Piazza: «Agricoltura motore della ripartenza post covid»

Transizione ecologica, Pnrr e agricoltura: i temi affrontati nel corso del Forum Enpaia 2021

«Il Forum di quest'anno rappresenta una grande sfida per la Fondazione Enpaia nel post Covid e nell'utilizzo delle risorse del Pnrr. In tale scenario, quello agricolo è un asset fondamentale per la ripartenza, come già evidenziato nel recente Rapporto Enpaia-Censis». Lo ha dichiarato il presidente dell’Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura, Giorgio Piazza, nel corso del secondo Forum  “Economia e società: tendenze nel dopo Covid” organizzato dall'Ente.    Qui il primo Forum Enpaia   

«Durante il dibattito sono emerse proposte interessanti che saranno da viatico per il lavoro che ci aspetta, con la volontà mia - ha specificato Piazza - e di Enpaia tutta di fortificare la politica che abbiamo messo in campo già da tempo sull’economia reale e sulla sostenibilità, tema per noi centrale».

 

 

Enpaia
Da sx: Roberto Diacetti, Giorgio Piazza.

Secondo Roberto Diacetti, direttore generale di Enpaia, «lo scenario macroeconomico di medio periodo delinea una fase di crescita sostenuta caratterizzata dall'innovazione tecnologica e dalla transizione energetica. In questo contesto, gli investitori istituzionali italiani e in particolare le Casse di Previdenza possono giocare un ruolo strategico nel supportare la ripresa attraverso investimenti nelle infrastrutture e nell’economia reale, e noi in particolare nel comparto agricolo».

Dal Forum Enpaia i contributi su: Agricoltura e Transizione ecologica

Giansanti: «con una giusta pianificazione, sì all’agro-fotovoltaico»

Enpaia
Massimiliano Giansanti.

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha ricordato il processo di rinnovamento del settore primario, che deve saper far fronte ai cambiamenti in atto. «Produrre più cibo ma anche produrre più energia, con la consapevolezza di essere parte attiva del processo di decarbonizzazione del sistema di produzione elettrica. In questo quadro, tema importante è quello del fotovoltaico che dovrà avere uno sviluppo significativo; dei 23.689 GWh prodotti in Italia nel corso del 2019, il 13% è generato dal settore agricolo; questa quota dovrà crescere considerevolmente».

«Lo sviluppo dell’agro-fotovoltaico dovrà prevedere sia il ricorso a superfici di copertura dei fabbricati rurali, sia l’utilizzo a terra in aree agricole marginali, improduttive, che rischiano l’abbandono. Non vogliamo sottrarre Sau all’attività produttività, ma al contrario individuare nuove opportunità per gli agricoltori. Servono - ha concluso Giansanti equilibrio, una giusta pianificazione e soluzioni impiantistiche capaci di integrare la produzione di energia e quella agricola, con mutuo vantaggio».

Granieri: «rinnovabili necessarie ma senza consumo di suolo»

David Granieri.

«Dobbiamo spingere sulla sostenibilità ambientale, etica, economica e sociale. La spesa green – ha affermato il presidente di Coldiretti Lazio David Granieri - è cresciuta di 10mld di euro. Servono nuovi modelli di sviluppo sostenibile e rilancio per la nostra agricoltura, come un piano bacini per le risorse idriche e il 5G. Le rinnovabili sono necessarie ma senza consumo di suolo».

Gardini: «abbiamo bisogno della scienza»

Maurizio Gardini.

«I costi della transizione ecologica non devono essere scaricati sulle imprese, che invece devono essere sostenute, pena la perdita di competitività e quote di mercato. In questo delicato passaggio - ha sottolineato il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini - l’agricoltura va accompagnata. I cambiamenti climatici hanno falcidiato l’agricoltura, abbiamo bisogno di più scienza e più risorse da gestire con oculatezza. Non possiamo abbandonarci a una decrescita felice perché la domanda di cibo aumenterà. La sfida della fame del mondo è una questione sociale».

Scanavino: «la transizione ecologica deve nutrirsi dalla crescita delle aree interne»

«Dobbiamo rivitalizzare le aree interne del Paese e dargli funzioni produttive che oggi non hanno, soprattutto partendo dal centro-sud. La transizione ecologica – ha precisato il presidente della Cia Dino Scanavino - deve nutrirsi della rivitalizzazione dei sistemi produttivi delle aree interne. E' un tema economico, sociale, culturale e anche antropologico. Queste aree sono improduttive anche per cecità politica. Penso alla mala gestione della fauna selvatica».

Quanto alla legge sul biologico Scanavino ha affermato: «dobbiamo premere sul parlamento per approvarla, poi in un secondo momento possiamo anche modificarla».

Battistoni: «legge biologico, tempi maturi per approvazione alla Camera»

Francesco Battistoni.

«La legge sul biologico - ha precisato il Sottosegretario al Mipaaf Francesco Battistoni - è stata approvata al Senato con ampio consenso, i tempi sono maturi per il passaggio alla Camera. Credo che il biologico sia un elemento di transizione agricola: abbiamo già il 16% di terreno coltivato a bio. Questa legge darà la delega al governo per l’armonizzazione. Quanto al Pnrr dobbiamo cogliere quello che c’è di positivo».

Lattarulo: «necessaria una concertazione delle attività tra i tecnici e il mondo delle professionali»

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Bernardino Lattarulo.

A margine dei lavori, il coordinatore della Gestione Separata Periti Agrari in Enpaia, Bernardino Lattarulo, ha dichiarato: «come emerso dal dibattito odierno, il ruolo dell’agricoltura nella fase di transizione ecologica è, e sarà, centrale. A riguardo ci sono delle tematiche che non possono e non devono prescindere dalla professionalità del tecnico e del perito agrario. L’agricoltore è chiamato a tutelare il made in Italy, ad aumentare le superfici coltivate a biologico, a investire in sostenibilità preferendo le agro-energie, penso all’agrovoltaico, e rispetto a tutti questi temi i periti agrari dovranno svolgere un ruolo fondamentale per quanto riguarda il presidio tecnico».

«Quindi - ha proseguito Lattarulo -, con tutto il rispetto doveroso nei confronti delle categorie professionali, ritengo sia necessario realizzare una piena concertazione delle attività tra i tecnici e il mondo delle professionali, magari con una mediazione, un coinvolgimento e un benestare della stessa Enpaia, all’interno della quale le organizzazioni professionali agricole sono tutte rappresentate. Questo darebbe grandi risultati per l’agricoltura italiana e per l’evoluzione verso la transizione ecologica. Ricordo che la recente l’approvazione del nuovo ordinamento del Consiglio Nazionale estende, allarga e chiarisce più dettagliatamente quelle che sono le competenze professionali dei periti agrari nel campo anche della sostenibilità, della tutela ambientale e della transizione ecologica».

Fondazione Enpaia

Enpaia conta tra i suoi iscritti oltre 9mila aziende che danno impiego nel settore agricolo, per un totale di oltre 42mila assicurati tra dirigenti, quadri e impiegati. 

 

 

 

 

 

Piazza: «Agricoltura motore della ripartenza post covid» - Ultima modifica: 2021-09-15T14:24:48+02:00 da Laura Saggio

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