MelaPiù Fuji, produzione attesa a 18mila tonnellate

    Marco Mazzoni, presidente del Consorzio MelaPiù
    La campagna 2026-2027 coinvolge 500 ettari in Emilia Romagna. Buone le prime indicazioni qualitative dopo un'estate calda e siccitosa

    È partita nei primi giorni di ottobre la nuova campagna commerciale di MelaPiù Fuji, la mela di pianura coltivata esclusivamente in Emilia-Romagna da oltre trent'anni. Per la stagione 2026-2027 il Consorzio prevede una produzione di circa 18mila tonnellate, ottenute da 500 ettari coltivati esclusivamente nella regione. L’obiettivo è consolidare il posizionamento premium della mela, facendo leva sulle caratteristiche organolettiche, sulla riconoscibilità del marchio e sul legame con il territorio.

    La nuova stagione è stata presentata a Casa Artusi, a Forlimpopoli, nel corso di un incontro dedicato al percorso del prodotto dal campo alla tavola. La scelta della sede ha voluto sottolineare il rapporto tra produzione agricola e cultura gastronomica, valorizzando anche le possibilità di impiego della Fuji in cucina, oltre al tradizionale consumo fresco.

    Il Consorzio MelaPiù nasce più di trent’anni fa dall’iniziativa di un gruppo di aziende che hanno creduto nelle potenzialità della varietà Fuji coltivata in pianura. Da allora il progetto è cresciuto attraverso investimenti nella promozione, nella costruzione di un’identità commerciale riconoscibile e nella ricerca di varietà migliorative.

    «MelaPiù è nata dalla volontà di valorizzare una mela che allora rappresentava una novità e che oggi è apprezzata dai consumatori italiani. In questi trent’anni abbiamo investito per costruire un’identità riconoscibile e dare valore al lavoro dei nostri produttori, mantenendo al centro la qualità del frutto e la ricerca», spiega il presidente del Consorzio, Matteo Mazzoni. La produzione attesa, aggiunge, testimonia la tenuta di una filiera che continua a credere nella melicoltura di pianura, pur dovendo affrontare difficoltà crescenti legate agli eventi climatici estremi, all'aumento dei costi e alla complessità del contesto produttivo.

    Il posizionamento qualitativo si fonda sull'incontro tra competenze agronomiche, conoscenza della varietà e caratteristiche dei terreni emiliano-romagnoli, ricchi di sostanza organica. Fattori che contribuiscono a esprimere le peculiarità della Fuji, in particolare la dolcezza e l'intensità aromatica.

    Sul fronte produttivo, la raccolta è ancora in corso e le prime indicazioni sono positive. Secondo quanto riferito dal Consorzio, l'estate calda e siccitosa non ha compromesso la qualità complessiva né il calibro atteso, mentre la colorazione dei frutti è ancora in evoluzione.

    La commercializzazione proseguirà fino a luglio 2027, con quantitativi previsti in linea con le aspettative. Il prodotto sarà destinato sia al mercato del fresco sia alla trasformazione in referenze a marchio, grazie alla collaborazione con Natura Nuova. Una strategia che punta ad ampliare le occasioni di consumo e a valorizzare la produzione lungo diverse fasi della filiera.

    A sostenere la campagna sarà anche un piano di promozione e comunicazione rivolto al canale tradizionale. «Punteremo a rafforzare il legame tra origine, qualità e occasioni di consumo», anticipa Mazzoni.

    La presentazione a Casa Artusi ha offerto anche l'occasione per approfondire il rapporto tra la mela e la gastronomia regionale. Attraverso un'esperienza pratica di cucina, i partecipanti hanno potuto sperimentare la versatilità della Fuji nella preparazione di un piatto della tradizione emiliano-romagnola.

    Un legame tra prodotto agricolo e cultura alimentare sottolineato anche da Mattia Fiandaca, gastronomo e responsabile dei Progetti culturali della Fondazione Casa Artusi. La valorizzazione delle varietà, ha osservato, significa infatti custodire non soltanto le caratteristiche di un prodotto, ma anche il paesaggio, la storia e i saperi locali. In questa prospettiva, MelaPiù rappresenta un'espressione del patrimonio agricolo e gastronomico regionale, con una materia prima che trova spazio tanto nel consumo quotidiano quanto nelle preparazioni più elaborate.

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