Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo che aggiorna la normativa italiana sui controlli relativi all'impiego di sostanze farmacologicamente attive autorizzate come medicinali veterinari o additivi per mangimi.
Il provvedimento adegua l'ordinamento nazionale alle disposizioni contenute nei regolamenti europei 2022/1644 e 2022/1646 e recepisce il nuovo quadro normativo comunitario in materia di controlli ufficiali sui residui negli animali destinati alla produzione alimentare e nei prodotti di origine animale.
L'obiettivo è garantire un sistema di controlli armonizzato e aggiornato, superando il precedente assetto normativo derivante dalla direttiva 96/23/CE, nel frattempo abrogata dall'Unione europea.
Il ruolo del Piano nazionale residui
Uno dei punti cardine del decreto riguarda il riordino del Piano Nazionale Residui (PNR), che diventa lo strumento di riferimento per la programmazione, l'esecuzione e la rendicontazione dei controlli ufficiali.
Il Piano sarà articolato in tre sezioni. La prima è il piano mirato, basato sull'analisi del rischio e finalizzato a verificare il rispetto della normativa europea e dei limiti di residui consentiti. La seconda è il piano di sorveglianza, fondato su controlli casuali destinati al monitoraggio di un ampio numero di sostanze. La terza riguarda invece i controlli sugli animali e sui prodotti provenienti dai Paesi terzi, anch'essi programmati secondo criteri di rischio.
Il numero minimo di campioni da analizzare continuerà a essere stabilito a livello europeo sulla base dei volumi produttivi, della consistenza degli allevamenti e dei flussi di importazione. La programmazione annuale terrà inoltre conto di eventuali non conformità riscontrate negli anni precedenti e di segnalazioni provenienti dai territori.
Controlli digitalizzati e coordinamento tra Stato e Regioni
Il decreto punta anche a razionalizzare la normativa esistente, eliminando sovrapposizioni e disposizioni non più coerenti con il quadro europeo.
Vengono inoltre riordinate competenze e responsabilità delle diverse autorità coinvolte nei controlli, nel rispetto della ripartizione delle funzioni tra Stato e Regioni.
Le attività di monitoraggio e rendicontazione saranno gestite attraverso il sistema informatico NSIS/RaDISAN, con l'obiettivo di garantire maggiore tracciabilità, uniformità dei dati e integrazione delle informazioni a livello nazionale ed europeo.












