Torniamo sul decreto-legge n. 4 dello scorso 24 gennaio, che ha ridefinito i criteri di applicazione dell’Imu dovuta per i terreni agricoli, nonché incolti, sia per l’anno 2014, che per l’anno 2015 e seguenti (TV n. 5/2015).
Parliamo della copertura finanziaria, cioè delle risorse individuate dal governo per far fronte agli oneri derivanti dall’aver esteso la platea complessiva dei casi di esenzione.
L’entità stimata di tali oneri è indicata nello stesso decreto: 219,8 milioni di euro per l’anno 2015 e 91 milioni di euro annui a decorrere dal 2016.
Ebbene, il governo è andato a pescare le risorse proprio tra quelle già stanziate a favore dei produttori agricoli per le deduzioni dall’Irap riferite ai lavoratori agricoli dipendenti a tempo determinato, con contratto di durata almeno triennale, impiegati nel periodo di imposta e con almeno 150 giornate. Si tratta:
a) dei commi 13 e 14 dell’art. 5 del Dl. n. 91/2014, che consentivano dal 2014 di dedurre dalla base imponibile Irap, a fronte dell’assunzione dei predetti dipendenti agricoli, il 50% degli importi deducibili dai datori di lavoro non agricoli per i dipendenti assunti a tempo determinato;
b) del comma 25 dell’art. 1 della legge di Stabilità per il 2015 (L. n. 190/2014) che, nell’ambito della deduzione totale del costo del lavoro dall’Irap, aveva incluso i produttori agricoli titolari di reddito agrario e le società agricole per l’assunzione dei predetti lavoratori.
Entrambe le norme, comunque, erano soggette all’autorizzazione preventiva da parte della Commissione europea, che, a tutt’oggi, non risulta pervenuta.
In ogni caso, le norme abrogate “valgono” 45,2 milioni di euro per l’anno 2015 e 31,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016, e risultano quindi insufficienti a garantire le coperture previste.
E le risorse mancanti da dove verranno? Sono state individuate soprattutto attraverso la riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica (Fispe) e il programma straordinario del Mipaf per l’individuazione di vari residui passivi.
La copertura finanziaria degli oneri derivanti dall’aver esteso l’esenzione
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