Ocm vino, si parte in ritardo

Gian Marco Centinaio
Dopo i noti contenziosi del precedente Governo, il ministro Centinaio sblocca la misura di promozione sui mercati terzi per il 2019. Per azioni che difficilmente vedranno la luce prima di febbraio-marzo

Quasi a sorpresa è arrivato, il 27 luglio 2018, il bando del Ministero delle Politiche agricole, alimentari forestali e del turismo per la presentazione delle domande per la “Misura Promozione sui mercati dei Paesi terzi” dell’Ocm vino, per la campagna 2018/2019.

Il bando peraltro era atteso sin da qualche mese per consentire l’avvio dei piani di promozione nei paesi terzi sin dai primi giorni del 2019, ma oramai il ritardo è divenuto istituzionale dopo i noti contenziosi degli anni scorsi per cui, se tutto andrà bene si va al 28 febbraio 2019, poi, come data ultima per la stipula dei contratti con i beneficiari da parte di Agea.

Gli anni in cui i contratti venivano stipulati entro il mese di ottobre dell’anno precedente alla realizzazione delle varie azioni sono da considerare solo come un “dato storico”.

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I termini per presentare le domande

Il decreto ministeriale fissa, quindi al 25 settembre 2018  la data entro la quale dovranno essere presentate le relative domande per poter beneficiare della quota di aiuti comunitari, che ammonta a complessivi 27,5 milioni di euro, destinata ai programmi nazionali.

Ma il plafond globale assegnato dalla Commissione dell’Ue al nostro paese ammonta a complessivi 100 milioni di euro per cui la restante quota, pari a70 milioni di euro, verrà gestita dalle singole regioni in base ad un piano di riparto già a suo tempo definito. Nei prossimi giorni sono attesi i bandi regionali per la presentazione delle domande regionali e multiregionali, ed è prevedibile che il termine di presentazione venga fissato, da ogni singola regione, sempre al 25 settembre 2018.

La road mad per attivare il contratto con Agea

Le regioni dovranno definire le istruttorie dei progetti regionali e di quelli interregionali che coinvolgono più regioni e i cui aiuti finanziari sono a carico delle regioni interessate e dei fondi a ciascuna di esse assegnate.

In particolare il decreto fissa il seguente calendario:

a) 26 ottobre 2018: le Regioni capofila fanno pervenire alle Regioni partecipanti le graduatorie dei progetti multiregionali e l’importo dei fondi di quota regionale di competenza;

b) 5 novembre 2018: le Regioni partecipanti ai progetti multiregionali fanno pervenire alle Regioni capofila il nulla osta al cofinanziamento dei progetti selezionati;

c) 9 novembre 2018: le Regioni capofila fanno pervenire al Ministero e ad Agea la graduatoria dei progetti multiregionali ammissibili a contributo;

d) 13 novembre 2018: le Regioni fanno pervenire al Ministero e ad Agea la graduatoria dei progetti regionali ammissibili a contributo, nonché ad Agea la completa documentazione ricevuta dai soggetti proponenti per la realizzazione dei controlli precontrattuali. Entro la medesima data il Ministero trasmette ad Agea la graduatoria dei progetti nazionali ammissibili a contributo nonché la completa documentazione ricevuta dai soggetti proponenti per la realizzazione dei controlli precontrattuali;

e) 28 febbraio 2019 quale termine entro cui Agea stipula i contratti con i beneficiari.

I criteri di selezione dei programmi

Il bando indica poi i punteggi che verranno assegnati ai singoli progetti in sede di valutazione e di formulazione delle relative graduatorie delle domande presentate.

I punteggi maggiori fino a 20 punti andranno agli operatori nuovi che, nel triennio 2014-2018, non hanno mai partecipato ai precedenti programmi Ocm vino,  che intendono realizzare le loro azioni in un nuovo paese terzo e che si accontentano di un contributo inferiore al massimo previsto che è del 50% della spesa prevista.

I criteri hanno come obiettivo di premiare al massimo operatori emergenti e coraggiosi che però la realtà viticola italiana non riesce ad indicare dopo circa un decennio di esperienze dell’Ocm vino nella realizzazione di azioni promozionali in paesi terzi. E’ emerso infatti che la promozione dà frutti solo se viene fatta in forma continuativa e in paesi che hanno già un minimo di conoscenza dei vini italiani e comunitari, altrimenti si tratta di un inutile turismo aziendale vinicolo in paesi, in alcuni casi, privi di coltura storica enologica.

Tra gli altri criteri di premialità, spiccano ancora, la presenza, all’interno del soggetto proponente (che può essere una singola realtà o un’aggregazione) di piccole e micro imprese, il fatto che lo stesso produca e commercializzi prevalentemente vini di propria produzione, il fatto che il progetto sia rivolto ad un mercato emergente, e che riguardi esclusivamente vini Dop o Igp. Tra le azioni finanziabili, spiega il Ministero, quelle in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti dell’Unione, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o di ambiente, la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale, campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione e studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione. La spesa per questa azione non supera il 3% dell’importo complessivo del progetto presentato.

 LA soddisfazione del ministro Centinaio

“Sono soddisfatto dello sblocco del provvedimento per il vino che era fermo da tempo. Impegno mantenuto. Ora tocca alle imprese. Quello di oggi è un passo importante - afferma il Ministro Centinaio - per cominciare a costruire una nuova strategia di settore. Siamo il primo produttore mondiale di vino e i nostri prodotti sono ovunque sinonimo di eccellenza ma tutto questo non basta. Serve uno sforzo in più. Servono risorse mirate. Perché per andare sui mercati internazionali la promozione è fondamentale. Noi vogliamo aiutare le nostre imprese in questa operazione, essere al loro fianco, diminuendo la burocrazia e investendo ancora di più sulla differenziazione dell’offerta e sulla qualità, due elementi che rendono uniche le nostre realtà vitivinicole e non sol

 

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