Ancora in crescita, seppur di poco (0,9%), gli agriturismi in Italia nel 2024 rispetto all'anno precedente. Lo certifica l'Istat con un report dedicato al settore. Le strutture attive nel nostro Paese sono 26.360, in aumento soprattutto nel Mezzogiorno (+2,5%) e nelle Isole (+6,1%), con la Sicilia che ha fatto registrare un +8,9%; mentre al Nord le aperture hanno superato le chiusure solo dello 0,5%. Salito anche il valore economico del settore: +3,3% rispetto al 2023. La domanda ha seguito l'offerta, dato che le presenze (4,7 milioni) sono aumentate del 4,3%. Prevalgono gli stranieri, il 54,8% del totale.
Avanza (piano) il valore economico
Nel 2024, il valore economico del settore agrituristico a prezzi correnti era di poco superiore a 1.934 milioni di euro (+3,3% sul 2023), l’incremento annuo più contenuto dal 2020. Negli ultimi dieci anni il valore economico è infatti cresciuto a un tasso medio annuo del 5,3%. Nel 2024, rispetto all’anno precedente, la dinamica del valore economico per ciascuna delle cinque macroaree risulta sostanzialmente uniforme, con incrementi compresi tra il 3,2% nel Centro e il 3,4% nel Nord-est.
Le aziende del Nord rappresentano il 43,6% del totale nazionale e concorrono per il 51,3% al valore economico complessivo del settore; quelle del Centro, con il 36,5% delle aziende, incidono per il 36,5% sul valore economico nazionale, mentre le aziende del Mezzogiorno, che rappresentano il 19,8% del totale, concorrono per il 12,2%.
Nel 2024 il valore economico medio delle aziende agrituristiche, calcolato come rapporto tra valore economico e numero di strutture, è di poco superiore a 73.300 euro (71.600 € nel 2023). La distribuzione territoriale mostra la presenza di valori più elevati nel Nord-est (oltre 103.000 €), seguito dal Centro (73.200 €), dal Sud (57.600 €) dal Nord-ovest (53.600 €) e dalle Isole (23.500 €).
| Ripartizioni territoriali
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Totale |
Per tipo di attività | ||||||||
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Alloggio |
Degustazione |
Ristorazione |
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| 2024 | Var % 2024/2023 | 2024 | var % 2024/2023 | 2024 | var % 2024/2023 | 2024 | var % 2024/2023 | |||
|
Nord |
11.504 | 0,5 | 8.393 | 1,1 | 1.738 | 1,0 | 5.449 | -1,0 | ||
|
Nord-ovest |
3.959 | 0,0 | 2.679 | 0,3 | 1.137 | 0,9 | 2.287 |
-2,8 |
||
|
Nord-est |
7.545 | 0,8 | 5.714 | 1,5 | 601 | 1,3 | 3.162 |
0,3 |
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|
Centro |
9.626 | 0,5 | 8.534 | 0,7 | 3.020 | 3,8 | 3.865 | 2,0 | ||
|
Mezzogiorno |
5.230 | 2,5 | 4.522 | 3,0 | 1.992 | 4,8 | 3.778 |
1,3 |
||
| Sud | 3.340 | 0,6 | 2.845 | 1,1 | 1.175 | 1,5 | 2.580 |
0,5 |
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| Isole | 1.890 | 6,1 | 1.677 | 6,5 | 817 | 10,1 | 1.198 |
3,2 |
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| Italia | 26.360 | 0,9 | 21.449 | 1,4 | 6.750 | 3,4 | 13.092 |
0,5 |
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Toscana sempre leader
Con 11.504 aziende (43,5% del totale), in Nord si conferma il territorio con la più alta dotazione di strutture agrituristiche: di queste poco più di 7.540 si trovano nelle regioni del Nord-est. Seguono il Centro con 9.626 aziende (36,5%) e il Mezzogiorno, con poco più di 5.230 aziende (19,8%). Di queste ultime, 3.340 operano nelle Regioni del Sud e 1.890 nelle Isole. La Toscana resta la regione con più agriturismi (22,2%) a livello nazionale, seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (13%). In questi due territori si concentra oltre un terzo del totale delle strutture presenti nel Paese. Tra le altre regioni dotate di una quota rilevante di strutture si segnalano: Lombardia (6,5%), Veneto (6,4%), Piemonte (5,6%), Umbria (5,1%) e Lazio (5%).
Sicilia in grande crescita, male la Valle d'Aosta
I tassi di crescita del numero di aziende agrituristiche evidenziano un maggiore dinamismo del Mezzogiorno che, rispetto al 2023, registra una crescita del 2,5%, mentre nel Nord e nel Centro la crescita è stata dello 0,5%. All’interno del Mezzogiorno crescono significativamente le due Isole (+6,1%), e in particolare la Sicilia (+8,9%), mentre la Sardegna cresce del 2,6%. Oltre a queste due regioni, si segnala l’incremento della dotazione di strutture agrituristiche in Basilicata (+3,3%), Campania (+2,2%) e Piemonte (+2%). Quattro delle prime cinque posizioni per tasso di crescita delle aziende agricole sono occupate da Regioni del Mezzogiorno.
