Microalghe dalla ricerca al campo: nuove soluzioni per l’agricoltura del futuro

Nel webinar organizzato da Edagricole in collaborazione con Algaenergy sono stati approfonditi ruolo, normativa e applicazioni delle microalghe in agricoltura, tra ricerca scientifica ed esperienze pratiche in campo

Sono organismi che a partire da anidride carbonica e luce solare sintetizzano ossigeno e molecole organiche di interesse. Non stiamo parlando delle piante, ma delle microalghe.

Le microalghe stanno riscontrando un rinnovato interesse e un utilizzo promettente tramite diverse applicazioni in ambito agrario.

Per conoscerle meglio bisogna comprendere meccanismi, condizioni di applicazione ed effetti reali in campo.

Per fare chiarezza su questi aspetti Edagricole, in collaborazione con Algaenergy, ha organizzato lo scorso 10 febbraio il webinar “Microalghe, dalla ricerca al campo”, con interventi che hanno affrontato il tema dai punti di vista della ricerca, della normativa e infine dei prodotti utilizzabili.

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Microalghe: cosa dice oggi la ricerca

Ad aprire il webinar è stato il ricercatore del Crea Massimo Zaccardelli, che ha illustrato lo stato dell’arte sull’impiego delle microalghe nei sistemi agricoli. Si tratta di organismi fotosintetici unicellulari estremamente versatili, capaci di produrre composti bioattivi come aminoacidi, fitormoni, polisaccaridi e antiossidanti.

Queste sostanze possono interagire con la fisiologia delle piante migliorandone l’efficienza nutrizionale e la risposta agli stress abiotici. In particolare, l’applicazione di estratti microalgali ha mostrato effetti positivi sulla crescita radicale, sull’assorbimento dei nutrienti e sulla tolleranza a condizioni di siccità e salinità.

«Le microalghe rappresentano una delle frontiere più promettenti nell’ambito dei biostimolanti di nuova generazione», ha sottolineato Zaccardelli durante l’intervento. L’interesse della ricerca si concentra soprattutto sulla capacità di questi microrganismi di attivare meccanismi metabolici legati alla resilienza delle colture, con effetti che non derivano dall’apporto diretto di nutrienti ma dalla modulazione dei processi fisiologici.

Scarica la presentazione di MASSIMO ZACCARDELLI

Il quadro normativo europeo

Il secondo intervento ha affrontato il tema della regolamentazione dei prodotti a base di microalghe. Mariano Alessio Vernì ha evidenziato come questi materiali possano rientrare, a determinate condizioni, nella categoria dei biostimolanti secondo il Regolamento (UE) 2019/1009 sui fertilizzanti.

La normativa europea definisce infatti i biostimolanti come prodotti in grado di stimolare i processi nutrizionali delle piante indipendentemente dal contenuto in nutrienti. In questo contesto, le sostanze di origine microalgale possono contribuire a:

  • migliorare l’efficienza d’uso dei nutrienti;
  • aumentare la tolleranza agli stress abiotici;
  • ottimizzare caratteristiche qualitative delle produzioni;
  • favorire la disponibilità di nutrienti nel suolo o nella rizosfera.

Tuttavia, l’inquadramento normativo richiede una caratterizzazione accurata delle matrici utilizzate e la dimostrazione dell’efficacia agronomica attraverso prove sperimentali validate.

Scarica la presentazione di MARIANO ALESSIO VERNÌ

Applicazioni agronomiche e risultati in campo

Dopo un saluto di Miguel García Guerrero, direttrice globale marketing di Algaenergy, a chiudere il webinar è stato l’intervento dedicato alle soluzioni a base di microalghe sviluppate da Algaenergy. Francesco Gargiulo, country manager Italia, ha infatti presentato alcune esperienze applicative su diverse colture, evidenziando come questi prodotti possano essere integrati nei programmi di nutrizione e difesa.

Le prove sperimentali condotte su colture erbacee e orticole hanno mostrato miglioramenti in termini di sviluppo vegetativo, uniformità delle piante e resa produttiva. In condizioni di stress idrico, l’impiego di formulati a base di microalghe ha contribuito a mantenere livelli più elevati di attività fotosintetica e a ridurre gli effetti negativi sulla crescita.

