In un contesto agricolo caratterizzato da un progressivo irrigidimento del quadro normativo, da una crescente pressione fitosanitaria, dagli effetti dei cambiamenti climatici e dalla riduzione delle sostanze attive disponibili, la consulenza tecnica specialistica assume un ruolo importante nei processi decisionali aziendali. In questo scenario si colloca il progetto FitoConsult (Consulenza fitosanitaria), promosso dalla Regione Basilicata e attuato dall’Alsia, i cui risultati sono stati presentati nel corso di un seminario tecnico svoltosi a fine 2025. Il progetto, finanziato nell’ambito della Misura 2 – Sottomisura 2.1 del PSR, rappresenta la prosecuzione e il potenziamento di una precedente esperienza di consulenza che, nel triennio 2021–2023, aveva coinvolto oltre 700 aziende agricole lucane. L’impostazione di questo nuovo progetto è stata coerente con la logica dell’Akis (Agricultural Knowledge and Innovation System) prevista dalla nuova programmazione Psn 2023–2027, con particolare riferimento all’integrazione tra consulenza, ricerca e trasferimento dell’innovazione.
Obiettivi e ambiti di intervento
L’obiettivo principale di FitoConsult è stato quello di supportare le aziende agricole nell’accesso a servizi di consulenza qualificati, con particolare attenzione alla difesa fitosanitaria a basso apporto di pesticidi, alla gestione sostenibile delle risorse aziendali e al rispetto della normativa vigente. Il progetto ha operato in risposta alla difficoltà di accesso per molte aziende agricole all’assistenza tecnica specialistica, soprattutto in ambiti oggi rilevanti come l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, la condizionalità della Pac, la tutela ambientale e la prevenzione dei rischi fitosanitari emergenti.
L’approccio adottato è stato quello One Health (prevedendo anche azioni non direttamente “fitoiatriche” ma collegate alla gestione della salute delle piante), applicato a un contesto regionale caratterizzato da una marcata diversificazione colturale e da una presenza significativa di aziende biologiche e di nuove aziende condotte da giovani agricoltori. La fruizione dei servizi offerti dall’ALSIA è stata mediante bando a sportello, riservato alle aziende agricole della Basilicata.
Dimensione dell’intervento
Nel periodo compreso tra aprile e settembre 2025, il progetto ha coinvolto 421 aziende agricole, distribuite in 90 dei 131 comuni della Basilicata. Le attività sono state svolte da 41 consulenti Alsia, che hanno erogato 4.147 consulenze certificate. Le superfici aziendali complessivamente interessate hanno superano i 13.400 ettari. Le aziende coinvolte presentano un orientamento colturale diversificato, con una rilevanza di colture frutticole ed olivo, ma anche di cereali, foraggere, vite, colture ortive e officinali.
Le sei azioni di consulenza
Il progetto si è articolato in sei azioni di consulenza, che gli utenti potevano scegliere in fase di attivazione del servizio, ciascuna realizzata in integrazione tra le strutture tecniche dell’Alsia: servizi di ricerca, di assistenza tecnica e divulgazione, informatici.
La prima azione ha riguardato l’analisi aziendale della gestione fitosanitaria, impostata come audit tecnico e con una valutazione analitica espressa in termini percentuali. Attraverso una checklist strutturata in oltre 140 voci, i consulenti dell’Alsia hanno analizzato il percorso del prodotto fitosanitario in azienda, dall’acquisto allo smaltimento, verificando il rispetto della normativa cogente, della condizionalità PAC e di eventuali schemi di certificazione volontaria. L’attività ha interessato oltre 160 aziende, consentendo di individuare criticità e azioni correttive, con ricadute in termini di miglioramento della conformità e della gestione fitosanitaria.
La seconda azione è stata la consulenza fitosanitaria periodica, basata su monitoraggi in campo e sull’emissione del “consiglio alla difesa” personalizzato, anche utilizzando i dati di analisi fitopatologiche di laboratorio, della rete agrometeorologica e dei modelli previsionali gestiti dall’Agenzia. Questo approccio ha permesso di fornire indicazioni operative calibrate sulla reale situazione fitosanitaria, oltre a quelle disponibili a livello comprensoriale (es. Bollettini fitosanitari) includendo, ove possibile, il ricorso a tecniche alternative ai prodotti chimici.

La terza linea di intervento ha riguardato l’analisi del terreno per l’ottimizzazione della nutrizione delle colture, con l’obiettivo di migliorare la gestione della fertilità chimica, fisica e biologica del suolo (la gestione fitosanitaria deve considerare anche il mantenimento di un ambiente edafico ottimale per la pianta). L’attività ha contribuito a diffondere l’utilizzo delle analisi del terreno come strumento di supporto alle decisioni per la fertilizzazione, orientando le aziende verso apporti più razionali e sostenibili.
