Un accordo di filiera per valorizzare i suini neri autoctoni italiani

suini neri
Firmatari Confagricoltura, Cia, Federparchi, Legambiente Onlus, Organizzazione Produttori Allevatori dei Nebrodi, Gal Nero dei Nebrodi, Associazione Accademia delle 5 T. Sono sei le razze riconosciute nel nostro Paese.

Nella sede di Confagricoltura è stato siglato un accordo di filiera per i suini neri autoctoni italiani con l’obiettivo di valorizzare il grande patrimonio di qualità, diversità e sostenibilità rappresentato da queste antiche razze, presenti in diverse parti d’Italia.


Firmatari dell’accordo Confagricoltura, Cia–Confederazione Italiana Agricoltori, Federparchi, Legambiente Onlus, Organizzazione Produttori Allevatori dei Nebrodi, Gal Nero dei Nebrodi, Associazione Accademia delle 5 T.

Sono sei le razze riconosciute di suino nero presenti in Italia: Cinta senese, Nero Apulo Calabrese, Nero Casertano, Nero dei Nebrodi, Nero di Parma, Mora Romagnola.

La caratteristica peculiare dei suini neri italiani permette di allevarli all’aperto, per questo l’allevamento è svolto  allo stato brado - nutrendosi solo delle ghiande, delle radici e degli arbusti che riescono a procurarsi nei terreni boscosi –il disciplinare permette anche la tipologia di allevamento o semibrado con un’integrazione a base di siero e granaglie.

Sono evidenti quindi le peculiarità delle  carni di questi animali,  molto apprezzate, anche per la ricca gamma di salumi che se ne ricavano.

Il settore, fatto di tante eccellenze, però, è particolarmente frammentato e non è riuscito finora a “fare squadra” creando  un sistema organizzato in grado di valorizzare appieno, soprattutto da un punta di vista commerciale, i propri prodotti.

L’accordo firmato ha proprio lo scopo di costruire questo sistema, valido e sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, al fine non solo di creare le giuste  sinergie tra la filiera ma anche di  promuovere e valorizzare prodotti tracciati, rispettosi delle singole specificità, delle storiche tipicità e tradizioni locali, sicuri e quanto mai naturali per il metodo di allevamento: un insieme di caratteristiche che configurino un unico e condiviso “brand nazionale di alta gamma”.

Beneficiari dell’accordo sono le imprese agricole che espletano la loro attività nel settore della produzione primaria e le imprese che operano nei settori della trasformazione e della commercializzazione.

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