Molini Popolari Riuniti cresce in Toscana

Molini Popolari Riuniti inaugura Molino San Matteo a Castelfiorentino (Firenze)
Il nuovo impianto di Castelfiorentino porta la cooperativa umbra oltre i confini regionali e rafforza la filiera del grano dal campo alla trasformazione

Moltiplicare il valore della produzione agricola attraverso una filiera organizzata, nella quale il rapporto tra agricoltura, trasformazione e mercato diventa uno strumento per rafforzare la redditività delle imprese agricole. È questa la logica alla base del nuovo Molino San Matteo, inaugurato a Castelfiorentino, in provincia di Firenze, e gestito da Molini Popolari Riuniti (Mpr). Un'operazione che segna per la cooperativa umbra il superamento dei confini regionali e l'ingresso diretto nel comparto molitorio toscano, rafforzando il proprio posizionamento nel Centro Italia.

Grano toscano al centro

Il progetto nasce dall'incontro tra l'esperienza di Mpr nella gestione delle filiere agricole e una partnership sviluppata con Unicoop Firenze e la controllata Cerealia. Al centro dell'iniziativa c'è il grano toscano, conferito direttamente dagli agricoltori soci e destinato alla trasformazione nello stabilimento di Castelfiorentino. L'obiettivo è costruire una filiera nella quale l'origine della materia prima, la tracciabilità e la trasformazione industriale siano elementi qualificanti del prodotto finale.

Una parte significativa della produzione sarà infatti costituita da farine ottenute da grano proveniente dalla filiera toscana, secondo un protocollo a residuo zero di agrofarmaci e senza utilizzo di glifosate. Si tratta di un modello già sperimentato da Mpr in Umbria, dove il protocollo agronomico è stato introdotto quattro anni fa con l'obiettivo di coniugare caratteristiche qualitative della materia prima, sostenibilità delle tecniche produttive e maggiore remunerazione per gli agricoltori.

Le farine ottenute dal grano toscano a residuo zero saranno destinate principalmente ai laboratori di panetteria di Unicoop Firenze, mentre quelle derivanti da grano convenzionale e comunque di origine 100% italiana saranno utilizzate da Cerealia per le proprie produzioni. Il nuovo impianto consentirà inoltre di lavorare grani speciali e produzioni biologiche, ampliando le possibilità di valorizzazione anche attraverso i due panifici di Mpr a marchio «Le 5 spighe» e «Pane di Ellera».

I numeri

Dal punto di vista industriale, Molino San Matteo dispone di una superficie di 2.500 metri quadrati e di due linee produttive, una delle quali dotata di macina a pietra. A regime, la capacità sarà di circa 120.000 quintali di grano molito all'anno, dai quali si prevede di ottenere circa 90.000 quintali di farina. La struttura rappresenta quindi una nuova piattaforma produttiva per la cooperativa, con potenzialità rivolte sia al mercato toscano sia all'ampliamento dell'offerta complessiva.

L'investimento presenta anche una ricaduta occupazionale, con sette nuove assunzioni destinate alle attività di produzione, conduzione degli impianti, controllo qualità, logistica e gestione dello stabilimento.

Per Mpr l'operazione si inserisce in una fase di consolidamento. Nel 2025 la cooperativa ha raggiunto un fatturato di 93,5 milioni di euro, con un reddito operativo di circa 3 milioni. La possibilità di disporre di una nuova capacità molitoria associata a sbocchi commerciali già individuati rappresenta quindi un elemento di solidità per lo sviluppo della strategia industriale.

Verso nuove sfide

«La Molini Popolari Riuniti porta in questo nuovo progetto la propria esperienza per andare a completare, con il molino, il tassello mancante della filiera costruita da Unicoop Firenze», ha spiegato il presidente Mpr Matteo Baldelli. «La sfida è una opportunità per la Cooperativa che stringe un'alleanza produttiva e commerciale con l'obiettivo di valorizzare la filiera cerealicola, remunerare i propri soci, produrre farine di qualità tracciata e certificate, far arrivare sulle tavole dei consumatori prodotti naturali e salubri».

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