Accanto alle azioni più operative e di campo, FitoConsult ha incluso attività a contenuto maggiormente innovativo. Tra queste, la valutazione dell’applicabilità delle Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea) in viticoltura, con riferimento ai vitigni di interesse regionale. Le attività hanno consentito di mettere a punto protocolli di rigenerazione in vitro per Aglianico, Primitivo e Greco Bianco, aprendo prospettive concrete per la riduzione dell’uso di fungicidi senza alterare l’identità varietale, in vista della probabile apertura della normativa europea all’uso delle Tea.
Un’ulteriore azione ha riguardato la valutazione dell’efficacia in vitro di mezzi tecnici autoprodotti, svolta in stretta collaborazione con aziende biologiche. I risultati indicano una variabilità di efficacia, ma confermano la possibilità di un’attività antagonista verso alcuni funghi fitopatogeni, a condizione che l’autoproduzione sia accompagnata da adeguate competenze tecniche, standardizzazione dei protocolli e controlli di qualità.
Infine, un’azione di particolare rilievo per numerosità delle aziende coinvolte (oltre 200) è stata l’indagine sul germoplasma olivicolo lucano, basata su analisi genetiche degli alberi. Oltre alla caratterizzazione varietale, lo studio ha portato all’identificazione di 24 profili genetici unici, non presenti nei principali database internazionali, potenzialmente utili per ampliare la base genetica su cui valutare la tolleranza a stress abiotici e a patogeni quali Xylella fastidiosa, che dalla Puglia avanza pericolosamente verso la Basilicata.

Ricadute operative e prospettive
Le metodologie adottate e i risultati delle diverse azioni di consulenza sono stati illustrati dai tecnici dell’Alsia durante il seminario conclusivo, al quale hanno partecipato anche imprenditori agricoli e rappresentanti delle organizzazioni professionali. Questi hanno sottolineato il valore strategico del progetto. Dal settore vitivinicolo è emersa l’importanza di integrare consulenza, dati e nuove tecnologie; dall’olivicoltura, la necessità di conoscere e tutelare il patrimonio genetico regionale; dal biologico, il ruolo della ricerca pubblica nel rendere l’autoproduzione di mezzi tecnici una pratica realmente efficace e sicura.
Secondo il direttore dell’Alsia, Michele Blasi, il progetto è stato realizzato in tempi contenuti grazie al coordinamento tra ricerca, divulgazione tecnica e strutture territoriali dell’Agenzia. Per Vittorio Restaino, direttore del Dipartimento Agricoltura, FitoConsult rappresenta un esempio operativo di consulenza pubblica integrata con la ricerca e il trasferimento tecnologico, destinato a trovare continuità nella programmazione Psn 2023–2027, con risorse dedicate all’Akis.
Nel complesso, l’esperienza positiva riconosciuta al progetto FitoConsult fornisce indicazioni utili sul ruolo che la consulenza pubblica può svolgere nel supportare le aziende agricole nell’adeguamento tecnico, normativo e gestionale richiesto alle imprese per la sostenibilità ambientale, per la loro competitività e per la capacità del sistema agricolo di affrontare le sfide che attendono il settore nei prossimi anni.
Tabella 1. Linee di attività previste dal progetto FitoConsult ed aziende che hanno fruito di una o più tipologie di Consulenza.
| Linea di Attività | Obiettivi | N. di aziende agricole fruitrici | |
| 1 | Analisi aziendale per la compliance fitosanitaria | Supporto nel migliorare la conformità alla normativa (PAN, condizionalità PAC) analizzando il "destino" del prodotto fitosanitario in azienda. | 161 + |
| 724* | |||
| 2 | Consulenza aziendale periodica | Monitoraggio periodico delle avversità colturali per erogare consigli di difesa mirati. | 35 |
| 3 | Analisi del terreno per la nutrizione | Trasferimento di conoscenze per la gestione del suolo e l'ottimizzazione dell'apporto di nutrienti, basati sull’interpretazione dell’analisi del suolo. | 156 |
| 4 | Miglioramento genetico della vite (TEA) | Valutazione dell'applicabilità di protocolli di rigenerazione in vitro per vitigni lucani (Primitivo, Aglianico, Greco Bianco) propedeutici all’uso di TEA per ottenere varietà tolleranti a patogeni fungini. | 20 |
| 5 | Efficacia mezzi tecnici autoprodotti | Studio in vitro sull'efficacia di preparati aziendali (macerati, compostati, fermentati) contro i funghi fitopatogeni. | 14 |
| 6 | Indagine sul germoplasma olivicolo | Accertamento varietale e caratterizzazione genetica degli olivi presenti sul territorio lucano. | 206 |
Nota: *Aziende che hanno fruito del primo progetto FitoConsult (2021-2023)