Il numero delle aziende agrituristiche aumenta dell’1,6% in Veneto e dell’1,1% in Toscana e Umbria. A diminuire significativamente sono le aziende della Valle d’Aosta (-8,9%), in flessione anche quelle della Calabria (-2,1%), del Lazio (-1,8%) e della Lombardia (-1,1%).
Nel complesso, si rileva un aumento dell’interesse imprenditoriale per l’agriturismo nelle Isole e in alcune regioni del Sud, una possibile saturazione nei territori a più antica vocazione agrituristica, come Toscana, Umbria e provincia di Bolzano e una leggera flessione in alcune regioni del Nord e del Centro, in particolare la Lombardia e il Lazio.
Sale l'offerta di alloggi e degustazione
Le aziende agrituristiche che offrono alloggio sono poco più di 21.440 (81,4% del totale). Tra queste, il 39,8% si trova nel Centro, il 26,6% nel Nord-est, il 13,3% nel Sud, il 12,5% nel Nord-ovest e il 7,8% nelle Isole. Rispetto al 2023, le strutture con alloggio sono aumentate dell’1,4%. La crescita maggiore è nelle Isole (+6,5%), seguite dal Nord-est (+1,5%) e dal Sud (+1,1%), mentre nelle altre macroaree la variazione è pressoché nulla.
Analogamente allo scorso anno, la Toscana si conferma la regione con il maggior numero di agriturismi con alloggio (24,6% del totale nazionale), seguita dalla provincia di Bolzano (13,7%) e dall’Umbria (6%). In tutte le altre regioni la quota di questo tipo di aziende oscilla tra il 5,3% del Veneto e lo 0,2% della Valle d’Aosta.
Le aziende agrituristiche autorizzate all’attività di degustazione sono 6.750 e il 44,7% si trova nel Centro. Le strutture che offrono soltanto degustazione sono 153.
Nel 2024 gli agriturismi che offrono servizi di ristorazione (agri-ristoranti) sono poco più di 13mila, circa il 50% del totale, registrando un leggero aumento rispetto al 2023 (+0,5%) La crescita più significativa si osserva, ancora una volta, nelle Isole (+3,2%).
Il 29,5% degli agri-ristoranti si trova nel Centro, il 24,1% nel Nord-est, il 19,7% nel Sud, il 17,5% nel Nord-ovest e il 9,2% nelle Isole. Le Regioni nelle quali è maggiormente presente questo tipo di strutture sono la Toscana (16,7%), la Lombardia (8,2%) e il Veneto (7,1%).
Turisti stranieri in aumento
Nel 2024 gli agrituristi sono stati oltre 4,7 milioni, in crescita del 4,3% rispetto all’anno precedente. Sempre nel 2024, le presenze hanno superato 17,1 milioni di notti, con un incremento del 3,2% rispetto al 2023. La permanenza media nelle strutture agrituristiche è stata di 3,6 giorni; per gli ospiti italiani e stranieri è rispettivamente di 3 e 4,2 giorni.
Nel complesso, le strutture del Centro e del Nord-est ospitano il 72,2% degli agrituristi (rispettivamente il 39,3% e il 32,9%). La Toscana, con il 28,1% del totale degli agrituristi, si conferma al primo posto come attrattività territoriale, seguita dal Trentino-Alto Adige (17%), dove la Provincia autonoma di Bolzano accoglie poco meno dell’80% degli arrivi nella Regione.
Per tutte le altre Regioni, l’incidenza sul totale nazionale degli agrituristi resta inferiore al 10% e varia tra lo 0,1% del Molise e il 9,8% del Veneto. Le regioni del Mezzogiorno più attrattive sono la Sicilia (5,4%) e la Puglia (4,7%).
Nel 2024 meno della metà (45,2%) degli ospiti nelle strutture agrituristiche è costituita da italiani (erano il 49% lo scorso anno). Si conferma quindi una maggiore internazionalizzazione della clientela: il 54,8% degli agrituristi proviene infatti dall’estero.
Gli arrivi dall’estero sul totale degli arrivi prevalgono nel Nord-est (60,5%), nelle Isole (56%) e nel Centro (54%) mentre, nel Nord-ovest e nel Sud, gli agrituristi stranieri sono, rispettivamente, il 48,5% il 44,1%. Nel complesso, rispetto al 2023, si registra un aumento del 12,1% degli agrituristi stranieri. Questa crescita interessa tutte le macroaree, con valori compresi tra l’8,5% del Nord-ovest e il 15,7% delle Isole.
Il 42% degli arrivi e il 52% delle presenze si concentra in 382 Comuni agrituristici della Toscana e della provincia di Bolzano (pari al 4,8% del totale dei Comuni italiani e al 7,6% di quelli con attività agrituristica). L’indice di ricettività (misurato dal rapporto tra arrivi e aziende agrituristiche con alloggio) a livello nazionale è pari a 220 agrituristi per struttura e raggiunge il valore più elevato nel Nord-est (272), seguito dal Nord-ovest (243), dal Centro (217), dalle Isole (187) e dal Sud (121).










