Stop alle quotazioni falsate, agricoltori foggiani sull’Aventino

grano duro
La protesta: grano buttato a terra. La Commissione fissa comunque il prezzo del duro a 195 €/t

195-200 €/t: è la quotazione del grano duro fino (la stessa della scorsa settimana) che la commissione prezzi della Cciaa di Foggia, pur non potendosi riunire per mancanza di numero legale (la componente agricola la diserta dopo le proteste del 29 giugno, che portarono alla sospensione della quotazione), ha comunque deciso « per non darla vinta alle polemiche e perché questo è il nostro compito – giustifica il vicepresidente Michele Villani –». Una spiegazione che non ha convinto i produttori che spontaneamente protestavano davanti alla Cciaa rovesciando a terra un sacco di grano e fasci di spighe.

Gli agricoltori contestano alla commissione mancanza di trasparenza e temono speculazioni da parte degli agroindustriali.

Per vederci chiaro alcuni rappresentanti della Fima (Federazione italiana movimenti agricoli) e il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera, si sono recati alla Cciaa per appurare regolamenti e documentazione su cui la commissione si basa per “rilevare” il prezzo del grano.

«Mentre la semola perde appena il 3,5%, la quotazione del grano duro crolla - commenta L’Abbate - . È una discrepanza che testimonia una rendita di posizione dominante e la possibile speculazione degli agroindustriali, su cui interesseremo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Leggi l'articolo completo su Terra e Vita 29-30/2016 L’Edicola di Terra e Vita

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