Dall’economia del carbone alla neutralità del carbonio

L'editoriale di Terra e Vita 18

agricoltura
Nuove opportunità per l'inserimento della carbon farming tra gli ecoschemi della nuova Pac e soprattutto per l'incremento delle quotazioni dei crediti di carbonio. L'agricoltura conservativa torna così al centro del dibattito politico ed economico per realizzare una missione di estrema attualità: tutelare la salute del suolo. Un obiettivo che diventa determinante anche per stabilizzare la redditività dell’azienda agricola

La trasformazione dell’economia del carbone e gli ambiziosi obiettivi di riduzione e neutralità delle emissioni di carbonio per tutti i settori produttivi, sta interessando progressivamente i Paesi sviluppati e in particolare nell’UE, anche per l’avvio del nuovo ciclo di programmazione pluriennale.

Per l’agricoltura europea si prospettano nuove opportunità sia per l’introduzione degli eco-schemi (carbon farming) e sia per l’incremento costante delle quotazioni del sistema di scambio di quote di emissioni di carbonio (ETS) che da appena 5€ per tonnellata di CO2-equivalente (ai fini del riscaldamento globale il metano ed il protossido di azoto equivalgono rispettivamente a 24 e 298 tonnellate di anidride carbonica) è balzato a oltre 30€ durante il 2017, superando i 40€ per tonnellata nel primo trimestre di quest’anno e con previsioni di stima fino a 65€ entro il 2030.

 

 

Questo scenario appare promettente per chi perseguirà una rigenerazione dell’agricoltura attraverso l’adozione di riconosciuti sistemi di gestione, in grado di ripristinare la fertilità dei suoli, catturando più carbonio di quanto emette, riducendo i processi di erosione e degradazione.

Editoriale di Terra e Vita 18/2021

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Tutelare la salute del suolo è determinante per stabilizzare la redditività dell’azienda agricola, ridurre i rischi e proteggere la produttività a lungo termine. Suoli vivi ed ecosistemi funzionanti garantiscono il ciclo dell’acqua e forniscono nutrienti alle piante, migliorano la qualità delle produzioni, il valore delle risorse e del capitale naturale.

Per queste tematiche già vent’anni fa, durante il primo congresso mondiale sull’Agricoltura Conservativa tenutosi a Madrid, si dibatteva sulla necessità di riconoscere i servizi ecosistemici dell’Agricoltura, tra i quali emergeva il potenziale di cattura e sequestro di carbonio organico nei suoli agricoli europei, ma non era ancora avvertita l’urgenza.

Dal prossimo 21 giugno l’ottavo congresso (https://8wcca.org/) torna in Europa, ma non in uno Stato Membro, bensì in Svizzera che di recente ha messo termine alle negoziazioni sulle relazioni con l’UE. A Berna, il congresso dal titolo: Agricoltura Conservativa, il futuro dell’agricoltura redditizia e sostenibile in armonia con la natura e la società, organizzato dalla FAO e dalla Federazione Europea dell’Agricoltura Conservativa a cui è associata l’Aigacos, l’Associazione italiana per la gestione agronomica e conservativa del suolo, è prevista la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni, scienziati e agricoltori provenienti da tutti i continenti per un confronto aperto sugli aspetti emergenti, i progressi ed i risultati raggiunti, casi reali di studio presentati in apposite sessioni tematiche:

- esperienze di successo e apprendimenti dall’Agricoltura Conservativa in tutto il mondo;

- vantaggi a livello di azienda agricola e di ecosistema dei sistemi di Agricoltura Conservativa per la società e per l’ambiente;

- integrazione dell’Agricoltura Conservativa con politiche nazionali, governance istituzionale globale a supporto delle esigenze e degli impegni nazionali e internazionali;

- promozione dei sistemi di conoscenza e innovazione basati sull’Agricoltura Conservativa, condivisione e comunicazione delle informazioni.

La rilevanza che ha assunto l’Agricoltura Conservativa nella formulazione di politiche orientate alla sostenibilità con visione multidimensionale, ha accelerato l’adozione di questo sistema di gestione agro-ecologico rigenerativo. A scala mondiale solo per i sistemi colturali annuali si stimano 200 milioni di ettari, circa il 14% della superficie agricola gestiti secondo i principi dell’Agricoltura Conservativa. In Italia, anche grazie alla recente introduzione delle misure agro-climatico ambientali, ben 15 Regioni hanno previsto sostegni specifici per la sua adozione, diffondendosi su oltre 800.000 ettari di seminativi con stime in aumento per il nuovo ciclo. Un dato rappresentativo per consolidare risultati reali ed in linea con gli obiettivi della transizione ecologica, combinando auspicabilmente le positive sinergie interministeriali rivolte alla protezione ambientale, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, la redditività degli agricoltori, il valore dei servizi ecosistemici, per rispondere efficacemente alle esigenze della società civile ed ai più ambiziosi obiettivi europei fissati dall’European Green Deal.           


Michele Pisante
Università di Teramo e membro del Comitato scientifico di Terra e Vita

Dall’economia del carbone alla neutralità del carbonio - Ultima modifica: 2021-06-10T18:18:35+02:00 da Roberta Ponci

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