Patata, specificità e innovazione per affrontare le sfide

Produzione in calo, pressione climatica, fitopatologie emergenti, esigenze di tracciabilità

Dalla valorizzazione territoriale con la certificazione dell’origine a nuove varietà tolleranti agli insetti, passando per il digital farming, ecco le possibili soluzioni

Negli ultimi anni, la coltivazione della patata in Italia sta affrontando sfide sempre più complesse legate ai cambiamenti climatici, alla pressione fitosanitaria e alla competitività del mercato estero. A fronte di un calo della produzione nazionale, la dipendenza dalle importazioni è aumentata, mettendo a rischio l’autosufficienza del comparto e la sostenibilità delle filiere locali. Tuttavia, nuove soluzioni tecnologiche, varietali e organizzative stanno offrendo una strada concreta per il rilancio.

Tra gli strumenti più promettenti vi sono le varietà tolleranti agli elateridi, insetti sempre più dannosi per le colture, e l’introduzione di pratiche di difesa integrata più efficaci. L’adozione di strumenti digitali per il monitoraggio dei campi – dal digital farming all’uso di sensoristica per l’irrigazione – permette di ottimizzare le risorse e migliorare la resa, anche in condizioni di stress ambientale.

Un altro fronte fondamentale è la tracciabilità. Progetti come Oqas puntano a certificare l’origine e la qualità delle patate attraverso l’analisi isotopica, offrendo una garanzia scientifica lungo tutta la filiera. Questo risponde a una crescente richiesta da parte dei consumatori, sempre più attenti all’origine e alla sostenibilità dei prodotti che acquistano.

Il rilancio del comparto passa quindi da ricerca, innovazione, comunicazione e collaborazione tra attori della filiera. Il settore ha l’opportunità di tornare competitivo, offrendo ai consumatori un prodotto di qualità, tracciabile e rispettoso dell’ambiente.

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