L'Unione europea e la Cina si stanno avvicinando a un accordo in grado di evitare un conflitto su presunte pratiche di dumping sui pannelli solari venduti in Europa. Lo riferiscono fonti vicine alla vicenda spiegando che l'intesa punta a trovare un prezzo minimo per gli importatori cinesi, sopra i costi di produzione.
"L'architettura dell'accordo c'è", ha detto una fonte vicina ai negoziati in corso a Pechino.
Una seconda fonte aggiunge che l'accordo proposto prevede, per i pannelli cinesi, una quota che non può essere venduta a un prezzo inferiore al costo di produzione.
Gli analisti dicono che la cifra è intorno a 0,59 dollari per watt nel 2012.
Secondo l'intesa, i pannelli venduti in eccesso rispetto alla quota fissata, sarebbero soggetti a dazi, benché il livello e l'ammontare sarebbero ancora in discussione, riferisce una terza fonte.
FOTOVOLTAICO
Ai negoziati in corso a Pechino l'intesa punterebbe a trovare un prezzo minimo per gli importatori cinesi, sopra i costi di produzione
Dalla stessa categoria
Biometano, il settore entra in una nuova fase
398 impianti ammessi agli incentivi per una capacità di 1,3 miliardi di metri cubi annui e 60 accordi già conclusi dal Cib. Serve costruire un mercato stabile, con contratti di lungo periodo e regole certe
Teledistacco: scatta l’obbligo e Il contributo pieno scade a fine anno
Per gli impianti tra 100 e 999 kW va installato il Controllore centrale d’impianto e attivata la funzione PF2 entro il 2027-2028. Il contributo forfettario, fino a 10.000 euro, si riduce però già da inizio 2027 e si azzera a metà anno
Biometano, nel Foggiano un impianto da 22,8 milioni di euro
Humina 3 trasformerà residui agricoli e reflui zootecnici in energia rinnovabile coinvolgendo le imprese del territorio
Agrivoltaico, la ricerca che indica la strada
Le prove condotte
in questi anni offrono elementi per valutare configurazioni,
rese colturali, sostenibilità economica
e criteri autorizzativi
La Consulta decide: legittimo vietare il fotovoltaico su suolo agricolo
La Corte costituzionale respinge i ricorsi del Tar Lazio: tutelare il suolo agricolo è compatibile con la transizione energetica. Restano ammessi gli impianti agrivoltaici sopraelevati e le deroghe previste dalla normativa












