Mosca e moscerino del ciliegio, la difesa parte dalle trappole

Larva di mosca del ciliegio all’interno del frutto
Oltre alla storica mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi) negli ultimi anni si è aggiunto il problema del moscerino carpofilo Drosophila suzukii. Ecco come fare fronte a entrambi

Il monitoraggio della mosca delle ciliegie (Rhagoletis cerasi) mediante le apposite trappole attrattive è alla base di un razionale programma di difesa da questo temibile fitofago dei frutti del ciliegio.

Articolo pubblicato sulla rubrica L’occhio del Fitopatologo di Terra e Vita n. 18

 

 

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Dal monitoraggio…

Il monitoraggio va iniziato prima del raggiungimento della fase suscettibile dei frutti (preinvaiatura).

Sono disponibili trappole di tipo diverso per il monitoraggio; dalle cromotropiche gialle a quelle innescate con un attrattivo alimentare, anche se le più utilizzate prevedono l’uso di entrambi i sistemi.

Le trappole servono a individuare precocemente i primi voli degli adulti per decidere eventuali trattamenti di copertura se lo stadio fenologico dei frutti è suscettibile (da pre-invaiatura a maturazione).

Adulti di Drosophyla suzukii, da notare il robusto ovopositore seghettato delle femmine (individui senza macchie sulle ali) e le tipiche macchie nere alle punte delle ali dei maschi

…alla lotta adulticida o larvicida

Alle prime catture degli adulti, quindi, occorrerà valutare se trattare scegliendo il prodotto in funzione del tempo di carenza e della strategia di controllo che si intende adottare. Per la lotta adulticida si ricorrerà alla somministrazione di esche proteiche attivate con un estere fosforico (fosmet) o un piretroide da applicare alla prima comparsa degli adulti sulle fasce più soleggiate della chioma, a filari alterni. I trattamenti andranno ripetuti ad intervalli regolari o dopo una pioggia dilavante e interrotti prima della raccolta in funzione del periodo di carenza dell’insetticida utilizzato per attivare l’esca.

Anche l’etofenprox (7 giorni di carenza) ha un’azione prevalentemente adulticida e deve essere adoperato con criteri preventivi, per mantenere bassa la popolazione degli adulti. Per la lotta biologica è disponibile anche l’esca già pronta attivata con spinosad.

Se si opta per la lotta prevalentemente contro le larve, i trattamenti andranno effettuati a partire dalla fase di pre-invaiatura (inizio della fase di suscettibilità dei frutti) con l’unico neonicotinoide ancora utilizzabile (acetamiprid a sistemia ascendente, con 14 giorni di carenza), fosmet (citotropico con 14 giorni di carenza).

Attenzione alla Drosophila

Ma ormai, tra i ditteri fitofagi del ciliegio, oltre che con la mosca bisogna fare i conti con il moscerino carpofilo Drosophila suzukii. Il moscerino, anche detto “dei piccoli frutti” ma molto polifago, costituisce un serio problema per il ciliegio che danneggia inserendo direttamente nei frutti le uova grazie alla presenza di un robusto ovopositore seghettato. Sono disponibili in commercio efficaci trappole attrattive per rilevare precocemente la presenza di questo insetto ma il controllo non è semplicissimo, perché le stesse trappole possono attrarre altre specie non fitofaghe la cui distinzione richiede l’osservazione a forte ingrandimento ed un occhio esperto.

Accertata la presenza di D. suzukii, si dovranno difendere i frutti a partire dalla preinvaiatura con i prodotti larvicidi (quindi dotati di sistemia o buona citotropicità) citati per combattere la mosca delle ciliegie. È da segnalare, in aggiunta ai prodotti citati, lo spinetoram, specificamente registrato su ciliegio contro la Drosophila suzukii con solo tre giorni di carenza.

Mosca e moscerino del ciliegio, la difesa parte dalle trappole - Ultima modifica: 2020-06-12T00:21:14+02:00 da K4

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