Influenza aviaria in Russia, forte preoccupazione in Europa

Il ceppo ad alta patogenicità H5N2, scoperto in un allevamento, in piena rotta migratoria verso l’Europa continentale

I produttori avicoli europei temono, nei prossimi mesi invernali, una nuova ondata di influenza aviaria come quella che causò gravi conseguenze economiche ai nostri allevamenti nel 2014.

Il ceppo più virulento

Il motivo di questa preoccupazione sta nella notizia, diffusa da Poultry World, che un focolaio di influenza aviaria è stato scoperto in un allevamento di pollame russo.

Le autorità russe hanno precisato che un sito che ospita quasi 500.000 capi nella regione di Kostromskaya, nella Russia nord occidentale è stato infettato dall'influenza aviaria ad alta patogenicità H5N2 . Il virus appartiene allo stesso ceppo che è stato la causa di epidemie in Asia, Africa ed Europa dal 2014.

Quest'ultimo focolaio d’infezione di maggiori dimensioni, segue la scoperta di altri 67 casi di influenza aviaria H5 in diverse regioni della Russia occidentale.

Timori per le migrazioni di uccelli selvatici

Per il momento non si conoscono esattamente le specie avicole colpite dal virus, ma la sua diffusione fuori dalla Russia sarebbe ancor più probabile se si trattasse di animali selvatici.

Una valutazione del governo britannico ha affermato che se la fonte fosse costituita da uccelli selvatici, i loro percorsi migratori potrebbero mettere a rischio le aziende agricole in tutta l'Europa settentrionale.

Il sito di questo ultimo focolaio è infatti sovrapposto a tre rotte migratorie, una delle quali porta gli uccelli in Europa.

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