Innovazione tecnologica avanti piano. Cresce la Sau bio

droni
Presentati a Verona i dati dell'Osservatorio Agrofarma. Si riduce l'impiego di agrofarmaci e aumenta il fatturato delle biotecnologie

L’agricoltura italiana attraversa una fase di profonda trasformazione, guidata dall’innovazione tecnologica, dall’espansione del biologico e dalla crescita del settore delle biotecnologie. È questa la fotografia che emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio Agrofarma, un report che ogni sei mesi fornisce informazioni sullo stato dell'arte dell'agricoltura italiana e del comparto agricolo. La responsabilità scientifica del progetto è stata affidata ad Areté, The Agri-food intelligence company, società indipendente di ricerca, analisi e consulenza economica interamente specializzata sui settori agricoltura e food.

Riprendono gli investimenti in innovazione

Parlando di innovazione, l’Osservatorio Agrofarma richiama anche i dati dell’Osservatorio
Smart AgriFood – Politecnico di Milano e Università di Brescia, che evidenziano una ripresa
del mercato dell’Agricoltura 4.0. Cresce la fiducia tra le aziende utilizzatrici, che riportano
benefici concreti e misurabili dalle soluzioni digitali adottate. Guardando invece alle tecnologie emergenti, le sperimentazioni regionali sui droni avviate dal 2022 stanno dando esiti molto positivi, soprattutto su vite, olivo e colture ad alto valore.

L’impiego delle più moderne tecnologie permette di ottimizzare l’uso degli agrofarmaci, un
principio pienamente coerente con le migliori pratiche agronomiche e che supera il semplice
concetto di riduzione, puntando invece su precisione, efficacia e sostenibilità.

Aumentano le superfici coltivate in biologico

Relativamente all’agricoltura biologica, il nuovo report fa emergere un ulteriore aumento delle superfici coltivate con metodo biologico, che con oltre 2,5 milioni di ettari rappresentano ormai il 20,9% della Sau nazionale nel 2024, un valore significativamente superiore alla media europea dell’11,7%. Le colture biologiche più diffuse in Italia sono foraggere, prati e pascoli, e cereali. Otto delle prime dieci regioni per peso percentuale delle aree destinate ad agricoltura biologica sulla Sau totale sono localizzate al centro-sud.

Biotecnologie pronte a spiccare il volo

Il biotech italiano continua la sua corsa e si conferma uno degli assi strategici per migliorare produttività, qualità e sostenibilità: nel 2024 il comparto raggiunge un fatturato di 53,4 miliardi di euro (+5%). Nello stesso anno gli addetti impiegati dal settore sono cresciuti del 4%. Tecniche come genome editing e cisgenesi aprono a soluzioni sempre più mirate e avanzate per affrontare malattie, stress climatici e riduzione degli input. L’area agroalimentare e zootecnica è quella più rappresentata: 65% delle imprese opera in questo ambito generando oltre 27 miliardi di euro di fattura.

Settore primario in transizione

«I nuovi dati confermano la trasformazione strutturale dell’agricoltura italiana: innovazione
digitale, biologico e biotecnologie non sono più traiettorie alternative, ma leve complementari per aumentare produttività delle imprese e sostenere la sostenibilità dell’intera filiera – ha dichiarato il presidente di Agrofarma-Federchimica Paolo Tassani –. La sfida oggi è accompagnare questo cambiamento con un quadro normativo chiaro, che aiuti la competitività dell’agricoltura italiana ed europea».

«Quanto emerge dall’analisi semestrale è un comparto agricolo che crede nelle soluzioni
digitali, su cui sta facendo leva per rispondere alle sfide normative e per efficientare, pur
scontrandosi ad oggi con un quadro regolatorio che necessiterebbe di semplificazioni,
soprattutto in materia di sperimentazione – ha affermato la Ceo di Areté Enrica Gentile –. Dall’altro lato, un’industria degli agrofarmaci che continua ad investire in modo importante e che registra ottime performances economiche, confermando che il settore sta rispondendo alle sfide di questi anni con proattività e apertura al cambiamento».

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