Trump minaccia nuovi dazi, agroalimentare italiano in allarme

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Il presidente americano minaccia di portare al 100% i dazi su Parmigiano, Grana Padano, salumi e agrumi se sarà applicata la digital tax sui colossi del web Usa

I dazi sui prodotti agroalimentari italiani in ingresso negli Stati Uniti scattati lo scorso ottobre potrebbero salire dal 25 al 100%. Questa la nuova minaccia del presidente americano Donald Trump agli Stati che applicheranno la cosiddetta digital tax alle grandi aziende del web (Google, Apple, Amazon, facebook, ecc.), in pratica tutte statunitensi.

Le nuove tariffe potrebbero entrare in vigore da gennaio e colpirebbero i prodotti già sanzionati per l'affare Airbus-Boeing, tra cui il Parmigiano Reggiano. Gli Usa considerano la digital tax discriminatoria nei confronti delle società americane ma c'è tempo fino al 14 gennaio per negoziare e trovare una soluzione in sede Ocse. Se non dovesse essere trovata un'intesa scatterebbero nuovi e pesantissimi dazi su vini e formaggi francesi già colpiti da dazi al 25%, ma anche su alcune eccellenze italiane come Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone, ma anche salumi, crostacei, molluschi, agrumi, succhi e liquori.

Coldiretti: ulteriori danni per 500 milioni

Per l'Italia, secondo una stima di Coldiretti, il danno sarebbe di 500 milioni di euro. Già in difficoltà con i dazi al 25%, con l'aumento al 100% sarebbero completamente fuori mercato negli Stati Uniti – sottolinea Coldiretti – gli Usa tra l'altro si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. A trarne vantaggio – spiega l'associazione - le brutte copie americane realizzate in Wisconsin, California e nello Stato di New York. Dal parmesan, con una produzione di 192 milioni di chili, al provolone con 181 milioni di chili, fino al Romano con 25 milioni di chili realizzato però senza latte di pecora (analisi Coldiretti su dati Usda, il Dipartimento dell'agricoltura statunitense).

Il dazio al 100% per il Parmigiano Reggiano e per il Grana Padano farebbe aumentare il prezzo al dettaglio a quasi 70 dollari al chilo. Un valore superiore anche di 3-4 volte rispetto al parmesan di produzione Usa che viene posto ingannevolmente sullo stesso scaffale dell'originale Made in Italy.

«Dopo il settore aereonautico, con la digital tax ancora una volta l'alimentare diventa ingiustamente la vittima di una guerra commerciale in cui non è coinvolto – afferma il presidente Ettore Prandini – si tratta della conferma del valore strategico di un settore su cui l'Unione europea deve investire a partire dal prossimo quadro finanziario per evitare di indebolire la Pac».

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Bellanova e Prandini

Dazi: Bellanova, non accettiamo ricatti da Trump

«Dobbiamo combattere perché non si accettano ricatti, la politica dei dazi è una politica sempre sbagliata e nel frattempo dobbiamo combattere la contraffazione. Per questo serve una campagna di comunicazione per far capire ai cittadini americani che i dazi di Trump rischiano di privarli della qualità dei nostri prodotti». Così la ministra delle politiche Agricole Teresa Bellanova ha commentato la nuova minaccia del presidente Usa.

«Per questo – ribadisce – voglio una grande campagna di comunicazione da parte del mio ministero, dello Sviluppo Economico, degli Esteri e della presidenza del Consiglio a partire dagli americani. Dobbiamo dire e far capire che i dazi di Trump fanno un enorme danno alle nostre imprese. Ma soprattutto rischiano di privare i cittadini americani di prodotti di eccellenza di altissima qualità che non sono solo sono buoni per il gusto ma fanno bene alla salute».

Trump minaccia nuovi dazi, agroalimentare italiano in allarme - Ultima modifica: 2019-12-03T17:31:39+00:00 da Simone Martarello

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