L’estate 2026 presenta un conto sempre più pesante per l’agricoltura italiana. Tra caldo estremo, siccità, grandine e incendi, i danni alle produzioni hanno già superato i 3 miliardi di euro secondo una prima stima di Coldiretti. E il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi se l’assenza di precipitazioni dovesse proseguire nelle prossime settimane.
Nord sotto pressione
La situazione più critica resta concentrata nelle regioni settentrionali, dove la scarsità d’acqua sta mettendo a rischio intere produzioni. In alcune aree il mais rischia di andare completamente perso, mentre per il riso si registrano stime di calo del raccolto fino al 40%.
In Piemonte il deficit di precipitazioni ha portato le riserve idriche a livelli inferiori di circa il 30% rispetto alla norma. A soffrire sono riso, mais, ortofrutta, noccioleti, prati e pascoli. Coldiretti chiede di accelerare la realizzazione del piano degli invasi e l'attivazione dello stato di calamità, richiesta anche per la Liguria.
In Lombardia e nelle principali aree risicole del bacino del Po la disponibilità di acqua si è ridotta fino alla metà. Sotto pressione sono soprattutto mais e colture estive, con perdite che in alcune zone arrivano al 70%, mentre nel Mantovano cresce l’allarme anche per le zucche.
Il fronte veneto
Particolarmente delicato è il quadro anche in Veneto, dove la rete di monitoraggio di Confagricoltura, attraverso le segnalazioni degli associati, evidenzia cali produttivi trasversali a numerose colture.
Il fronte più preoccupante è quello della risalita del cuneo salino lungo il basso Po, che ha già reso inutilizzabili le utenze irrigue fino all’altezza della Romea. Se l’avanzamento dovesse proseguire, il consorzio di bonifica potrebbe essere costretto a sospendere l’irrigazione anche su gran parte dell’isola di Ariano.
Anche i seminativi mostrano gli effetti della combinazione tra caldo e carenza idrica. Il mais sta anticipando la maturazione, con rese stimate in calo tra il 15 e il 20% nelle coltivazioni irrigue, mentre il prezzo risulta inferiore del 4,5% rispetto allo scorso anno. La soia non irrigata è in molte zone già compromessa e per il riso la scarsità d’acqua rischia di dimezzare il raccolto.
Non va meglio per la frutta. Le mele Gala faticano a raggiungere la colorazione a causa della mancanza di escursione termica tra giorno e notte e in parte sono già colpite da scottature sulla buccia. Il kiwi mostra i primi casi di defogliazione. Nel comparto vitivinicolo il Pinot grigio sta anticipando la maturazione, con il rischio di marciumi, mentre il Prosecco fatica a completare l’ingrossamento degli acini per la carenza d’acqua.
In alcune aree si registra inoltre l’azzeramento delle coltivazioni di tabacco, con danni fino al 100%, in questo caso provocati da grandine e vento.
Irrigazione sempre più costosa
In Veneto come in Emilia-Romagna aumenta il ricorso all’irrigazione per cercare di salvare le produzioni, con un ulteriore aggravio dei costi per le imprese. Restano sotto osservazione pomodoro, soia, barbabietola e foraggi, mentre il cuneo salino riduce progressivamente la disponibilità di acqua dolce.
La crisi idrica si riflette anche sui principali bacini. Secondo l’analisi Coldiretti su dati Laghi.net, il riempimento del lago di Como è al 7% circa rispetto al volume teorico, quello Maggiore è al 3%, l’Iseo all’11% e il Garda al 46%. Critica anche la situazione del Po: a Pontelagoscuro il livello è di 6,90 metri sotto lo zero idrometrico, mentre a Cremona arriva a 8,50 metri.
Centro e Sud
Nel Centro Italia le temperature elevate stanno mettendo sotto pressione ortaggi, frutta, oliveti e vigneti. Nel Lazio, le rese di alcune produzioni ortofrutticole sono in calo fino al 20%, mentre i foraggi registrano perdite tra il 20 e il 30%. La crisi riguarda anche gli allevamenti: le alte temperature stanno determinando riduzioni della produzione di latte fino al 10% al giorno.
A pesare sui bilanci aziendali non sono soltanto le minori produzioni. Alla perdita di resa si aggiungono infatti i maggiori costi per irrigazione, energia e gasolio, con un'ulteriore compressione dei margini.
Al Sud e nelle Isole lo stress idrico interessa soprattutto ortaggi e pomodoro, con il rischio di una riduzione delle rese. In Sardegna alla siccità si somma l’emergenza incendi: migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni sono già stati devastati, con perdite di animali, alveari, foraggi e strutture agricole. Complessivamente, dall’inizio dell’anno, sono quasi 80mila gli ettari di boschi e terreni andati in fumo secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis.
La risposta passa dagli invasi
Di fronte a una situazione che non appare più riconducibile alla sola emergenza stagionale, Coldiretti torna a chiedere un piano nazionale degli invasi dotati di sistemi di pompaggio per accumulare acqua e, allo stesso tempo, produrre energia elettrica.
L’Italia riesce oggi a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota ritenuta insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti e intensi. Secondo Coldiretti, la realizzazione di nuovi bacini consentirebbe di accumulare acqua durante tutto l’anno, riducendo gli effetti degli eventi estremi e contribuendo anche alla prevenzione di esondazioni e allagamenti.
La strategia dovrebbe comprendere anche il recupero delle infrastrutture idriche esistenti, la manutenzione dei corsi d’acqua e il potenziamento delle reti di distribuzione, con l’obiettivo di ridurre le perdite e rendere più efficiente l’utilizzo della risorsa.
In Campania scatta AgriCat
Sul fronte del sostegno alle aziende colpite dalla siccità si muove intanto la Regione Campania. Le imprese agricole che hanno subito danni, in particolare a castagneti e noccioleti, possono accedere alle indennità del Fondo mutualistico nazionale AgriCat per le perdite produttive causate da eventi meteoclimatici avversi.
Per ottenere le compensazioni è necessario essere agricoltori in attività e beneficiari dei pagamenti diretti della Pac, avere un fascicolo aziendale aggiornato con piano di coltivazione e superfici interessate, aver sottoscritto la domanda di partecipazione ad AgriCat all’interno della domanda unica annuale Pac e aver subito una perdita di produzione superiore al 20% della media annua.
La denuncia di sinistro può essere presentata direttamente dagli agricoltori o tramite i Centri di assistenza agricola attraverso la piattaforma MyAgriCat, interconnessa con il Sistema informativo agricolo nazionale. Il termine per la presentazione delle istanze è fissato al 30 settembre 2026.











