La fine delle quote non ha ucciso la bietola da zucchero

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Prezzi in calo per quattro anni e poi una timida ripresa. Se il settore dello zucchero dell'Ue è riuscito a resistere alla fine del regime delle quote, allora vuol dire che è proprio resiliente. Uno studio finanziato dalla Commissione Europea e realizzato da Areté e IHS Markit analizza come hanno reagito i diversi Paesi Ue all’impatto della fine delle politiche di protezione e le prospettive di differenziazione e valorizzazione del prossimo futuro

Come sta la barbabietola da zucchero?

Era al centro di una delle filiere agroalimentari più integrate e agguerrite dell’Unione europea, poi è quasi sparita, almeno nel nostro Paese. Ma grazie a idee nuove e all’impegno di produttori e trasformatori sta rinascendo attorno a nuovi progetti.zucchero

È ancora dolce il futuro di questa coltura? Uno studio finanziato dalla Commissione Europea e realizzato da Areté e IHS Markit ha analizzato le strategie di adattamento di questa filiera in seguito alla fine del regime delle quote nel 2017 e le prospettive nel breve medio periodo.

Un’analisi che fa seguito alle conclusioni del gruppo di alto livello sullo zucchero, che ha raccomandato alla Commissione europea di avviare una revisione globale delle possibili strategie per migliorare la resilienza del mercato del settore.

(clicca per accedere allo studio in inglese)

L’esplosione dell’offerta

Dallo studio emerge che la campagna di commercializzazione 2017/18, che ha seguito la fine delle quote, ha combinato rese superiori alla media con strategie espansive di alcuni produttori di zucchero dell'Ue, determinando una produzione di zucchero eccezionalmente elevata.

I prezzi dello zucchero in Europa negli ultimi 15 anni

Questa offerta eccessiva ha determinato un calo significativo dei prezzi dello zucchero sul mercato internazionale, provocando un periodo di quattro anni di prezzi bassi dello zucchero sul mercato dell'UE. Nel complesso, gli attori della filiera dello zucchero dell'Ue hanno subito un importante calo della redditività, ma il settore nel suo insieme è riuscito a resistere alla tempesta, suggerendo una resilienza complessivamente soddisfacente con alcune differenze a livello nazionale.

Verso un nuovo punto di equilibrio

L'adeguamento al ribasso della produzione di zucchero e il moderato aumento dei prezzi dell’ultimo periodo indicano che il mercato dello zucchero dell'UE è segnala di un possibile nuovo punto di equilibrio.

Tra i fattori che contribuiscono alla resilienza del settore dello zucchero emergono:

  • la competitività dei costi nelle fasi di produzione e trasformazione;
  • gli accordi contrattuali
  • la capacità di pianificazione, che ha garantito stabilità e redditività per tutti gli attori;
  • la capacità di diversificazione in base alle dimensioni degli attori.

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Tra i punti di debolezza, al contrario, emergono i livelli di produttività estremamente eterogenei tra gli Stati membri, con rese di barbabietola da zucchero molto basse soprattutto nei Paesi del Sud Europa, ma anche la breve durata delle campagne di trasformazione.

Per quanto riguarda gli strumenti di gestione del rischio e le strategie di adattamento, lo studio ha confermato l'efficacia di pratiche agricole specifiche e dell'assicurazione delle colture nell'affrontare la volatilità dei prezzi.

I prezzi nei diversi Paesi

Redditività al lumicino

Lo studio ha concluso che la fine del sistema delle quote di zucchero dell'UE, unita all'eliminazione di un prezzo minimo per la barbabietola da zucchero, ha avuto solo effetti indiretti sulla redditività economica della filiera dello zucchero dell'UE. Anche indirettamente, ha comunque contribuito a ridurre i margini e la redditività dei bieticoltori e dei produttori di zucchero. Questa situazione è comunque in miglioramento grazie ai recenti sviluppi positivi nel settore.

Continuare sulla strada del sostegno accoppiato

Positivi sono risultati i meccanismi di regolamentazione delle importazioni previsti dal diritto dell'UE che hanno svolto un ruolo fondamentale nell'affrontare gli shock esterni evitando crolli repentini di redditività per gli operatori. In termini di politica agricola, lo studio ha rilevato che il sostegno accoppiato volontario alla barbabietola da zucchero, previsto anche nel nostro Paese ha contribuito efficacemente a salvaguardare la redditività della bieticoltura negli 11 Stati membri in cui è stato concesso. È stato riscontrato che i pagamenti diretti disaccoppiati svolgono un ruolo importante nella stabilizzazione del reddito dei coltivatori di barbabietola da zucchero, migliorando la resilienza del settore.


La ripartizione degli aiuti accoppiati in Europa

Nel periodo 2015-2019 l'importo complessivo dei sostegni accoppiati per la barbabietola da zucchero ha oscillato intorno a 180 milioni di euro all'anno e i pagamenti dei singoli Stati membri sono rimasti invariati, ad eccezione della Grecia (+13,9%); Croazia (+36,2%), Italia (+31,5%) e Lituania (che li ha introdotti dal 2017).

Suddivisione degli aiuti accoppiati tra i Paesi membri Ue nel 2019

Nel 2019 la superficie di barbabietola da zucchero nell'UE sostenuta con i premi accoppiati ammontava a 431mila ha, ben al di sotto della quota storica di 509mila ha. Questa sottoutilizzazione della superficie massima di riferimento suggerisce che la difficoltà nel settore della barbabietola da zucchero negli Stati membri interessati, a causa della quale viene concesso l'aiuto, sembra persistere. Pertanto, secondo il meccanismo di sostegno, la quantità concessa per ettaro di barbabietola da zucchero è proporzionalmente superiore alla stima precedente. Pertanto, fintanto che l'effettiva superficie di supporto rimane al di sotto del numero (storico) di ettari, gli agricoltori ottengono pagamenti proporzionalmente più elevati rispetto alla stima precedente.

La fine delle quote non ha ucciso la bietola da zucchero - Ultima modifica: 2022-02-02T22:55:48+01:00 da Lorenzo Tosi

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