La soia americana invade l’Europa

soia americana
Soia americana
Effetto dazi cinesi: dopo l'accordo tra Juncker e Trump di questa estate, l'Unione europea è diventata la maggiore destinazione dell'export a stelle e strisce. L'import di soia è così raddoppiato, ma il Commissario Hogan è contento

L’accordo di luglio 2018 tra Claude Juncker e Donald Trump sul commercio (leggi qui i dettagli) sta dando i suoi risultati e sono ottimi per i produttori d’oltreoceano (meno per i nostri soicoltori) in quanto la quota di soia americana in Europa è più che raddoppiata rispetto a quella del 2017.

soia americana
Il vertice tra Jean Claude Juncker e Donald Trump

La Commissione europea ha infatti pubblicato gli ultimi dati sulle importazioni dell'UE di semi di soia dagli Stati Uniti, mostrando un aumento del 100% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Volumi raddoppiati

In particolare gli Stati Uniti sono diventati il principale fornitore europeo di semi di soia, raggiungendo una quota del 69% rispetto al 38% dello stesso periodo dell'anno scorso e cioè da luglio a fine novembre 2017.

soia americana
Il raddoppio dell'import Ue (Fonte: Commissione europea)

Durante questo periodo dell'anno scorso, l'UE aveva importato 1.868.652 tonnellate di soia statunitense mentre le attuali importazioni raggiungono ora un picco di 3.722.860 tonnellate. Ciò significa anche che l'UE è ora di gran lunga la principale destinazione delle esportazioni di soia degli Stati Uniti (27%), seguita da Argentina e Messico ognuna delle quali rappresenta il 10%.

Le importazioni di soia in Europa dagli Usa hanno quindi superato di gran lunga quelle storiche provenienti dal Brasile che ora copre 'solo' il 25% dell’import di soia europeo. Seguono con quote comprese fra l'1 e il 2% Canada, Paraguay e Uruguay.

La soddisfazione di Hogan

soia americana

Il Commissario all'agricoltura, Phil Hogan, ha  dichiarato: «A causa di fattori climatici e di mercato, la produzione di colture proteiche europee non è sufficiente a coprire la crescente domanda. Quando si tratta di soia, l'autosufficienza dell'UE ammonta solo al 5%. Così, mentre guardiamo allo sviluppo del nostro potenziale di crescita per le proteine ​​vegetali coltivate nell'UE, continueremo a importare soia dai nostri partner, compresi gli Stati Uniti che ora sono il nostro principale fornitore».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome