La semina diretta frena la desertificazione

    A Matera il Granotill della cultura. Il 33% dei suoli mondiali è a rischio desertificazione; gli effetti positivi della semina diretta

    Fermare la desertificazione dei terreni agricoli è una delle grandi sfide che l’agricoltura mondiale si trova ad affrontare in questo millennio. La perdita di fertilità del suolo, a fronte di una richiesta alimentare che continua a crescere, è un problema che non riguarda solo il mondo agricolo, ma deve coinvolgere tutta la nostra società per le conseguenze ambientali, economiche e sociali che comporta.

    La risposta a questo problema, emersa nel corso del “GraNOtill della cultura” organizzato a Matera da Semina Diretta 2.0 no profit, può arrivare da una tecnica all’apparenza semplice e antica ma che, attuata con i giusti tempi e modalità, si rivela incredibilmente efficace: la semina diretta.

    «Abbiamo organizzato il GraNOtill della cultura – spiega il presidente di Semina Diretta 2.0 Lino Falcone – perché riteniamo che per raggiungere l'obiettivo della conservazione del suolo sia indispensabile il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli addetti ai lavori, e per questo è fondamentale lavorare sulla formazione, ma anche dell'opinione pubblica e delle istituzioni attraverso eventi di grande rilevanza».

    La due giorni di Matera è stata ricca di approfondimenti tecnici, dimostrazioni, confronti ad alto livello, ma anche l’occasione per sollecitare i più giovani, bambini e ragazzi di tutti gli ordini di scuole, a comprendere l’importanza delle tematiche ambientali e agricole.

    «La semina diretta – continua Falcone – rappresenta una soluzione in grado di fornire grandi vantaggi per la collettività, grazie al ridotto impatto ambientale e alla conservazione del suolo, e per gli agricoltori, che possono ottimizzare la gestione aziendale con una resa che in alcune situazioni può anche essere maggiore rispetto alle tecniche tradizionali».

    Anna Luise dell’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale Ispra ha paragonato il suolo alla “pelle del mondo, un sistema complesso e delicato e non solo un substrato produttivo”.

    «Le temperature sono chiaramente in aumento, anche se i modelli matematici non riescono a prevedere in modo uniforme le conseguenze. L’agricoltore certamente subisce il clima, ma può intervenire sul suolo per cogliere opportunità» ha aggiunto Marcello Donatelli direttore del Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente Crea.

    «Il suolo gioca un ruolo fondamentale per la vita sulla superficie della terra. Ciononostante, ad oggi, il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato a causa principalmente di processi erosivi, salinizzazione, acidificazione e inquinamento chimico – ha spiegato la rappresentante della FAO Lucrezia Caon –. Per far fronte a questa situazione e aumentare gli sforzi e le sinergie d'azione tra gli utilizzatori del suolo (comprese le forze politiche ed istituzionali), nel 2012 è stata istituita l'Alleanza Mondiale dei Suoli (Global Soil Partnership). L'alleanza promuove una gestione sostenibile della risorsa suolo e punta a migliorarne le politiche di gestione».

    Luca Braia, assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata, ha riconosciuto il valore delle attività di Semina Diretta 2.0 nel campo dell’informazione e della formazione sulla tecnica e alla filiera di Pastalife (prima pasta prodotta con grano da semina diretta) l’impegno nella valorizzazione degli agricoltori che tutelano dell’ambiente. «La Regione Basilicata ha messo il massimo impegno nella misura del Psr, che ha avuto le adesioni di circa 500 aziende per circa 20mila ettari».

     

    Il problema della desertificazione

    Cambiamenti climatici, siccità e tecniche agronomiche che impoveriscono il suolo stanno modificando, progressivamente e in maniera sempre più significativa, le aree agricole del nostro Paese, come del resto del mondo, tanto che, secondo i dati presentati dalla FAO il 33% dei suoli mondiali è da moderatamente ad altamente degradato. La questione della desertificazione rappresenta, senza dubbio, uno tra i più complessi e preoccupanti processi di degrado ambientale dei nostri tempi e in questo scenario proprio la Basilicata è, a livello nazionale, uno dei territori più a rischio, con un livello di desertificazione pari al 55% (dati Cnr), preceduta solo da Puglia (57%) e Sicilia (70%).

    Per questo motivo Semina Diretta 2.0 no profit ha avviato una collaborazione con la Regione Basilicata e Alsia (Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura) per attivare un percorso virtuoso finalizzato ad una sensibilizzazione capillare non solo degli addetti ai lavori, ma anche delle istituzioni delle scuole e dell’opinione pubblica, mettendo in campo azioni mirate ad arginare il fenomeno della perdita di fertilità del suolo.

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