senso hanno peraltro indicato che il trattamento posizionato in corrispondenza della fase fenologica di foglia a bandiera consente di ottenere i migliori risultati.

I prodotti ammessi

I fungicidi ammessi sul frumento, utilizzabili da soli o associati fra loro in diverse formulazioni, sono:

  • i triazoli (ciproconazolo, difenoconazolo, epoxiconazolo, metconazolo, protioconazolo, tebuconazolo, tetraconazolo);
  • gli analoghi delle strobilurine (azoxystrobin, pyraclostrobin, tifloxistrobin);
  • gli inibitori della succinato deidrogenasi (bixafen, fluxapyroxad, isopyrazam);
  • i multisiti mancozeb e clorotalonil.


Sintomi della malattia

In generale i sintomi dell’infezione possono manifestarsi precocemente a fine accestimento-inizio levata, per poi estendersi sull’intero apparato vegetativo fino alla foglia bandiera e alla spiga.

septoriosi del frumento
I picnidi che si formano sulle lesioni fogliari costituiscono un importante elemento diagnostico della malattia

La sintomatologia della malattia è rappresentata essenzialmente dalla formazione di lesioni allungate sull’apparato fogliare della coltura che successivamente necrotizzano e determinano il disseccamento della lamina fogliare.

Sulle lesioni fogliari appaiono i picnidi, i corpi fruttiferi del fungo di forma rotondeggiante e colore nero, contenenti i conidi che rappresentano gli elementi di propagazione dell’infezione tramite la pioggia e il vento.

La presenza dei picnidi costituisce un importante elemento diagnostico della malattia poiché i sintomi relativi al complesso della septoriosi possono essere facilmente confusi con quelli relativi ad altre patologie fungine.

Gli agenti causali di questa malattia svernano nel terreno sui residui colturali e in presenza di pioggia e temperatura compresa fra i 15 e i 20 °C determinano l’infezione primaria. In seguito i picnidi liberano i conidi responsabili delle infezioni secondarie.


Articolo pubblicato sulla rubrica L'occhio del Fitopatologo di Terra e Vita

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