Siccità, il Po respira ma il Piemonte resta in affanno

La situazione migliora in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto grazie alle piogge. Ancora criticità per invasi, corsi d’acqua e agricoltura in diverse aree del bacino

Migliora la disponibilità di risorsa idrica in buona parte del distretto del Po, ma il quadro resta disomogeneo e il Piemonte continua a essere in una situazione critica. È la fotografia emersa dalla riunione dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del distretto idrografico del fiume Po, coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale.

Alpeggi e sorgenti in sofferenza

In Valle d’Aosta persistono problemi soprattutto negli alpeggi e alle quote più elevate, dove la scarsità di acqua e la sofferenza delle sorgenti stanno creando difficoltà anche ad alcuni acquedotti. Gli invasi risultano riempiti al 46%, con circa 45 milioni di metri cubi complessivamente disponibili.

Piemonte in attesa della svolta che non arriva

Il Piemonte registra un lento miglioramento, ma resta dipendente dalle precipitazioni. Il Canale Cavour sta derivando 45 m³/s a fronte di una concessione di 110 m³/s, mentre le portate dei corsi d’acqua continuano a essere molto oscillanti. Ancora in difficoltà anche la Dora Baltea.

In Liguria gli invasi sono al 50% della disponibilità complessiva.

Lombardia, grandi laghi in ripresa

Più favorevole il quadro in Lombardia, dove le precipitazioni delle ultime settimane, in alcuni casi anche particolarmente intense, hanno contribuito a ristorare diversi bacini.

Emilia Romagna, rientrano le emergenze

In Emilia-Romagna la situazione degli invasi è buona nella parte occidentale e non si registrano più criticità per il settore idropotabile. Sono rientrate anche alcune emergenze in montagna che nelle scorse settimane avevano richiesto l’impiego di autobotti. A contribuire al miglioramento è anche la riduzione della domanda d’acqua da parte dell’agricoltura.

Nel Delta arretra il cuneo salino

Segnali positivi arrivano dal Veneto, in particolare dal Delta del Po. Le ultime precipitazioni hanno determinato un aumento delle portate che sta favorendo un lento arretramento dell’ingressione salina. Il fenomeno resta comunque sotto stretta osservazione: il cuneo salino si mantiene infatti a oltre 10 chilometri dalla costa e continua a provocare pesanti criticità per alcune colture dell’area.

Non emergono particolari problemi nelle frazioni appenniniche della Toscana, mentre rimangono stabili le condizioni nella Provincia autonoma di Trento.

L'allerta resta alta

Alla luce delle condizioni rilevate e delle previsioni elaborate, l’Osservatorio ha comunque classificato la severità idrica a scala distrettuale come “Alta”. Il prossimo aggiornamento è previsto per il 15 settembre.

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