Ocm ortofrutta, Confcooperative: «Va rafforzata nella nuova Pac»

Davide Vernocchi, presidente del Settore Ortofrutta di Confcooperative

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A Fruit Attraction Vernocchi rilancia il ruolo delle Organizzazioni dei produttori: «Servono regole comuni e meno burocrazia»

L’Ocm Ortofrutta deve essere confermata e rafforzata nella nuova Pac, mantenendo un quadro di regole il più possibile omogeneo tra gli Stati membri. È questa la posizione espressa da Davide Vernocchi, presidente del Settore Ortofrutta di Confcooperative, intervenuto a Madrid in occasione dell’apertura della 18ª edizione di Fruit Attraction.

A trent’anni dalla sua introduzione, secondo Vernocchi l’Ocm continua a rappresentare uno strumento centrale per la competitività del comparto, non solo per la gestione delle crisi e la promozione, ma anche per sostenere investimenti, innovazione, ricerca e interventi ambientali. Un ruolo che assume particolare rilevanza in una fase in cui l’ortofrutta europea deve confrontarsi con costi, cambiamenti climatici e crescente pressione competitiva sui mercati.

Al centro della strategia restano le Organizzazioni dei produttori. «Circa il 60% della produzione ortofrutticola comunitaria è attualmente organizzata in Op», sottolinea Vernocchi, richiamando anche la recente relazione della Corte dei Conti Ue sull’Ocm. La concentrazione dell’offerta, secondo Confcooperative, rappresenta infatti uno degli strumenti principali per aumentare il potere contrattuale dei produttori nei confronti della grande distribuzione organizzata.

Le OP, evidenzia Vernocchi, hanno inoltre la possibilità di programmare e concentrare la produzione, accompagnandola fino al mercato. Un ruolo che si estende alla gestione delle crisi e alla promozione, oltre che agli investimenti realizzati attraverso i Programmi operativi cofinanziati dall’Ue. In Italia la spesa comunitaria legata a questi strumenti raggiunge circa 300 milioni di euro l’anno e ha consentito, secondo Confcooperative, di sostenere l’introduzione di nuove tecnologie e percorsi di innovazione, con ricadute anche sul fronte della sostenibilità ambientale.

Nella nuova Pac in fase di definizione, l’Ocm Ortofrutta dovrebbe essere confermata come intervento settoriale obbligatorio per gli Stati membri. Per Confcooperative, tuttavia, sarà necessario intervenire sulle criticità emerse nell'attuazione dello strumento, a partire dalle differenze tra i diversi Paesi e dalla complessità burocratica.

«È quanto mai opportuno che nella nuova Pac vengano fissati obiettivi comuni per tutti gli Stati membri – osserva Vernocchi – e che anche le regole di sostegno e le percentuali di contribuzione pubblica restino il più possibile omogenee».

Guardando oltre la prossima programmazione, la priorità indicata da Vernocchi è quella di «aggregare l’aggregato», favorendo ulteriori processi di fusione tra le OP. L’obiettivo è aumentare ulteriormente la dimensione e la capacità negoziale delle organizzazioni, utilizzando l’esperienza maturata dall’Ocm ortofrutta come possibile modello anche per altri comparti agricoli.

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