In marzo freccia verso l’alto per il prezzo del latte

prezzo del latte
Il latte spot sulla piazza di Lodi e il latte crudo spot a Verona crescono rispettivamente del 3,51% e del 3,54% rispetto al mese precedente.

Questa volta non si può dire che la Commissione Ue per l’Agricoltura non sia sul pezzo. Le parole del commissario Phil Hogan, rilasciate proprio nei giorni scorsi, sono un’analisi fredda, lucida e tempestiva.

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Fig. 1 – Ue-28, vacche macellate. Variazione gen-dic 2017 vs. gen-dic 2016
Fonte: Elaborazioni Clal su dati Eurostat. Teseo.

«Sto cercando di dimostrare agli agricoltori che, se la loro industria di trasformazione non ha un giusto equilibrio tra offerta e domanda sul mercato dei prodotti lattiero caseari, ci sarà una riduzione del prezzo per l’allevatore – ha ammonito Hogan -. Gli agricoltori europei devono capire che non possono continuare ad aumentare sostanzialmente la produzione di un particolare prodotto, se non hanno un mercato per questo surplus».
Lo hanno capito bene olandesi, che nel 2017, per contenere le consegne di latte hanno macellato oltre 71mila vacche. La missione, però, complice l’introduzione delle “quote” sui fosfati, è riuscita. Nel 2017 i Paesi Bassi hanno prodotto lo 0,2% in meno rispetto al 2016. Nel periodo gennaio - febbraio 2018 hanno aumentato dello 0,2% su base tendenziale.

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Fig. 2 – Italia, Milano – Storico prezzi fieno di erba medica pressato
Fonte: Cciaa Milano – Teseo.

In Italia, il prezzo del latte spot ha perso mediamente il 20% rispetto allo scorso anno e si è attestato al di sotto dei 30 euro al quintale. Mercato in flessione, dunque, ma non in picchiata.
A metà marzo, infatti, il latte spot sulla piazza di Lodi e il latte crudo spot a Verona ha messo la freccia verso l’alto rispetto alle mercuriali precedenti, crescendo rispettivamente del 3,51% e del 3,54%.

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Fig. 3 – Lombarda, prezzo medio del latte crudo alla stalla
Fonte: Elaborazione Clal.

Quotazioni in ripresa anche per il latte intero pastorizzato spot estero a Verona: 29 euro per 100 chilogrammi, +7,41% rispetto alla settimana precedente. Piccolo rimbalzo anche in Lombardia. Per il latte intero pastorizzato spot di provenienza francese quotato Lodi, valori a 26,50 €/100 kg, l’1,92% in più rispetto alla quotazione precedente. In risalita (+1,75%) anche il valore del latte intero pastorizzato spot proveniente dalla Germania, che lo scorso 12 marzo si attestava a 29 euro per 100 chilogrammi.
Tra i formaggi, il Grana Padano sembra aver trovato un proprio equilibrio su valori che non rendono purtroppo giustizia al prestigio del marchio: 6,10 €/kg la quotazione il 12 marzo scorso in Borsa merci a Mantova, il 14,08% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Perde qualcosa meno (-11,56%) il Grana Padano stagionato oltre 15 mesi rispetto al mese di marzo 2017.

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Fig. 4 – Italia, Milano – Storico prezzi fieno maggengo pressato
Fonte: Cciaa Milano – Teseo.

Situazione meno amara per il Parmigiano Reggiano. Il mercato di Milano premia a 9,75 e 11,70 euro al chilogrammo il formaggio rispettivamente stagionato 12 e 24 mesi, in fase crescente rispetto a un anno fa. Un fattore da tenere monitorato è il prezzo dei foraggi, che incide sui costi di produzione del latte. Il fieno di erba medica pressato ha raggiunto i 218 €/ton in Borsa merci a Milano (+61,1% sullo stesso periodo del 2017), il picco per ora più alto dall’aprile 2014. Boom (+88,1%) anche per il fieno maggengo pressato, schizzato a 190 euro alla tonnellata. Gli allevatori, questa volta, non possono dire di non essere stati avvertiti.

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