Suini pesanti, a luglio prezzi a quota 1,738 €/kg

suini pesanti
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Il mercato si presenta tonico: il prezzo medio mensile sale del 6,4% rispetto a giugno. Bene anche il prezzo dei suini da macello leggeri (+6%). Male invece la fase di macellazione (-1,6%) e la fase di stagionatura per le dop (-5,7%)

Nelle scorse settimane, il mercato dei capi suini si è mostrato tonico. Il prezzo medio mensile dei suini pesanti da macello è infatti salito a luglio del 6,4% rispetto al mese precedente, raggiungendo a Modena 1,738 euro/kg (peso vivo); e spicca il confronto positivo con l’anno scorso: +17,9%.
Medesimo andamento si registra anche per le quotazioni dei suini da macello leggeri, con il prezzo che a Modena è salito del +6% per un valore di 1,856 euro/kg (peso vivo), mentre per la Cun suini la variazione congiunturale è stata del +8,1% ed i suini sono stati scambiati a 1,393 euro/kg. Le variazioni tendenziali sono state positive sia per Modena (+16,5%) che per la Cun suini (+14,3%).
Anche per l’andamento positivo del mercato, a luglio è risultata in forte aumento, +6,7% rispetto a giugno, la redditività dell’allevamento. Una performance che trova piena conferma nel dato tendenziale che mette a segno un +14,9%. Alla base c’è il consistente incremento dei ricavi, grazie all’andamento positivo del mercato dei suini.

La fase di macellazione segna -1,6%
Meno rosea la situazione nel segmento della macellazione. L’incremento dei costi per l’acquisto dei suini ha infatti determinato un calo della redditività: -1,6% su base congiunturale e -16,2% rispetto all’anno scorso.
Una performance economica dunque negativa nonostante a luglio i prezzi dei principali tagli di carne suina siano aumentati. A cominciare dalla coscia fresca pesante per crudo tipico quotata a 5,370 euro/kg (Cun) e cioè il 3,3% in più rispetto a giugno e il 12% in più su base tendenziale. Positivo anche l’andamento dei prezzi delle cosce fresche pesanti destinate a produzioni non tipiche, che a luglio hanno quotato 4,140 euro/kg (Cun), ovvero +3,8% su base congiunturale e +5,4% rispetto al luglio 2016. Prosegue infine anche a luglio l’aumento dei prezzi dei lombi taglio Modena, fissato a 3,408 euro/kg (mercato di Modena) e cioè +9,5% rispetto al mese precedente.

Stagionatura: ribasso della redditività delle dop
Lieve crescita a luglio dei prezzi del Prosciutto di Parma dop pesante che è stato quotato a 10,425 euro/kg: +0,7% rispetto a giugno e +12,4% rispetto a luglio 2016. Stabile il prezzo del Prosciutto di San Daniele a 13,700 euro/kg (+8,3% su base tendenziale).
Dopo giugno, ulteriore forte ribasso a luglio della redditività della stagionatura dei prosciutti pesanti dop: -5,7% su base congiunturale e -2,5% su base tendenziale. Mentre sale, sempre a luglio, la remuneratività della stagionatura dei prosciutti pesanti generici: +1,9% rispetto a giugno (ma -6,8% su luglio 2016). Sempre considerando le cosce stagionate pesanti, a luglio il differenziale di redditività tra dop e non tutelati, pur riducendosi ulteriormente, rimane in campo ampiamente positivo (+23,2%); mentre nel caso dei prosciutti leggeri il gap di redditività diventa negativo (-3,5%), il che significa che è risultato più remunerativo stagionare prodotto generico rispetto al dop.

Costi alimentari di produzione
Sui mercati italiani, quasi tutti i cereali per la suinicoltura (fa eccezione l’orzo di provenienza comunitaria) hanno fatto segnare aumenti di prezzo rispetto al mese precedente. Al contrario, a livello internazionale, le variazioni congiunturali sono state negative; fatta eccezione per la soia che ha incrementato il proprio valore rispetto a giugno.
Sul mercato di Milano i prezzi del mais nazionale (+2,6%) e quello comunitario (+1,9%) sono aumentati rispetto a giugno, per valori medi mensili di 189,8 e 188,8 euro/t. Cresce del +2,6% anche il prezzo dell’orzo nazionale ora scambiato a 164,5 euro/t, mentre per quanto riguarda l’orzo comunitario la variazione rispetto al mese precedente è negativa e pari al -1,0% (172,5 euro/t). Nell’ultimo mese, alla borsa merci di Milano, la soia nazionale è stata quotata solamente a inizio mese per un valore di 420,0 euro/t (+0,2% la variazione congiunturale), mentre per quanto riguarda il prodotto di provenienza estera la quotazione media mensile è salita a 385,0 euro/t (+2,4%). Le variazioni tendenziali sono negative per il mais (-1,9% per il prodotto nazionale e -3,8% per quello comunitario) e per la soia estera (-4,0%), mentre in tutti gli altri casi il differenziale rispetto allo scorso anno è positivo.
A livello internazionale, le quotazioni del mais sono diminuite dello 0,1% in Francia (168,5 euro/t) e del -2,7% negli Stati Uniti per un valore di 137,0 euro/t. In Francia il prezzo dell’orzo è cresciuto del +2,5% (149,9 euro/t), mentre negli Stati Uniti la quotazione dell’orzo è scesa a 81,9 euro/t (-2,4%). In ripresa invece le quotazioni della soia con variazioni congiunturali del +5% sul mercato statunitense (329,4 euro/t) e del +8,6% su quello brasiliano.

 

Leggi l'articolo completo sul n. 9 della Rivista di Suinicoltura e sul sito www.suinicoltura.it alla sezione Edicola Web.

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