Summa, in 50 sull’”Aventino” del Vinitaly

Vinitaly
Alois_Lageder
Alla tenuta di Magrè, in Alto Adige, contemporanea al salone di Verona, quest'anno si sono riunite oltre 50 aziende italiane, tedesche, francesi, austriache

C’è chi lo definisce “anti-Vinitaly”, ma Alois Lageder (foto d'apertura) rifiuta quest’etichetta per Summa, l’incontro nella sua tenuta di Magrè, in Alto Adige, contemporanea al salone di Verona, che raduna vignaioli italiani e stranieri uniti dallo stesso spirito produttivo.

Lageder è un vitivinicoltore biologico-dinamico, con certificazione Demeter, che nel 1996 decise di non partecipare più al Vinitaly e di creare un appuntamento negli stessi giorni. L’obiettivo era quella di farsi conoscere personalmente, al di là del banco d’assaggio, da un pubblico di esperti e appassionati. Consumatori che, come i vignaioli, cercavano e cercano tuttora qualcosa di più nel vino: una filosofia, un impegno, una scelta di vita.

Quest’anno Summa è diventata maggiorenne e ha ospitato oltre 50 aziende italiane, tedesche, francesi, austriache (più una neozelandese e una australiana) accomunate da alcuni denominatori: l’attenzione all’ambiente, l’eleganza della produzione, la voglia di raccontarsi.

Tutto a Magrè riconduce al rispetto e all’esaltazione della natura: la cantina è ispirata ai principi della forza di gravità e del cerchio applicati alla torre di vinificazione circolare, profonda 17 metri (qui le uve sfruttano il dislivello e vengono vinificate rinunciando all’uso di pompe o altri dispositivi meccanici); la visita ai vigneti permette di conoscere le pratiche biodinamiche che hanno portato a viti più resistenti; la degustazione di vini da vitigni rari italiani e stranieri, durante la manifestazione, esalta la biodiversità e il lavoro di ricerca di alcune realtà produttive minori, così come l’intera impostazione dell’evento è basata sul concetto ampio di sostenibilità.

Il risultato è che in 18 anni Summa ha saputo attirare sempre più aziende: alcune hanno scelto di abbandonare definitivamente Verona per Magrè. Altri ci stanno pensando.

 

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