Continuano i rialzi per i grana Dop, mentre il frumento duro si stabilizza

ismea 17/12/2018
Le quotazioni rilevate da Ismea nell'ultima settimana vedono una situazione stabile per il frumento duro, una settimana confusionaria e disordinata per il mercato del pollo e ulteriori incrementi nei listini dei due formaggi grana a denominazione

Cereali

Dopo i continui rialzi che hanno caratterizzato l’ultimo periodo, le quotazioni del frumento duro nazionale si sono stabilizzate in gran parte delle piazze di riferimento. Il grano tenero è invece risultato in lieve ripresa in diverse borse merci del nord Italia, dove i listini hanno beneficiato di una positiva evoluzione della domanda. In questa fase della campagna, infatti, i frumenti europei e americani stanno traendo vantaggio dal progressivo rallentamento delle esportazioni russe. Tra i cereali ad uso zootecnico, risalgono i prezzi del mais e dell’orzo per una certa resistenza alla vendita. I semi di soia hanno mostrato andamenti differenti; nel dettaglio +3 €/t a Bologna, -1 €/t a Treviso, mentre a Milano le quotazioni medie non hanno evidenziato alcuna oscillazione.

Avicunicoli

Settimana confusionaria e disordinata per il pollo, con i consumi a singhiozzo e operatori poco soddisfatti; le celle frigorifere contano scorte in aumento, e generano rallentamenti nei ritiri del vivo; poi ci sono gli articoli natalizi che tolgono spazio ai polli ed anche questo costituisce un ulteriore difficoltà. Offerta limitata per le galline pesanti che sostengono i prezzi; tante dismissioni per le rosse che si ripercuotono sui prezzi di scambio, per il vivo. Richieste in quantità maggiori in questo periodo dell’anno, le faraone stanno dando i frutti sperati. Sul vivo si rilevano ancora pesi medi superiori alle aspettative ma tutto dovrebbe riassorbirsi rapidamente. Nel complesso stabile il tacchino, comunque senza particolari aspettative. Le produzioni di conigli vivi rimangono sempre molto contenute, quasi scarse, e i livelli di prezzo restano alti. Migliorano le prospettive per il mercato delle uova, dopo i segnali di richieste in aumento. Solito mercato di difficile interpretazione per i capponi perché, essendo articoli piuttosto costosi, devono necessariamente puntare su qualità ed età giuste ma, non sempre è così.

Bovino

Andamento del mercato bovino poco mosso nella seconda settimana di dicembre, mercati più vivaci al nord, in particolare in Piemonte dove nei centri di scambio si registrano vendite veloci per tutti i capi, a prezzi sostanzialmente stazionari. Da segnalare alle fiere prenatalizie animali, in prevalenza di razza Piemontese, di altissima qualità con prezzi sostenuti. Settimana senza cambiamenti di rilevo per i bovini da macello nelle piazze di Milano, Cremona e Vicenza. Per le carni di bovino come per il settore del vivo non ci sono stati cambiamenti, gli scambi e le offerte sono invariate.

 

Caseario

La seconda settimana del mese è stata protagonista di ulteriori incrementi nei listini dei due formaggi grana a denominazione. Le medie prodotto sono aumentate sia su base tendenziale che su base congiunturale confermando il trend dell’ultimo periodo. Le dinamiche di mercato evidenziano scambi su tutti i mercati e per tutte le stagionature monitorate sia per il Grana Padano che per il Reggiano. Si contrappone l’atonia del mercato delle materie grasse con scambi calmi e prezzi in calo su molte piazze. Nello specifico si riducono ulteriormente di 5 centesimi i listini dello zangolato su Mantova e Modena, mentre riescono a mantenersi stabili su Parma Reggio Emilia e Milano.

Olio

Mercato nazionale sostanzialmente invariato, si registra qualche calo sulle qualità meno pregiate (variazioni comunque inferiori all’1%). Situazione similare per i prodotti a denominazione di origine e ad indicazione geografica. In calo gli olii raffinati di oliva e di sansa, stabili quelli di semi. Analogo quadro per il mercato spagnolo che vede quotazioni in leggero calo. Stabile la Grecia.

Vino

In calo i listini medi dei vini comuni. La flessione riguarda indistintamente i vini bianchi e i rossi, anche se sono i primi ad evidenziare maggiore sofferenza. Le variazioni tendenziali risultano ampiamente negative. Il mercato rimane calmo con domanda debole e scambi limitati nelle quantità. Tra i vini ad indicazione geografica si evince una maggiore stabilità dei listini. Anche se la tendenza rimane negativa. Continuando a salire nella piramide della qualità i vini a denominazione di origine mostrano un andamento sia congiunturale che tendenziale per lo più costante. Flessivo l’andamento dei mercati esteri monitorati. Ancora in calo i vini bianchi e rossi iberici. Maggiore la flessione del prodotto bianco sia su base congiunturale che tendenziale. Tutti in discesa i prezzi dei vini francesi ad eccezione del vino bianco comune. La variazione tendenziale resta positiva.

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