Fertilizzante dai sottoprodotti della lavorazione delle barbabietole

fertilizzante
Le calci di defecazione sono diventate un fertilizzante granulare standardizzato con l'aggiunta di elementi nutritivi, adatte alla distribuzione meccanizzata, facilmente manipolabili e conservabili

Trasformare i sottoprodotti della lavorazione delle barbabietole da zucchero in fertilizzante per produrre nuovo valore e chiudere il cerchio dell'economia circolare. Questo lo scopo del nuovo accordo tra Timac Agro Italia e Coprob che hanno deciso di unire le loro competenze per ridurre al minimo l'impatto dell'agricoltura sugli ecosistemi e sul cambiamento climatico, limitare gli sprechi e "restituire energia alla terra".

 

 

La partnership consiste nella creazione di un concime per la nutrizione vegetale in grado di valorizzare i sottoprodotti dell'industria saccarifera italiana, integrando il modello di economia circolare basato sul riutilizzo delle cosiddette "calci di defecazione" per  valorizzare un sottoprodotto dell'industria agroalimentare, ottimizzarne l'impiego in tempistiche e quantità e offrire una soluzione fertilizzante avanzata alle aziende agricole.

Ammendante granulare dalle calci di defecazione

Le calci di defecazione, sottoprodotto della lavorazione industriale della barbabietola da zucchero, storicamente sono state utilizzate nella loro forma grezza come ammendante del suolo, con l'obiettivo di migliorarne le caratteristiche fisiche e chimiche. Finora, tuttavia, non è stato possibile valorizzare pienamente questo residuo di produzione a causa delle numerose limitazioni dovute alla sua forma fisica e relativa gestione.

Ora, invece, grazie alla tecnologia Energeo e al know-how industriale di Timac Agro Italia, le calci sono diventate un fertilizzante granulare standardizzato con l'aggiunta di elementi nutritivi fondamentali per lo sviluppo vegetale, disponibili tutto l'anno e su tutto il territorio nazionale, adatte alla distribuzione meccanizzata, facilmente manipolabili e maggiormente conservabili. Una filosofia di produzione che consente un uso efficiente delle risorse, rappresenta un valore aggiunto per l'agricoltura e un aiuto concreto per l'ambiente.

Coprob, in cinque anni filiera sostenibile e tracciata in digitale

«Il progetto si inserisce nel piano della cooperativa che punta, nei prossimi 3-5 anni, a una filiera bieticola sostenibile e bio, tracciata digitalmente dal campo alla tavola e già avviata nel 2020 con i primi 5.000 ettari – ha spiegato il presidente di Coprob Claudio Gallerani –. Il nuovo fertilizzante elaborato da Timac Agro Italia partendo dal sottoprodotto della lavorazione chiude un processo di economia circolare prezioso per l'agricoltura italiana, bisognosa di fertilizzanti ricchi di sostanza organica di origine naturale. Le prove in pieno campo fatte questo anno hanno dato risultati molto buoni – ha precisato Gallerani –dimostrando che questo prodotto, già disponibile dalla prossima campagna, è ottimo per la nutrizione delle nostre piante e pertanto lo consigliamo ai nostri soci agricoltori».

Timac Agro, ricerca e innovazione per un'agricoltura più efficiente

«Per far fronte alla domanda legata alla sicurezza alimentare globale, oggi più che mai si impone la necessità di un'agricoltura tecnologica ed efficiente in grado di valorizzare al  meglio gli aspetti positivi e di esprimere pienamente il proprio potenziale produttivo, nel pieno rispetto delle risorse naturali a disposizione – ha spiegato l'ad di Timac Agro Italia Pierluigi Sassi – avvalendoci del supporto del Centro Mondiale dell'Innovazione (Cmi) Roullier, il più grande centro di ricerca privato a livello europeo, abbiamo sviluppato la tecnologia Energeo, studiata per aumentare l'efficienza dei nutrienti, la conservazione e rigenerazione della sostanza organica, l'attivazione della fisiologia delle piante e per preservare l'ottimale equilibrio energetico del suolo».

«Il progetto "Restituire energia alla Terra" è stato elaborato nel segno della collaborazione italo-francese proprio unendo le nostre competenze e in virtù della solida intesa con Coprob – ha evidenziato Sassi – a soluzione innovativa individuata da Coprob e Timac Agro Italia aumenta le rese e la qualità delle produzioni a vantaggio della filiera, ma soprattutto dell'ambiente: il riutilizzo di un residuo di produzione come materia prima abbassa le emissioni totali calcolate sul ciclo di vita del prodotto fertilizzante».

Fertilizzante dai sottoprodotti della lavorazione delle barbabietole - Ultima modifica: 2021-01-08T10:22:11+01:00 da Simone Martarello

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