Florovivaismo, arriva la legge quadro con 10,5 milioni per il settore

La riforma introduce una disciplina organica per il comparto, con nuovi strumenti di governance, monitoraggio e sviluppo

Dopo oltre trent'anni di attesa, il settore florovivaistico italiano si avvia a dotarsi di una disciplina organica con l'avvio del procedimento di approvazione del decreto legislativo di attuazione della legge delega 4 luglio 2024, n. 102. Il provvedimento punta a garantire certezza normativa, stabilità e una programmazione di medio-lungo periodo per imprese e lavoratori, superando la logica degli interventi emergenziali.

La riforma è accompagnata da uno stanziamento di 10,5 milioni di euro destinato al sostegno di un comparto che il Masaf considera strategico per l'agricoltura italiana.

Il settore a pieno titolo tra le attività agricole

«Con questa riforma mettiamo fine a un'attesa durata decenni e diamo finalmente al florovivaismo le regole e la centralità che merita. Il decreto introduce una legge quadro organica, che garantisce certezze alle imprese, valorizza il lavoro, rafforza il made in Italy e consente una programmazione stabile degli investimenti», ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Tra le principali novità previste dal decreto figurano il Piano nazionale del florovivaismo, il Tavolo tecnico permanente presso il Masaf e il rafforzamento del monitoraggio del comparto, strumenti pensati per programmare gli investimenti, anticipare le criticità e accompagnare la crescita delle imprese.

La legge quadro riconosce inoltre il valore produttivo, economico, ambientale e sociale del florovivaismo, inserendolo a pieno titolo tra le attività agricole e rafforzandone il ruolo nelle politiche agricole e ambientali, anche con riferimento alla tutela del territorio, al verde urbano e alla competitività sui mercati internazionali.

Una riforma strutturale

La riforma punta anche a valorizzare l'intera filiera, dai vivaisti ai garden center, fino ai tecnici del verde e ai manutentori, attraverso misure dedicate alla formazione, alla qualificazione professionale, alle certificazioni e alla tracciabilità delle produzioni. L'obiettivo è rafforzare la competitività delle imprese italiane e la tutela del made in Italy dalla concorrenza sleale.

Con il nuovo impianto normativo il comparto dispone per la prima volta di una legge quadro di riferimento, con strumenti permanenti di programmazione e sviluppo destinati a sostituire gli interventi adottati finora per far fronte alle sole situazioni di crisi.

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