Creare un mercato volontario dei crediti di carbonio dedicato al settore agricolo. È l’obiettivo di fondo del progetto Geco 2.2 (Green Economy and CO2.2), un'iniziativa europea finanziata dal programma Interreg Italia-Croazia. Il progetto promuove pratiche agricole sostenibili volte a incrementare la capacità di stoccaggio del carbonio nel suolo e nella biomassa, rafforzando così la resilienza delle aziende agricole di fronte a eventi climatici estremi, come alluvioni e siccità. Punta, quindi, a creare meccanismi regionali per consentire ad aziende di compensare le proprie emissioni tramite crediti di carbonio regionali generati dagli agricoltori e a sviluppare un modello di mercato replicabile a livello europeo.
Geco 2.2, per un mercato dei crediti di carbonio
Il progetto Geco 2.2 trova le proprie radici nel Regolamento (UE) 2024/3012 del Parlamento europeo che, ha spiegato Vincenzo Verrastro, amministratore scientifico del Ciheam di Bari, istituisce un quadro di certificazione dell’Unione europea per gli assorbimenti permanenti di carbonio, la carboniocoltura e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti.
«L’Ue ha voluto fornire agli Stati membri una regolamentazione univoca che possa sia favorire l’erogazione di finanziamenti pubblici sulla base dei risultati, sia promuovere un mercato volontario del carbonio basato su standard rigorosi, trasparenti e verificabili.
Il Regolamento UE promuove le tecnologie innovative e sostenibili per la rimozione del carbonio in agricoltura e contribuire agli obiettivi climatici, ambientali e di inquinamento zero dell’Unione europea.
Il Regolamento consente di orientare un sostegno più efficace e basato sui risultati verso le attività di sequestro del carbonio nei suoli agricoli e forestali in grado di contribuire al conseguimento di tale obiettivo.
Con questo documento, l’Europa riconosce il ruolo della carbon farming come forma di “business verde”, che aumenta il sequestro di carbonio della biomassa e nei suoli, riduce le emissioni e garantisce cobenefici (come ad esempio la fertilità e la biodiversità) e per tale motivo lo incentiva tramite iniziative pubbliche o private».
Requisiti importanti: QU.A.L.ITY
I requisiti richiesti dal Regolamento europeo sono racchiusi nell’acronimo QU.A.L.ITY.
- QUantificazione: è fondamentale poter misurare e dimostrare con precisione il beneficio ambientale ottenuto (Art. 4)
- Addizionalità: le pratiche devono andare oltre gli obblighi normativi esistenti, altrimenti non possono generare crediti (Art. 5)
- Long term storage & monitoraggio: per quantificare l'impatto dell’assorbimento è necessario un monitoraggio costante basato sui dati (Art. 6)
- SostenibilITÀ: le attività di assorbimento devono contribuire a obiettivi di sostenibilità quali l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’economia circolare e la Biodiversità (Art.7)
- VerificabilITÀ: l'intero processo deve essere verificabile da enti di certificazione indipendenti (Art. 8)
Da Geco 2 a Geco 2.2
Il nuovo progetto (Geco 2.2) aggiorna gli strumenti IT del precedente progetto Geco 2 e favorisce la creazione di nuovi mercati volontari regionali in modo più affidabile e duraturi, con il doppio obiettivo di:
- aumentare l'adattamento al cambiamento climatico adottando pratiche agricole più efficienti e resilienti al carbonio e alla materia organica (Carbon Farming)
- contribuire all'implementazione di "schemi di certificazione" come definiti dal Reg. 3012/2024 e sui gestori dei crediti di carbonio.
Uno schema di certificazione
GECO 2.2 sviluppa un "schema di certificazione" secondo l'Articolo 9 del Reg. 3012/2024 e genera poi un mercato volontario per i crediti di carbonio nell'agricoltura transfrontaliera tra due paesi europei. Verra è un ente che certifica e gestisce il registro dei crediti di carbonio generati dai progetti per ridurre le emissioni, secondo le pratiche di coltivazione del carbonio; è il punto di riferimento globale per la certificazione del carbonio (Vcs)
- Dati del suolo: Geco2.2 registra profondità, drenaggio, pH, consistenza, materia organica - VERRA aggiunge il valore del carbonio organico (Soc) del suolo
- Gestione delle colture e dei campi: Geco2.2 favorisce le colture arboree, considera l'età del frutteto, la fine dei residui di biomassa, i tipi di lavori del lavoro, la presenza di colture di copertura – oltre a Verra che analizza anche le colture coltivabili
- Input agronomici: Geco2.2 parte da fertilizzanti sintetici e organici; include pesticidi non richiesti da Verra: esiste un Gap chiave per il calcolo della base del fertilizzante
- Uso energetico: Verra richiede dati sui combustibili fossili (diesel, benzina) che costituiscono la base del progetto; Geco2.2 raccoglie tutti i dati aggiornati ma crea la base che include anche le energie rinnovabili. Il biodiesel non è rilevante per Verra
- Pratiche di conservazione: Verra fornisce documentazione dettagliata delle pratiche (lavorazione diretta, colture di copertura, compostaggio, servizi ecosistemici). Geco2.2 tiene traccia di questo ma utilizza il "numero di casi sviluppati" come indicatore, cosa che Verra non richiede












