Alternanza scuola lavoro, arriva il facilitatore

facilitatori
Avranno il compito di aiutare i dirigenti scolastici e l’intero staff scolastico a costruire, consolidandoli, i rapporti con le imprese progettando e realizzando percorsi di alternanza scuola lavoro, di stage e di apprendistato di primo livello.

L’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del Lavoro) e il Miur (ministero dell’Istruzione) hanno siglato il 12 ottobre scorso un protocollo d’intesa con cui è stata introdotta una nuova figura: il facilitatore introdotto in tale sistema per agevolare l’integrazione tra il sistema dell’istruzione di 2° grado e quello del mondo del lavoro.

Il compito fondamentale del “facilitatore” dovrà essere quello di migliorare ed implementare l’istituto dell’alternanza scuola lavoro, coadiuvando il tutor esterno ed interno, stando accanto anche ai dirigenti scolastici ed a tutti gli attori coinvolti nel programma di alternanza. A partire dall’anno scolastico 2017-2018 verranno coinvolte 1.250 scuole superiori per poi, gradatamente, giungere al coinvolgimento di 5.000 scuole secondarie di secondo grado.

Il “facilitatore” verrà scelto attraverso un processo selettivo e verrà formato al fine di affiancare i responsabili del progetto di Alternanza scuola lavoro, con il preciso compito di sollecitarli a:

  • sviluppare nei ragazzi una cultura del lavoro;
  • costruire un raccordo tra formazione, lavoro e territorio.

I facilitatori avranno il compito di aiutare i dirigenti scolastici e l’intero staff scolastico a costruire, consolidandoli, i rapporti con le imprese progettando e realizzando percorsi di alternanza scuola lavoro, di stage e di apprendistato di primo livello. Un altro importante compito sarà quello di avvicinare le imprese per verificare la loro disponibilità a svolgere percorsi di Alternanza Scuola Lavoro.

A coadiuvare i facilitatori ci sarà una struttura centrale di supporto e integrazione ai team regionali, che avrà come compito quello di svolgere le seguenti attività:

formazione permanente dei tutor con l’intento di raccogliere bisogni, produrre materiale, socializzarlo e trasferirlo. Dovrà definire anche il piano formativo, organizzando momenti formativi per i tutor;

informazione costante dei soggetti coinvolti nell’intervento relativo alle scelte di indirizzo che devono essere concordate con il Comitato paritetico composto da rappresentanti del Miur, Anpal e Anpal servizi;

gestione delle attività per individuare le scuole che dovranno svolgerle;

piano di promozione dell’intervento, il cui successo deriva essenzialmente dall’attenzione che le famiglie, scuole, imprese ed altri attori del mercato del lavoro prestano per l’alternanza scuola lavoro.

raccolta e diffusione di buone prassi da effettuare presso tutti gli istituti scolastici con il preciso obiettivo di rilevare e raccogliere tutte le buone prassi di supporto al programma di alternanza;

divulgazione dei risultati, da effettuarsi attraverso l’organizzazione di eventi periodici a favore dei tutor in modo da poter condividere e supportare la diffusione dei risultati dell’intervento. Giulio D’Imperio

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