«Granlatte all’avanguardia per digitalizzazione e programmazione»

programmazione
La presidente della cooperativa di allevatori bolognese Simona Caselli racconta il percorso dell’azienda verso un utilizzo virtuoso dei dati degli allevatori

Nel comparto lattiero-caseario devono affermarsi iniziative di programmazione produttiva. Lo sostiene fra gli altri anche il presidente del gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari, come abbiamo visto in una sua recente intervista sull’Informatore Zootecnico (uscita su IZ 1/2026 e qui).
E che la programmazione sia diventata una priorità è un principio che deriva da numerose esigenze; prima fra tutte, come abbiamo visto con le forti criticità degli ultimi mesi, quella della ricerca di un’adeguata corrispondenza tra l’offerta di latte e la domanda del mercato, corrispondenza indispensabile per evitare crisi di prezzo.

Ora, nel settore non mancano realtà produttive in grado di mettere in atto iniziative di programmazione con meccanismi rigorosi e codificati, pensiamo per esempio ai consorzi dop, con i loro piani di regolazione dell’offerta. Ma fra le altre realtà della filiera l’obiettivo della programmazione è ricercato con buoni risultati anche da Granlatte, la cooperativa di 488 allevatori del gruppo Granarolo; ne abbiamo discusso con la presidente, Simona Caselli.

Presidente Caselli, secondo l’esperienza di Granlatte quali sono le pre-condizioni, i prerequisiti, affinchè una realtà produttiva del settore lattiero caseario possa riuscire a fare programmazione?

Le pre-condizioni sono almeno due: aggregazione e digitalizzazione. E questo vale per tutti i settori dell’agroalimentare.

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