Dazi Ue-Usa, dall’11 marzo stop per quattro mesi

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Ne beneficeranno in particolare i principali formaggi Dop e i salumi. Si lavora per superare del tutto il sistema delle tariffe imposte per la vicenda Airbus-Boeing

La tregua era stata decisa nei giorni scorsi. Mancava solo la data d'inizio. Ora c'è anche quella. Da giovedì 11 marzo i dazi imposti dagli Stati Uniti su alcuni grandi formaggi italiani, salumi e liquori saranno sospesi per quattro mesi. Quindi fino al 10 luglio. Una boccata d'ossigeno per le nostre esportazioni, soprattutto dopo questo lungo periodo di consumi ridotti a causa della pandemia. Ovviamente la speranza è che nel frattempo si trovi un'intesa per l'eliminazione definitiva dei balzelli.

«Anche Washington conferma, dalla mezzanotte dell'11 marzo – scrive l'europarlamentare Paolo De Castro – scatterà la sospensione dei dazi per nostri produttori agroalimentari che non dovranno più pagare per la disputa Airbus-Boeing. Ora al lavoro per raggiungere un accordo che porti quanto prima ad una soluzione duratura».

 

 

Grana Padano e Parmigiano Reggiano, i consorzi esultano

«Ed è già in fermento tutto il comparto caseario nazionale per questa ripartenza dell'export. Oltreoceano già inizia lo stoccaggio di forme di Grana Padano ma speriamo in un'intesa – commenta il direttore generale del Consorzio di Tutela del Grana Padano Stefano Berni –. Per il Grana Padano Dop e le eccellenze alimentari italiane significa un nuovo inizio in una situazione così difficile per l'economia di tutto il pianeta,
– sottolinea –. I dazi aggiuntivi del 25% sui costi di ingresso su 160mila forme di Grana Padano esportato negli Stati Uniti hanno pesato – precisa Berni – per oltre 16 milioni di euro sul prezzo complessivo del prodotto, pari a 65 milioni».

Entusiasmo palpabile anche a Reggio Emilia, nella sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano: "Gli Usa rappresentano il primo mercato export, una quota del 20% del totale export pari a circa 12 mila tonnellate di prodotto e ci auguriamo che l'amministrazione Biden metta fine a questo contenzioso commerciale che non è più sostenibile", sottolinea Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

Anche il Consorzio Tutela Formaggio Asiago punta sulla ripresa dei flussi internazionali. L'Italia è il primo fornitore straniero di formaggi per gli Usa (circa 38.000 tonnellate nel 2019, per un controvalore di quasi 350 milioni di euro) mentre gli Usa sono la prima destinazione extra Ue per le imprese italiane. A essere colpiti, ricorda Assolatte, Grana Padano e Parmigiano Reggiano (-24% in valore), Provolone -20%, Asiago -31%, Gorgonzola -13%.

Riparte la richiesta di salumi

«Dal nostro osservatorio – fa sapere Lisa Ferrarini, presidente dell'omonimo gruppo – stiamo vedendo una buona vivacità nella richiesta dai nostri clienti negli States. Oltre ai consumi delle famiglie sta ripartendo la richiesta da parte del mondo della ristorazione,
grazie ad una campagna vaccinale entrata nel vivo, dopo mesi di blocco totale».

Ora gli operatori italiani auspicano un'intesa definitiva che porterebbe in salvo dalle tariffe aggiuntive del 25% una lista di prodotti nazionali che oltre ai formaggi comprende anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello per un valore di circa mezzo miliardo di euro.

Dazi Ue-Usa, dall’11 marzo stop per quattro mesi - Ultima modifica: 2021-03-10T20:16:43+01:00 da Simone Martarello

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