Con questi prezzi cerealicoltura a rischio

    grano
    Eros Gualandi, presidente della cooperativa "Il Raccolto"
    Nell'editoriale di Terra e Vita 11/2024 Eros Gualandi fa notare come anche applicando le migliori tecniche agronomiche unite all'agricoltura di precisione e pur ottenendo rese più alte della media nazionale il conto economico del grano duro è in rosso

    Piove, governo ladro. Il noto adagio che tanti imprenditori pronunciano di fronte a raccolti scarsi, spesso tende anche a minimizzare eventuali responsabilità degli agricoltori, impotenti di fronte a eventi climatici sempre più impattanti e a incolpare istituzioni e politica di non supportare a sufficienza il settore primario.

    Non sono abituato a lamentarmi. Da agricoltore ho sempre stimolato e supportato la ricerca scientifica e anticipato l’innovazione dei processi in ogni ambito: nel tempo questa propensione è cresciuta, spinta dai miglioramenti che ha portato nella mia azienda. All’innovazione abbiamo affiancato la produzione di energia da biomasse, dalle quali, oltre ai risultati economici, si ottiene un aumento della fertilità dei suoli. La politica, quando caratterizzata da scarsa conoscenza scientifica e poca lungimiranza, come talvolta accaduto negli ultimi decenni, nel tentativo di aumentare la sostenibilità ambientale ha normato pratiche agronomiche di sicuro appeal mediatico ma di dubbia efficacia, che di certo diminuiscono la redditività aziendale.

    Anteprima di Terra e Vita 11/2024

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    L’utilizzo dell'agricoltura di precisione e l’implementazione a ogni stagione di nuove funzionalità insieme alla raccolta di dati da processare in termini indicativi e predittivi, ci consente di ottenere miglioramenti agronomici e di ridurre input e costi in un contesto difficilissimo. In questo mare che alterna assenza di vento a tempeste furiose, navighiamo a vela determinati non solo a non affondare ma anche a raggiungere il porto d’arrivo. Ci impegniamo a fare la nostra parte e siamo decisi a continuare, ma nelle ultime due annate i risultati sono stati deludenti. Come evidenziato dal bilancio negativo con i dati della Pianura Padana, in coltivazione convenzionale, con utilizzo spinto di input, i costi non hanno trovato copertura pur con rese buone superiori alle medie nazionali. Quando invece si utilizzano tecniche meno dispendiose (sodo), pur con rese più contenute, la redditività migliora, pur se ancora negativa, grazie a un contenimento di input e costi di lavorazione.

    I cereali, in particolare il grano, sono la base di ogni programmazione e rotazione colturale. Ma le rese sono da accrescere. Come? Adottando opportune tecniche e operazioni colturali, oltre all’innovazione che aiuta anche a contenere le quantità e a migliorare l’efficacia dei mezzi tecnici, salvaguardando ambiente e produzioni. Ma se i costi dei mezzi di produzione crescono più del beneficio che producono, come avvenuto negli ultimi due anni, il risultato rimane negativo.

    I prezzi di mercato della campagna 2023/2024 dalla raccolta a oggi, sono troppo bassi e del tutto insufficienti a coprire i costi, anche di fronte a rese elevate, peraltro limitate da eventi climatici avversi. Con i valori attuali del grano occorrerebbero rese quasi doppie rispetto a quelle medie per coprire le spese. Ma il problema non sono solo i prezzi bassi, anche la volatilità rende difficile pianificare nel medio-lungo periodo la coltura e più in generale l’impresa agricola. In un simile contesto i produttori sono costretti a pensare al grano nella sola funzione della rotazione agronomica i cui costi e le perdite, si spera, saranno assorbiti dalle altre produzioni.

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    Le ricadute negative della mancanza di redditività si ripercuotono anche su altri attori della filiera, come stoccaggio e conservazione, che per assicurare una corretta e logica immissione sul mercato a tutela del valore del prodotto, vedono ridursi gli apporti alla loro indispensabile attività, accrescendo involontariamente l’incidenza dei loro costi sul grano. Tutti gli attori della filiera e le istituzioni prendano atto che agli sforzi di noi agricoltori va aggiunta una crescita e stabilizzazione dei prezzi ai livelli più alti. Se ciò non avverrà la filiera cerealicola del nostro Paese scomparirà.


    di Eros Gualandi
    presidente della cooperativa "Il Raccolto"

    Con questi prezzi cerealicoltura a rischio - Ultima modifica: 2024-03-28T18:21:10+01:00 da K4

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