«L’obiettivo non è sostituire le pratiche agronomiche esistenti, ma aumentarne l’efficienza», è stato evidenziato nel corso della presentazione. L’integrazione di questi strumenti nei protocolli colturali può infatti supportare una gestione più sostenibile degli input tecnici.

Le microalghe si configurano quindi come una risorsa emergente per l’agricoltura, capace di coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità produttiva in un contesto climatico sempre più complesso.

Scarica la presentazione di FRANCESCO GARGIULO

Le vostre domande durante il webinar

Si sa quanto le microalghe influenzano la struttura del suolo e quindi le lavorazioni del terreno da fare?

Massimo Zaccardelli: Per quanto riguarda la stimolazione dell’attività microbica del suolo, oggi disponiamo di informazioni piuttosto solide: gli estratti di microalghe contengono numerosi composti bioattivi in grado di favorire lo sviluppo della microflora utile.

Diverso è invece il caso del miglioramento diretto della struttura fisica del terreno.
Le informazioni disponibili sono ancora limitate e non consentono di trarre conclusioni definitive su quanto formulati a base di microalghe possano incidere, ad esempio, sulla lavorabilità del suolo durante il ciclo colturale.

È noto che l’apporto di ammendanti organici ben umificati, come il compost, migliora la struttura del terreno favorendo l’aggregazione delle particelle e la formazione di una struttura glomerulare equilibrata tra microporosità e macroporosità.

Nel caso delle microalghe, l’effetto potrebbe essere legato alla produzione di polisaccaridi e altre sostanze polimeriche con comportamento simile a quello dell’humus. Tuttavia, mancano ancora dati sufficienti. Si tratta di una linea di ricerca relativamente recente, su cui esiste oggi un forte interesse anche in relazione ad altri microrganismi utili alla gestione del suolo.

L’attenzione nasce anche dalla limitata disponibilità di compost di qualità: migliorare le caratteristiche fisiche del terreno richiede infatti grandi apporti, difficili da garantire sia per motivi logistici sia per costi di trasporto.

Per questo motivo, lo studio di microrganismi – incluse le microalghe – in grado di contribuire alla struttura del suolo rappresenta una prospettiva promettente, ma ancora in fase esplorativa.

Come mai c’è un divieto di vendere microalghe composte di organismi vivi da parte dell’Unione Europea?

Mariano Alessio Vernì: Il Regolamento europeo (2019/1009) vieta solo (per ora) i cianobatteri semplicemente perché non sono alghe (piante) ma esseri unicellulari più vicini ai batteri, al contrario invece tutte le altre alghe (anche le microalghe) se appartengono al regno delle piante, si possono usare.

Vi è un ente terzo che certifica i risultati delle prove?

Mariano Alessio Vernì: Le prove di efficacia per ottenere il marchio CE per un biostimolante devono essere fatte in centri di saggio, istituti, università e l’intero dossier (comprese le prove) va poi sottoposto ad un ente di certificazione che emette il certificato ed autorizza ad apporre il marchio CE.

Qual è la dicitura in etichetta per quelli utilizzabili in bio?

Mariano Alessio Vernì: Per la norma italiana e per i prodotti registrabili al Sian sezione biologico (solo i fertilizzanti disciplinati dal Dlgs 75/2010) la dicitura è "Consentito in agricoltura biologica" seguita dalle materie prime come descritte nell’allegato 13 del Dlgs 75/2010. Per i prodotti a marchio CE non esiste una specifica dicitura di legge e ci sono generici riferimenti all’allegato II del Reg. UE 2021/1165 che contiene le liste dei mezzi tecnici autorizzati in bio.

Cosa consiglia per contenere gli effetti delle ondate di calore sulla vite?

Francesco Gargiulo: Come Algaenergy consigliamo l’utilizzo di DynaMix Anti-Stress a 250 cc/100 Lt di acqua di irrorazione.

Avete mai testato su piccoli frutti in agricoltura biologica?

Francesco Gargiulo: Sì, con risultati davvero importanti.

Li avete invece testati su vite in via fogliare?

Francesco Gargiulo: Sì, ci sono applicazioni consolidate con l’utilizzo anche in combinazione di più soluzioni.


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