Il decreto sviluppo è alla firma del Presidente della Repubblica, ma i punti sembrerebbero oramai definiti. Dovrebbe quindi rimanere lo «scippo» dei 20 milioni dello zucchero in bilancio di Agea e destinati ad altri interventi, tra i quali le crisi di mercato. Nel pacchetto agricolo voluto dal ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ci sono anche altri interventi importanti. Uno di questi riguarda il giro di vite sulle sanzioni per chi non rispetta le regole dei Consorzi di tutela dei vini. Vengono così definiti interventi mirati a rafforzare l’azione di tutela e promozione dei Consorzi di tutela dei vini.
Ma il potere sanzionatorio dei consorzi non convince le organizzazioni agricole.
In particolare le organizzazioni agricole sottolineano l’inadeguatezza delle nuove regole nel settore dei vini. «Si tratta di una formulazione che non ci convince – spiegano in Coldiretti – e che anzi ci sembra decisamente eccessiva. Attenzione, noi siamo assolutamente convinti della necessità di rafforzare l’attività dei consorzi. Soprattutto nell’ottica dei nuovi compiti affidati agli stessi organismi di tutela dal Dlgs 61/2010. Ma pensiamo anche che utilizzare la leva dell’irrigidimento della sanzione non sia la strada giusta».
Il decreto 61/2010 affida ai consorzi un ampio ruolo riguardo alla tutela e alla valorizzazione della denominazione. Con compiti che vanno dalla vigilanza, alla promozione fino alla gestione dell’offerta. «Compiti che siamo convinti rappresentino il futuro dell’attività dei consorzi – aggiungono in Coldiretti –. Ma la strada per perseguire questi obiettivi deve essere quella di investire e coinvolgere i produttori in una progettazione condivisa delle azioni da svolgere nell’interesse dell’intera denominazione. Bisogna coinvolgere la base produttiva, ma l’irrigidimento delle sanzioni è a nostro avviso metodologicamente sbagliato ».
Per la Cia bisogna distinguere i meccanismi validi per i Consorzi delle grandi Dop alimentari, da quelli dei vini. «Questi ultimi – sostiene la Cia – hanno caratteristiche diverse rispetto agli organismi interprofessionali. Occorre dunque un distinguo ».
Nel mirino delle organizzazioni agricole finisce anche la prevista possibilità da parte del consorzio di applicare al produttore inadempiente una sanzione triplicata. «Anche in questo caso sembra ci sia una sproporzione – aggiungono in Coldiretti –: è mai possibile che se un produttore effettua una frode è sottoposto a una sanzione inferiore rispetto a quella dovuta per la mancata osservanza di una regola consortile?».
Insomma gli agricoltori non hanno dubbi sul fatto che si tratti di un approccio errato. «E non capiamo perché ci siamo trovati questa formulazione – aggiunge la Coldiretti – nonostante abbiamo chiarito fin dalle prime bozze che non condividevamo l’impostazione».
«Non bisogna perdere di vista – ribadisce la Cia – qual è il punto di vista dei produttori che si aspettano che i consorzi svolgano un ruolo propositivo e non solo l’imposizione di regole di funzionamento. Di questo passo, andiamo verso uno scontro fra le parti che non ci porterà lontano. Anzi, se queste regole non verranno presto modificate potrebbero anche aprire un processo di allontanamento se non di vera e propria fuga dal sistema delle denominazioni d’origine dei vini»
Per Coldiretti e Cia bisogna puntare a un maggior coinvolgimento dei viticoltori
Nel pacchetto di misure agricole prevista la possibilità per i Consorzi di tutela di elevare sanzioni
Dalla stessa categoria
Mais, la top ten degli ibridi 2019
Resi noti i risultati della rete nazionale di confronto varietale coordinata dal Crea di Bergamo. Rese medie in calo del 5,9% rispetto al 2018
Più canapa nel futuro, Coca Cola pensa a una bibita alla...
Il colosso di Atlanta prevede di lanciare sul mercato una bevanda salutistica a base di cannabidiolo. E si allea con un partner canadese
Scoperto messaggero di un gene che regola la fertilità maschile delle...
Un team del Cnr ha dimostrato che nelle piante la fertilità maschile è collegata a uno specifico messaggero del gene ARF8. L’indagine implica importanti ricadute in piante di interesse agrario di tipo ibrido che mostrano un maggior vigore rispetto a quelle prodotte per autofecondazione
Il climate change può essere mitigato dai sistemi foraggeri
Grazie alle minori emissioni di gas serra e al maggiore stoccaggio di carbonio nel suolo. Lo dimostra il progetto europeo “forage4climate” coordinato dal Crpa di Reggio Emilia.
Un progetto per selezionare piante locali gradite alle api
Prosegue sino a fine anno la collaborazione tra Provincia di Udine e Consorzio Apicoltori per uno studio sviluppato dall'Università di Udine in favore della biodiversità.












