Dieci azioni prioritarie per combattere il caporalato

La ministra Teresa Bellanova
Il ministro Bellanova mantiene le promesse: insedia un tavolo e fa partire un piano contro lo sfruttamento del lavoro richiamando la necessità di prevenire il fenomeno attraverso rapporti di filiera più equi. Copagri: «La legge va rivista sul piano sanzionatorio perché colpisce reati gravi e meno gravi con uguale intensità»

Parte un piano per la prevenzione e il contrasto del caporalato. Lo annuncia il Ministro Teresa Bellanova dopo l’insediamento del Tavolo Interistituzionale sul caporalato avvenuto oggi presso il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

A poco più di un mese dal suo arrivo al vertice del Ministero di XX Settembre, Teresa Bellanova ha mantenuto l’impegno che aveva dichiarato al momento della sua nomina a Ministro.

Il caporalato è mafia

All’epoca aveva infatti affidato ai social questo impegno «Fin dal primo giorno ho dichiarato che la lotta contro il caporalato è una delle priorità del mio lavoro al Ministero. Lo devo alle mie compagne braccianti. Quante di loro non hanno avuto un'occasione come quella che ho io. È per loro che devo impegnarmi, che lotterò a testa bassa per sradicare questo terribile fenomeno, che è mafia e criminalità».

«Finalmente lo Stato ha un piano di prevenzione e contrasto al caporalato- ha dichiarato Bellanova -, un lavoro che vede coinvolta tutta la filiera per mettere fuori gioco chi sfrutta». Due le priorità del Governo:

  • garantire protezione alle persone, lavoratrici e lavoratori italiani e stranieri cui vengono negati diritti fondamentali,
  • dare risposte alle legittime aspettative di migliaia di aziende agricole oneste, che sono la maggior parte, che chiedono forme più efficienti per reperire manodopera legale.

    La riunione del tavolo anti caporalato al Mipaaf

Servono armi nuove

Secondo Bellanova, se è ormai accertato che il caporalato non è altro che mafia, allora occorre combatterlo con armi nuove.

«Nel piano- ha annunciato il ministro -, ci sono 10 azioni prioritarie e impegni precisi, sui quali da subito dobbiamo metterci al lavoro. E poi c'è un metodo nuovo: contro il caporalato, soprattutto in alcune aree di emergenza, si dovrà intervenire d'ora in poi solo con azioni coordinate su alloggi, trasporti, intermediazione legale del lavoro, controlli».

Nel corso dell’insediamento del Tavolo sono state ricordate le recenti operazioni di contrasto eseguite nelle ultime settimane in varie aree del Paese. Nel potentino è stata smantellata una rete criminale che gestiva più di mille braccianti, negando i diritti più elementari dimostrando che la legge 199 funziona, per cui ora occorre rafforzare la prevenzione.

La prevenzione passa da un commercio più equo

Il Tavolo interistituzionale si riunirà la prossima settimana al Ministero del Lavoro dove la Ministra Bellanova insieme alle ministre Nunzia Catalfo (Lavoro) e Luciana Lamorgese (Interni) si confronteremo sulle azioni da svolgere.

Le linee operative tracciate oggi prevedono di agire in modo sistemico: repressione e prevenzione. E per quest’ultimo aspetto si punta ad una più equa distribuzione del valore nella filiera agroalimentare e a vere alleanze di filiera. «È il consumatore – stigmatizza Bellanova - che deve aiutarci a spezzare la catena dello sfruttamento, perché se un prodotto viene venduto sotto il costo di produzione, c'è qualcuno che quel costo lo paga».


Caldera (Copagri): «Bene il taglio pragmatico e operativo, ma la legge va rivista perché tratta allo steso modo reati gravi e meno»

«Prendiamo atto con soddisfazione, in attesa degli sviluppi e delle evoluzioni, dei contenuti della bozza di Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, del quale apprezziamo l’impostazione e il taglio di carattere decisamente pragmatico e operativo». Lo ha sottolineato il vicepresidente della Copagri Fabio Caldera intervenendo alla riunione di insediamento del tavolo interistituzionale di contrasto al caporalato.

Il tavolo per Copagri è uno strumento fondamentale per fare sintesi delle numerose istanze e proposte provenienti dagli attori in gioco ed è prioritario, come prevede la normativa, che si riunisca con cadenza regolare integrandosi con l’importante e già avviata attività della rete lavoro agricolo di qualità.

«Ribadiamo – prosegue Caldera - a tal proposito l’importanza del ruolo delle sezioni territoriali della rete e dei centri per l’impiego-CPI, strumento fondamentale per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta del lavoro e andare così a incidere sulle leve economiche che consentono i dolorosi fenomeni del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura».

Copagri accoglie quindi con soddisfazione l’intenzione del Governo di rafforzare il ruolo dei CPI attraverso l’istituzione di una piattaforma digitale e di uno sportello dedicato per l’erogazione di servizi finalizzati all’inserimento lavorativo nel settore agricolo, «Innovazioni – conclude Caldera - da noi ripetutamente richieste e caldeggiate, ma la legge 199/2016 va rivista in alcune sue parti, distinguendo in particolare tra reati gravi e gravissimi».

Dieci azioni prioritarie per combattere il caporalato - Ultima modifica: 2019-10-16T23:52:43+00:00 da Lorenzo Tosi

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