Periti agrari, Toscana e Umbria fanno squadra

Stretta di mano tra i periti agrari di Toscana e Umbria, da oggi riuniti nella stessa federazione, un esempio di coesione che potrebbe essere contagioso.
Con la firma di oggi nasce una federazione che riunisce 1.200 professionisti tra periti agrari e periti agrari laureati di Toscana e Umbria. Una coesione che darà più forza alla tutela di una professione sempre più decisiva per l’evoluzione di un comparto economico come quello agricolo, chiamato alla doppia sfida della transizione ecologica e digitale

Ne è passato di tempo, quasi cento anni, da quel 25 novembre 1929, quando con Regio Decreto veniva sancita la nascita dell'Albo dei Periti Agrari, conferendo dignità ad una figura che aveva iniziato a dare il proprio sostegno allo sviluppo economico e sociale del Paese già dalla seconda metà dell'Ottocento, grazie all'avvio dell'attività, agli albori dell'unità nazionale, delle prime scuole pratiche di agricoltura.

Una istituzione, quella del Collegio professionale, che arrivava peraltro dopo un periodo di transizione durato quattro anni, passaggio ben documentato nel volume "Da fattori a periti agrari" (Isuc, 2011) a cura di Manuel Vaquero Pineiro, docente di storia economica presso l'Università di Perugia.

L’evoluzione della professione

È passato dunque quasi un secolo, durante il quale è cambiato tutto, incluso "Il mestiere più antico del mondo", quello dell'agricoltura, tanto per richiamare alla memoria un altro buon libro in tema, stavolta a firma di Antonio Leotti.

E con il tempo è cambiata a fondo, prima in modo lento e graduale, in tempi recenti in maniera sempre più veloce e tumultuosa, la professione del perito agrario, figura che ha contribuito con le sue molteplici competenze alla modernizzazione dell'agricoltura italiana nelle tante articolazioni che caratterizzano il comparto.

Il supporto del Collegio

Anche il Collegio, espressione di una comunità di tecnici caratterizzata da professionalità sempre più ampie e al tempo stesso più specifiche, è coinvolto in questo processo di cambiamento, non solo in termini di attribuzioni ma soprattutto a livello di supporto dell'attività dei propri iscritti.

Da qui una riorganizzazione delle sue stesse articolazioni, al fine di fornire risposte coerenti alle innovazioni che il "mestiere" sta conoscendo all'interno di un settore agroalimentare in continua e rapida evoluzione, alla quale l'emergenza Covid ha dato ulteriore impulso.

Uniti si vince

Va in questa direzione la costituzione della Federazione dei Collegi dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati della Toscana e dell'Umbria, che rappresenterà oltre 1.200 professionisti degli ambiti territoriali di Siena, Arezzo e Firenze, di Grosseto, di Lucca, Pisa, Pistoia, Livorno, Massa Carrara e, appunto, dell'intera Umbria.

L'aggregazione dà forma a un percorso sostanziale già nei fatti da almeno un paio d'anni, durante i quali i quattro collegi costituenti la federazione hanno collaborato con l'obiettivo di migliorare l'aggiornamento professionale e la visibilità della professione. Numerosi sono stati infatti i corsi di formazione e di aggiornamento che in questo periodo sono stati organizzati: per ispettore biologico, consulente bio, prelazione agraria, fertilità dei suoli viticoli, tanto per citare i più partecipati, sia dai giovani iscritti che dai veterani.

Un percorso iniziato tre anni fa

I Presidenti dei Collegi dei Periti agrari di Umbria e Toscana riuniti per la firma della nascita della federazione

«Non sembri un obiettivo semplice e scontato - evidenzia Antonio Sacchini, coordinatore dei Collegi della Toscana - tanto è vero che ha richiesto appunto un percorso di avvicinamento iniziato il 7 novembre del 2019 a Grosseto, in un momento nel quale si stava quasi per interrompere il cammino del coordinamento toscano: per fortuna invece di tornare indietro abbiamo rilanciato».

Il processo, va spiegato, ha dovuto tenere conto delle norme che regolamentano la vita dei collegi e quella delle assemblee degli iscritti, cercando di allineare, attraverso i coordinamenti, le iniziative formali a quelle auspicabili. «Il rush finale - spiega Mirki Cinelli, presidente del Collegio di Grosseto - è iniziato la scorsa primavera, quando era ormai diffusa la consapevolezza che i tempi fossero maturi e si è iniziata la stesura dello statuto». L'ultimo passo, il più importante, è quello che porta la data di lunedì 22 novembre, giorno nel quale si è dato corso alla formalizzazione davanti al notaio.

«Il perito agrario - sottolinea Lorenzo Venturini, presidente del Collegio di Siena, Arezzo e Firenze - ha nell'intimo lo spirito di comunità, perché la comunità prevale sempre sul singolo e mai come oggi questo spirito porta ad unirci in una Federazione di colleghe e colleghi consapevoli che attraverso questa collaborazione si possa essere incisivi su più contesti». L'unione fa la forza, potrebbe essere lo slogan, un po' logoro ma sempre efficace.

Nasce una Federazione

La neonata Federazione avrà in estrema sintesi un ruolo di rappresentanza, potrà compiere studi, formare, assistere e supportare gli iscritti, affinché gli stessi possano continuare ad essere una parte attiva e propulsiva del comparto agroalimentare. «La formazione è uno dei pilastri della nostra professione - evidenzia Guido Salvadori, presidente del Collegio dell'Umbria - e costituisce un elemento imprescindibile affinché l'identità del perito agrario possa essere, un secolo dopo la sua istituzione, al passo con i tempi nuovi nei quali siamo chiamati a vivere e ad esercitare».

Sulla stessa frequenza Giulia Parri, presidente del Collegio di Lucca, Pisa, Pistoia, Livorno e Massa Carrara: «I periti agrari sanno che “il tempo che passa non torna” ed è per proprio per questo che dobbiamo guardare avanti, proponendoci quale parte attiva nel PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, all'interno del quale l'agricoltura rappresenta una componente importante in ambiti cruciali quali quelli della rigenerazione ambientale e paesaggistica, della valorizzazione della qualità delle produzioni, della certificazione e sicurezza delle filiere alimentari».

Per affrontare le nuove sfide, quindi, i periti agrari sono chiamati a fare sistema, in forma riveduta e corretta rispetto a quanto avvenuto cento anni fa con la nascita del Collegio. Oggi come allora, per essere protagonisti dei cambiamenti già avvenuti e delle trasformazioni che prepotenti si annunciavano - e si annunciano - alle porte.

Periti agrari, Toscana e Umbria fanno squadra - Ultima modifica: 2021-11-22T09:47:58+01:00 da Lorenzo Tosi

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