Dallo snowboard alla “Fattoria Alpina”. Massimiliano Carè realizza il sogno

Trentino
Il 28enne Massimiliano Carè ha creato un’azienda agricola che coltiva ortaggi, castagne e frutti di bosco che vengono trasformati e venduti in vasetti. Prossima tappa l’apertura di un agriturismo

La Valle del Chiese è tradizionalmente povera per quanto riguarda il settore primario, sia per l’altitudine sia perché è una zona molto fredda. Per questo la possibilità di fare agricoltura ai tempi nostri è una vera scommessa. Per fermare a Breguzzo un giovane neo laureato in scienze forestali ci voleva “un sognatore delle nostre montagne”, come di definisce lui. Parliamo di Massimiliano Carè un 28enne laureato a Padova dopo aver frequentato a Tione (Tn), il liceo della montagna con la specializzazione di maestro di snowboard. Un cognome molto impegnativo il suo, perché è quello di una bellissima cima della zona, il Carè Alto.

Tra sogno e realtà

Meno di quattro anni fa Carè si è immerso in un’avventura che può essere considerata a metà strada fra il sogno e la realtà: costruire dal nulla un’azienda agricola che subito ha chiamato Fattoria Alpina, che, senza dimenticare la sostenibilità economica ha messo al centro quella sociale e ambientale. Ma che nello stesso tempo permetta a chi la pratica di sviluppare appieno la passione di vivere in mezzo alla natura raccogliendo e valorizzando tutto ciò che nelle varie stagioni dell’anno, e alle diverse altitudini la montagna offre. Da subito Carè ha pensato a come questi fiori, questi ortaggi, queste piante potevano essere valorizzate. Da qui l’idea di non vendere nulla come prodotti freschi ma di trasformare tutti i prodotti avvalendosi per ora di un’azienda specializzata esterna della Val di Gresta.

 

 

Massimiliano non ho cominciato per caso. «Fin da bambino prima con i miei nonni poi con i miei genitori sono sempre andato sulle nostre montagne a raccogliere erbe officinali e specialità alimentari come – racconta –. Quando quattro anni fa ho deciso di avviare l’azienda per rispondere alla mia passione, ho preso in affitto anche quattro ettari di terra, la maggior parte sono terreni scoscesi perché quelli comodi erano già tutti affittati. In questi terreni ho un noceto, un castagneto e due orti. Il resto sono prati nei quali taglio l’erba per i pochi animali che ho in azienda alcuni asini e alcune pecore che hanno come compito principale quello di tener puliti i prati, ogni tanto vendo qualche asino e qualche pecora».

Il “radicio de l’ors”

L’azienda e i suoi prodotti

Sono ben 15 i prodotti raccolti da Carè e confezionati dalla ditta esterna dopo che egli ha raccolti e preparati. Si va da una salsa alpina al pregiato e ricercato radicchio dell’orso sott’olio, con il quale viene preparato anche un pesto, un’autentica ghiottoneria per i buongustai. Il radicchio chiamato in dialetto “radicio de l’ors” cresce in montagna fra i 1600 e i 2200 metri sul livello del mare. La raccolta normalmente si fa in maggio, ma quest’anno vista la montagna di neve caduta in quota si inizierà il raccolto verso fine maggio per proseguirlo man mano che la neve si scioglie andando sempre più in quota e nelle zone meno esposte al sole. La finestra nella quale va raccolto per essere al massimo della qualità non dura più di una settimana.

Oltre al radicchio Carè produce una giardiniera fatta esclusivamente con i prodotti dei suoi orti situati ad oltre 800 metri s.l.m., ma produce anche una crema di castagne raccolte nel suo castagneto, lo sciroppo di sambuco, pianta che cresce naturalmente lungo i bordi delle strade, il pesto di ortica e di tarassaco. La crema di aglio orsino, la composta di cipolle, i crauti, la composta di mirtilli di bosco, la composta di more, un vasetto misto di mele, noci e uvetta, corniole raccolte lungo le siepi e per finire una mostarda di rosa canina e mele.

Tutti prodotti dell'azienda che vengono confezionati in eleganti vasetti di vetro. La scelta della trasformazione porta Carè a non aver avuto assilli durante il lockdown perché la scadenza di questi prodotti è dopo tre anni pertanto anche in tempi di pandemia posso continuare la produzione anche se lo sbocco commerciale era molto limitato. «Sono ottimista per il futuro – afferma – l’aver frequentato molti mercati anche fuori regione mi ha portato a conoscere altri sognatori come me che vivono senza subire la malattia del secolo: lo stress. Certo – precisa – c’è anche qualche momento di tensione come la fine maggio-prima settimana di giugno quando è il momento della raccolta del “radicio de l’ors”, ma non ci sono problemi».

Un futuro pieno di progetti

Carè è alla ricerca di un maso da acquistare con parecchi terreni da coltivare intorno in una zona ben esposta, e fra i suoi sogni c’è quello di aprire anche un agriturismo per meglio valorizzare i suoi prodotti. «Il principale canale di vendita tutta a km 0 è il circuito di Campagna Amica di Coldiretti – conclude – ma pian piano mi conoscono ed entro anche nei negozi della zona, poi speriamo nello sbocco dei turisti se riprenderanno a venire».

Dallo snowboard alla “Fattoria Alpina”. Massimiliano Carè realizza il sogno - Ultima modifica: 2021-05-05T15:25:19+02:00 da Simone Martarello

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